Nobel per la Pace, anche uno scienziato di Sulmona nel team di Gore

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. L'ex vice presidente americano Al Gore ha vinto il premio Nobel per la pace 2007 insieme al Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici (Ipcc) dell'Onu. E in quel comitato c’è anche un abruzzese…Si chiama Filippo Giorgi, ed è nato a Sulmona. Ieri il presidente Del Turco lo ha chiamato per congratularsi: «con questo premio onora la terra che lo ha visto nascere»L’INTERVISTA DI PdN AL NOBEL CAPECCHI

SULMONA. L'ex vice presidente americano Al Gore ha vinto il premio Nobel per la pace 2007 insieme al Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici (Ipcc) dell'Onu. E in quel comitato c'è anche un abruzzese…Si chiama Filippo Giorgi, ed è nato a Sulmona. Ieri il presidente Del Turco lo ha chiamato per congratularsi: «con questo premio onora la terra che lo ha visto nascere»


L'INTERVISTA DI PdN AL NOBEL CAPECCHI


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La motivazione del comitato per il Nobel per la pace riporta «gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall'uomo e per porre le basi per le misure necessarie a contrastare tali cambiamenti».
Una grande soddisfazione anche per Filippo Giorgi, l'unico scienziato italiano nel board dell'Ipcc. Giorgi è nato a Sulmona nel 1959 e si è laureato in Fisica all'Università dell'Aquila. Dopo alcune esperienze all'estero, dall'aprile del 2001 è stato nominato vicechair del Gruppo di lavoro numero uno che si occupa della parte fisica dei cambiamenti climatici nel board dell'International panel on climate change (Ipcc, appunto).
Vive e lavora a Trieste, dove è anche coordinatore del settore di Clima e Fisica Meteorologica del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare.
Nel suo lavoro di ricerca lo scienziato abruzzese ha realizzato il primo modello climatico regionale. Anche il presidente della regione Del Turco, ieri lo ha chiamato per complimentarsi. «Questo riconoscimento», gli ha detto Del Turco, «onora la terra che lo ha visto nascere. La nostra speranza - ha aggiunto - è che tutta la sua scienza possa essere al servizio dell'intera ummanità».
Giorgi è stato anche uno degli autori del secondo e del terzo rapporto sui mutamenti climatici. Ha poi coordinato il quarto, presentato a Parigi a febbraio 2007, che è entrato anche nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

GIORGI: «UN PREMIO IMPORTANTE PER PRENDERE COSCIENZA DELL'AMBIENTE»

«C'e' parecchio da fare» e «bisogna fare presto» perchè «le emissioni continuino ad aumentare, addirittura a una velocità maggiore di quelle che erano le peggiori previsioni di cinque anni fa».
E' questa l'analisi che Giorgi fa a poche pre dalla notizia della vittoria del suo team. «Bisogna agire presto se si vuol cercare di stabilizzare i gas serra, a livelli per cui questi cambiamenti climatici non diventino cosi' forti da mettere veramente in pericolo e produrre grossi sconvolgimenti alla società umana».
Secondo Giorgi, con il Nobel «viene premiato il lavoro che l'Ipcc ha fatto per chiarire la gravità di questo problema e divulgarlo all'opinione pubblica. Penso - ha aggiunto - che il motivo per il quale l'Ipcc è stato scelto per il Nobel per la Pace è la coscienza che i cambiamenti climatici potrebbero creare molti attriti fra le nazioni, oltre a problemi di scarsità di acqua in regioni più vulnerabili di altre con conseguenti esodi di massa».
Per Giorgi, «ormai l'opinione pubblica è convinta della gravità del problema e - ha sottolineato - lo sono anche quasi tutti i Paesi del mondo. Bisogna ora trovare politiche che, da un lato, riescano a diminuire le emissioni dei gas serra e, dall'altro, non impediscano la crescita dei Paesi in via di sviluppo. Queste politiche sono possibili».
Giorgi ha inoltre ricordato che il ''prossimo appuntamento fondamentale sarà la riunione di tutte le nazioni in dicembre a Bali in cui si discuterà di quali politiche adottare soprattutto sul post-Kyoto per cercare di stabilizzare la quantità di gas serra sotto i valori di guardia. «Spero - ha aggiunto - che questo premio Nobel contribuisca molto alla buona volontà dei Paesi che parteciperanno a queste negoziazioni».


13/10/2007 8.29