Scoperta una tomba femminile del II secolo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA.E' una tomba femminile del II secolo a.C. quella mostrata questa mattina nella Necropoli di Varranone, nel cantiere della società Edimo, a Poggio Picenze (AQ).
La scoperta ha riservato non poche sorprese, a cominciare dal fatto che è arrivata fino a noi ancora sigillata, senza che la terra l'abbia riempita nel corso dei secoli, come è accaduto per tutte le altre tombe scavate fino ad ora in Abruzzo.
Così una volta sollevata la Pietra Sepolcrare che l'ha custodita fino ad oggi l'emozione è stata tanta. Nello spazio del sepolcro il primo raggio di sole dopo 2100 anni ha rivelato il contenuto: alcune ampolline porta profumo, brocche e pedine da gioco e una bella lucerna i primi oggetti di un luogo che sarà comunque scavato e studiato fin nei minimi dettagli. «Già da questi primi indizi – ha spiegato l'archeologo Vincenzo D'Ercole della Soprintendenza Archeologica per l'Abruzzo – possiamo asserire che si tratta di una sepoltura femminile del popolo dei Vestini. Anche lo scheletro, vista la dimensione ridotta delle ossa, rafforza questo dato. Una tomba di una donna molto ricca e che occupava una posizione privilegiata, vista la maestosità della sepoltura e la vicinanza con la strada romana che costeggia questa necropoli; quasi sempre, infatti, - continua D'Ercole – le tombe dei personaggi più importanti venivano posizionate nei pressi della via principale».
Gli scavi alla Necropoli di Varranone, situata vicino quella di Fossa, sono iniziati da pochi giorni, dopo il lavoro di ricognizione tramite elicottero del Nucleo Tutela del Patrimonio dei Carabinieri iniziato nel 2003 che ha evidenziato la presenza di una sessantina di tombe e si stanno effettuando grazie al contributo proprio della ditta Edimo.
«Questa nuova Necropoli – aggiunge D'Ercole – è molto simile a quella di Fossa. Presenta tombe a camera a tumulo e a fossa, collocabili in un periodo che va dall' VIII al I secolo a.C. e fa riferimento all'antica città di Aveja i cui resti sono ancora visibili alle pendici del vicino Monte Cerro. Per il momento – conclude l'archeologo della Soprintendenza – stiamo scavando grazie alla disponibilità di un privato, per il futuro auspichiamo un po' di attenzione da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali affinché si possa ricostruire anche la storia di questa ultima necropoli che un ulteriore tassello nella costruzione della Via dei Vestini».


04/10/2007 16.26