Zanni la truffa arriva dal Comune:340 indigenti ricevono cartelle illegittime

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Zanni la truffa arriva dal Comune:340 indigenti ricevono cartelle illegittime
PESCARA. «Una vera e propria truffa», un tentativo maldestro di estorcere soldi a persone poco abbienti e, nello stesso tempo, un tentativo di arricchirsi violando le leggi. Potrebbe essere una delle tante storie di raggiri che la cronaca riporta, purtroppo quotidianamente, ai danni di anziani, sfruttando l'ingegno per sgraffignare bottini più o meno grandi. Ma questa volta... ... MA IL COMUNE NON RECEDE

Ma questa volta è diverso perché a tentare il raggiro è il Comune di Pescara e a subirlo oltre 300 famiglie che abitano nelle case popolari di proprietà dell'ente, nel quartiere Zanni.
Il tentativo della presunta truffa è stato per ora denunciato (non ancora sventato) dall'associazione Codici che ha già avviato le pratiche presentando alle 13 di oggi una formale diffida ad adempiere e promette di ricorrere alla magistratura (anche alla Corte dei conti) se il Comune di sua iniziativa non ponga immediatamente rimedio al grossolano errore.
A fare indignare ulteriormente le famiglie è stata la risposta del dirigente competente del comune, Guido Dezio, che ha tentato di giustificarsi con l'associazione dei consumatori dicendo che le cartelle potevano essere benissimo contestate da coloro che la ricevevano.
Come dire: se qualcuno se ne accorge…
Ma andiamo con ordine.

ARRIVA LA CARTELLA: OCCHIO AL MAXI CONGUAGLIO

Qualche settimana fa a circa 340 famiglie che vivono negli alloggi popolari del Comune sono arrivate le cartelle esattoriali che chiedevano il pagamento del canone di affitto e della quota condominiale. Come terza voce figurava il "conguaglio della quota condominiale".
Se sulle prime due voci anche l'associazione dei consumatori Codici non ha avuto nulla da eccepire non si può dire lo stesso per la terza voce.
Infatti il pagamento era richiesto per somme arretrate e conteggiate a partire dal 1997.
Una operazione questa che, secondo Domenico Pettinari di Codici, ha interessato 20 palazzi del quartiere Zanni per un totale di circa 340 appartamenti e altrettanti nuclei familiari.
Per ogni singolo palazzo l'associazione ha stimato un introito del Comune di circa € 17.357 per un totale complessivo che si aggira sui 340mila euro.
Fatti i dovuti calcoli ogni famiglia dovrebbe sganciare una media di 100 euro.
Ma la stranezza nella stranezza è che per tutti questi anni nessuna amministrazione ha mai pensato di riscuotere tali somme: un decennio di completa inerzia. Perché?
Perché nessun responsabile per un errore simile?
Una operazione quella della giunta D'Alfonso chiaramente mirata a rimpinguare le casse comunali.
Si era persino affidato ad una ditta esterna il calcolo tecnico con un chiaro esborso di soldi pubblici.
Un affidamento all'esterno contestato persino dagli stessi dipendenti comunali che avrebbero potuto benissimo svolgere quel lavoro all'interno e, dunque, in economia.

UNA SVISTA O UNA TRUFFA?

La cosa tuttavia grave è che il Comune -e dunque l'ufficio che fa capo al nuovo dirigente Guido D'Ezio (balzato agli onori delle cronache per essere indagato nella mega inchiesta urbanistica di Pescara e per essere al centro di un'altra indagine proprio per il concorso che l'ha visto vincitore al Comune)- non abbia tenuto conto di una serie di sentenze della Corte di Cassazione che hanno in qualche modo modificato la normativa inerente la riscossione degli arretrati sulle case popolari.
Codici nella sua diffida, infatti, segnala la sentenza della cassazione Sez. III, 28/10/1995 n. 11260, la quale prevede che «è soggetto a prescrizione biennale il credito riferito alle case popolari, relativo al recupero delle spese per erogazione dei servizi, rientranti nella previsione di cui all'art. 19 lett. d) del D.P.R. n. 1035 del 1972».
Cioè gli arretrati relativi alle case popolari possono essere riscossi entro due anni, altrimenti c'è la scure della prescrizione che annulla e vanifica il dovuto.
Attualmente il Comune può legittimamente pretendere le somme fino al 2005 e non oltre.
Ma il bello, secondo l'associazione dei consumatori, è che l'operazione rastrella denaro ai danni di poveri cittadini ignari che avrebbe dovuto contribuire a rimpinguare le casse comunali mentre, a conti fatti, in realtà l'amministrazione comunale dovrebbe versare una somma molto vicina ai € 40.000 agli stessi affittuari che dai conti effettuati sarebbero addirittura in credito.
«Esemplare il caso di una signora che avrebbe dovuto ottenere un rimborso di circa 49 euro, dunque, in credito nei confronti dell'ente, e si è vista recapitare una cartella esattoriale della Soget pari a € 370», ha spiegato Pettinari.
«Ora il Comune deve assolutamente annullare queste cartelle», intima Codici,«poiché palesemente errate e inviare le nuove cartelle che rispettano la legge e con i calcoli aggiornati».
Pettinari ha poi raccontato di un lungo colloquio avuto con il dirigente che ha sostanzialmente ammesso l'errore giustificandosi tuttavia dicendo che «secondo la legge italiana la prescrizione va eccepita».
Secondo il neo dirigente, dunque, sarebbe pienamente lecito il tentativo di riscuotere somme in realtà non dovute, mentre sarebbe in capo ad ogni singolo cittadino il diritto di rifiutare il pagamento ed appellarsi alla prescrizione.
Solo in questo caso il comune avrebbe ammesso la cancellazione dell'importo.
Ma già solo riuscire a leggere e comprendere una cartella esattoriale è più che una impresa…
«Un comportamento assolutamente scorretto e illegittimo», rincara Pettinari, «una vera e propria truffa ai danni di povere persone. A questo punto anche se il dirigente ha ammesso i nostri rilievi dovrà essere l'ufficio legale del Comune ad esprimere un parere. Se questo sarà contrario noi ci impegneremo in una battaglia legale senza frontiera e saremo pronti ad andare avanti in ogni sede giudiziale»

MANIFESTI E SANTINI SULLA SCRIVANIA DEL DIRIGENTE

Non poteva poi mancare la nota di colore riferito dal responsabile di Codici.
«Quando il dirigente mi ha ricevuto», ha raccontato Pettinari, «mi ha fatto accomodare in un'altra stanza e non nel suo ufficio. Solo in seguito ho capito il motivo: la scrivania di Dezio era stracolma di manifesti e "santini" del sindaco D'Alfonso impegnato nella campagna elettorale per il Pd. Questa è una cosa assolutamente indecente alla quale un dirigente dell'ente non può sottostare».
Il racconto di Pettinari in qualche modo conferma il vero e proprio reclutamento di alcuni dipendenti comunali che sono stati impegnati anche durante il referendum elettorale sul piano traffico, reclutati dall'attuale giunta per diverse operazioni di propaganda.
Si deve solo aggiungere che lo stesso Dezio prima di vincere il concorso da dirigente è stato il braccio destro dell'attuale sindaco occupando la posizione di vertice nel suo staff. Ha inoltre curato molte delle campagne elettorali passate proprio di D'Alfonso.

05/10/2007 13.11

IL COMUNE:«ABBIAMO TRASMESSO OGNI ANNO LA RICHIESTA DI PAGAMENTO»

«il Comune di Pescara ha trasmesso ogni anno, a preventivo, la ri-chiesta del pagamento delle quote condominiali, in qualità di gestore degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica in questione e quindi di amministratore dei “condomini”, al fine di garantire i servizi comuni quali le pulizie e l'illuminazione delle gradinate, la manutenzione degli ascensori, degli impianti citofonici, piccole opere edili, ed altro ancora. L'Ente», ha spiegato l'assessore Camillo D'Angelo, «ha sempre interrotto la prescrizione delle rate ordinarie. Come atto di amministrazione l'attuale dirigente del Settore Provveditorato e Patrimonio ha provveduto a redigere i bilanci consuntivi, che legge l'Ente Civico è tenuto a fare e dall'operazione sono affiorati conguagli, sia a debito che a credito, dei rispettivi assegnatari».
Il Comune interviene “a ribasso” anche sulla cifra che per il complesso di Zanni ammonterebbe a «109.411,22 euro sono le somme a debito degli assegnatari e 19.953,89 euro a credito, da cui risulta un saldo pari a 89.457,33 euro, oltre un terzo in meno dei 340.000 euro riportati».
«Quanto alla prescrizione», ha aggiunto l'assessore, «i termini della prescrizione decorrono dal momento in cui il diritto può essere fatto valere; nel caso di specie, dalla chiusura del Bilancio consuntivo e dal relativo accertamento effettuato con atto dirigenziale nel maggio 2007. In ogni caso, deve rilevarsi che l'Ente in ossequio ai principi ed alle norme della contabilità pubblica è tenuto a richiedere eventuali crediti vantati nei confronti di soggetti terzi, pur se prescritti, perché comunque dovuti, fatta salva l'eccezione di prescrizione opponibile esclusivamente dal terzo debitore».

CODICI:«COMPORTAMENTO SCORRETTISSIMO»

«Rasenta un comportamento “mafioso” quello del Comune di Pescara sulla vicenda conguagli», è la risposta di Domenico Pettinari.
«Vergognosa la nota del Comune», aggiunge, «oltre ad interrogarmi se siamo dinanzi ad una SPA o ad un Ente Pubblico, vorrei ricordare al Comune che la Diffida ad Adempiere - presentata alla stampa alcuni giorni fa – è stata fatta da un'Associazione (CODICI) legittimata ad agire ai sensi dell'art. 139 del Dec. Leg.vo n. 206/05 e quindi vale a tutti gli effetti come eccezione collettiva della prescrizione. Tralasciando il gergo tecnico, la diffida vale per tutti gli interessati e quindi non vi è alcuna necessità che ogni singolo condomino si rechi al Comune per eccepire quanto è già stato eccepito da CODICI».
«Il Comune», ha aggiunto Pettinari, « sta dimostrando – con la replica sul-la stampa locale – che ha urgentemente bisogno di fare cassa anche a danno dei ceti più indigenti della Città, proprio come l'astinenza vede il tossicodipendente calpestare i propri familiari per recuperare qualche quattrino per la dose… Un Ente Pubblico che gestisce la cosa pubblica in economia con trasparenza ed efficienza non dovrebbe azzardare una replica del genere considerando che arriva dopo che la nostra associazione ha scoperto la truffa. Come farebbero oltre 300 famiglie ad eccepire la prescrizione? Il Comune li ha informati sulle procedure? Dovrebbero forse rivolgersi a legali di fiducia? E chi paga gli avvocati?».

08/10/2007 10.00