Rivolta agricola: «noi paghiamo acqua che non c'è»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. «L'agricoltura dovrebbe essere incentivata e non penalizzata, soprattutto da organi preposti a servire il mondo agricolo ma che paradossalmente contribuiscono a depauperarlo ulteriormente». Parola di imprenditore agricolo. Si chiama Michele Giarrocco lavora a Vasto e a PrimaDaNoi.it denuncia la «grave grave situazione creata dal consorzio di bonifica del nostro comprensorio».
Giarrocco sta organizzando insieme ad altri agricoltori una raccolta di firme da inviare alle amministrazioni e al consorzio stesso, «perché si prenda coscienza dei nostri problemi».
Una situazione paradossale che ha al centro della vicenda l'acqua, ormai protagonista negativa della scorsa estate.
«In questi giorni», racconta l'imprenditore, «sono in scadenza le rate per il pagamento dell'acqua irrigua del consorzio di bonifica del comprensorio vastese (Bacino Moro Sangro Sinello e Trigno). In generale il cittadino è abituato a pagare per l'erogazione di un servizio o l'effettuazione di una prestazione. Sarebbe assurdo chiedere soldi per un servizio che non viene erogato. Inoltre il pagamento di un bene/servizio dovrebbe essere proporzionale al suo
consumo: quindi a un servizio fornito solo in parte dovrebbe corrispondere un pagamento parziale, relativo alla quantità effettivamente erogata e consumata». Ma da queste parti il condizionale è d'obbligo: «il consorzio pretende il versamento di somme fisse (ed esose: circa 200 euro per ettaro) calcolate in base all'estensione dei terreni da irrigare, a prescindere se l'acqua venga poi effettivamente dispensata oppure no». Quest'anno, ad esempio, causa siccità «il servizio è stato sospeso da fine giugno e non si è potuto procedere con le irrigazioni dei campi, degli orti, delle colture e con i necessari trattamenti ai vigneti, inducendo così, nei casi di estrema necessità, ad attingere alla condotta idrica potabile».
Ma come risolvere il problema grave? «Dubito», continua Giarrocco, «che i nostri amministratori locali, regionali e il consiglio di amministrazione del consorzio di bonifica siano a conoscenza della gravità del problema e della generale crisi del settore agricolo; basti pensare ai prezzi dei prodotti al netto delle spese, che sono ormai da terzo-mondo e che nessuno si è mai occupato concretamente di tutelare, e gli agricoltori sono lasciati soli, dietro l'indifferenza delle stesse associazioni sindacali di settore».
Fatto sta che oggi nessuno è intenzionato a pagare per un servizio carente di cui non ha potuto usufruire.

08/10/2007 10.25