Studenti in piazza contro gli esami di riparazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. La scuola è ricominciata nemmeno da un mese e gli studenti sono già scesi in piazza. Tra i motivi della rivolta di ieri i costi dei libri di testo, le scuole non a norma e il ritorno dell’esame di riparazione a settembre.

VASTO. La scuola è ricominciata nemmeno da un mese e gli studenti sono già scesi in piazza. Tra i motivi della rivolta di ieri i costi dei libri di testo, le scuole non a norma e il ritorno dell'esame di riparazione a settembre.
Anche Azione Studentesca, in quanto movimento giovanile che si batte per gli studenti, ha partecipato allo sciopero di ieri mattina di tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano le scuole superiori vastesi, indetto per protestare contro la nuova Riforma Fioroni che reintroduce l'esame di riparazione a Settembre ma anche per sostenere l'abolizione del libro di testo obbligatorio.
Riguardo l'adozione dei libri scolastici, «da troppi anni», spiegano i responsabili locali di Azione Studentesca Marco di Michele Marisi e Michele Bozzelli. «siamo vittime di una vera e propria speculazione: i libri di testo costano ogni anno sempre di più, e in alcuni casi si arriva a sfondare il tetto dei 400 euro annui. Non viene rispettato così il limite imposto a parole dal Ministero».
Per i giovani «il prezzo dei libri rappresenta una vera e propria discriminazione, che impedisce la reale applicazione del diritto all'istruzione, in teoria garantito a tutti quanti a prescindere dal censo. Troppe famiglie sono costrette a scegliere il tipo di scuola in base al prezzo dei libri».
«Noi sogniamo», continuano i ragazzi, «una scuola nella quale lo studio venga assegnato per argomenti e non per numeri di pagine. Noi sogniamo una scuola nella quale tra i ragazzi sorga un confronto costruttivo fra le diverse letture di un dato argomento. Noi sogniamo che ai ragazzi sia data la capacità critica di confrontarsi con gli argomenti, di sviluppare opinioni, e che i docenti accrescano il senso critico degli studenti, e non li facciano studiare come automi su un testo unico»
Altra nota dolente, l'edilizia scolastica: «le scuole cadono a pezzi», continuano i rappresentanti, «mettendo a rischio la vita di chi ci sta dentro. Più della metà degli edifici scolastici ad oggi non è a norma e mancano le palestre, manca il riscaldamento, piove dal soffitto, mancano spazi di aggregazione, cortili per la ricreazione, campi sportivi…»
Ma il motivo scatenante di tutta la protesta è stato anche un altro, ovvero la reintroduzione dell'esame di riparazione, abolito nel 1995 perché ritenuta inadeguata come forma di selezione. «Oggi Fioroni adotta l'ennesimo provvedimento per riportare indietro la scuola», tuonano gli studenti. «Con i test di riparazione, infatti, non vi è alcuna meritocrazia in quanto generano il circolo vizioso delle lezioni private (in nero), visto che i corsi recupero delle scuole sono assolutamente inadeguati. Come avveniva prima del 1995, i criteri di selezione torneranno a fondarsi sul reddito invece che sul merito».
Questo sciopero – assicurano – è solo l'inizio di tante manifestazioni e sit-in di protesta contro «questa scellerata riforma».13/10/2007 9.19