Centro Oli, il consiglio lo approva tra le polemiche

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Centro Oli, il consiglio lo approva tra le polemiche
ORTONA. Toni accesi questa mattina in consiglio comunale (ancora in corso) che porterà alla decisione finale sulla realizzazione della mini raffineria dell’Eni ad Ortona. Il centrosinistra ha chiesto un rinvio di venti giorni: proposta bocciata. Si va avanti, ma la maggioranza di centrodestra perde qualche pezzo per strada. CENTRO OLI: DATI, NUMERI, PROGETTO E CONFLITTO DI INTERESSI
Due ore di dibattito serrato. Toni accesi tra il consigliere Tommaso Coletti e il presidente del consiglio Remo Di Martino. La questione è scottante e la calma sfugge di mano.
Coletti ha chiesto un rinvio dell'ordine del giorno di venti giorni, per poter decidere «con tranquillità» dopo aver letto lo studio dell'istituto Mario Negri Sud, commissionato dalla Provincia.
Ma il consiglio ha bocciato la proposta. La maggioranza dei consiglieri vuole decidere oggi e chiudere la partita senza altri strascichi.
Lo studio sulla pericolosità del centro oli, secondo Tommaso Coletti, «è un elemento fondamentale per poter decidere con tutta serenità». Senza questo «approviamo o bocciamo qualcosa che non conosciamo bene, così come non sono ancora chiare le ricadute dell'impianto sulla salute dei residenti».
Alle 12 il consiglio si è interrotto e riprenderà tra poco per la discussione e la votazione finale. Intanto la maggioranza di centrodestra ha perso qualche pezzo: la consigliera Forzista Annalisa Schiazza ha infatti annunciato che voterà contro la realizzazione del centro oli, dal momento che lei vive proprio difronte alla zona in cui dovrebbe sorgere il nuovo impianto.
Ad assistere al consiglio una trentina di persone. Assenti, invece, gli oltre 1500 cittadini che dicono no al progetto, complice anche la giornata lavorativa.
Chiamato in causa, sempre da Coletti, anche il governatore della Regione Ottaviano Del Turco, «colpevole», secondo il rappresentante della Margherita, di aver dato via libera al progetto. In questo caso il centrosinistra è spaccato.

04/10/2007 12.18


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Che sarebbe stato un consiglio diverso dagli altri lo si è capito subito dal via vai di consiglieri, di politici e di gente comune che anche se per poco si è affacciata a seguire il dibattito.
Un grande spiegamento di forze -vigili urbani e carabinieri- allertati per affrontare la folla di “facinorosi” ed “esagitati” che però non vi è stata.
Ad assistere i lavori della mattinata appena una trentina di persone piuttosto annoiate dal dibattito che ha avuto solo un paio di picchi.

UN'ORA PER PARLARE DEL CLIMA DI TERRORE

Quasi un'intera ora è andata via per descrivere un vero e proprio «clima di terrore e minacce» che si è creato in questo periodo in città.
Il primo cittadino, Nicola Fratino, ha parlato per primo ed ha posto l'accento su «come la decisione del consiglio, qualunque essa sia, debba essere presa in tutta serenità, tranquillità e coscienza di ogni consigliere. È inammissibile» ha detto il sindaco «decidere in un clima di minacce di terrore ma anche di condizionamenti politici da ogni parte».
Fratino ha parlato poi di una lettera anonima recapitata a casa con minacce esplicite alla sua famiglia e di sporadici attacchi «attraverso alcuni blog» che avrà cura di segnalare ai carabinieri.
«Non do peso alle minacce ma credo non sia giusto spostare il problema sul privato», ha spiegato, «tuttavia anche stamattina vedo persone minacciose e sguardi che promettono chissà quale conseguenza. La città va avanti comunque, non è l'ultima spiaggia. Che si faccia o no il centro oli la vita proseguirà tranquillamente. Non ho mai impedito a chicchessia di parlare, di esprimere il proprio pensiero anche se è discordante con questa amministrazione».

Sulla stessa linea anche il presidente del consiglio Di Martino che in una breve divagazione ha sancito il successo della manifestazione sportiva degli Europei di basket che ieri hanno salutato la città. Poi il discorso è tornato sull'Eni e anche di Martino ha rivelato di aver subito minacce, ha parlato di «clima di veleni», di «lettere anonime con minacce».
«Non temo per la mia vita… sono stato tante volte a Baghdad ma mi piacerebbe che la mia famiglia rimanesse fuori da ogni tipo di discorso».
Di Martino ha poi precisato che il compito del consiglio comunale è quello di approvare «una semplice variante urbanistica».
In un breve passaggio poi si è accennato alla possibilità di dotare di una scorta composta da carabinieri il primo cittadino e il presidente del consiglio.


COLETTI:«MEGLIO UN RINVIO IN ATTESA DEI RISULTATI DEL MARIO NEGRI SUD»

Il discorso fatto dalla minoranza di centrosinistra è stato piuttosto chiaro e delineato dal presidente della Provincia e consigliere comunale, Tommaso Coletti.
L'obiettivo era quello di rinviare la decisione odierna nell'attesa che la Provincia riceva i risultati di uno studio da commissionare al Mario Negri per valutare le conseguenze dell'impatto ambientale del centro oli.
«Credo che decidere di impiantare un centro non sia solo un problema del Comune ma anche della Provincia e dell'intero comprensorio, forse un problema anche della Regione» ha detto Coletti, «mi sembra tuttavia che anche il fronte del no non abbiano dati scientifici che possano avvalorare l'allarmismo creato. Credo sia ragionevole, dunque, per chi vuole questo investimento e chi invece non lo vuole potersi basare su dati scientifici del laboratorio rinomato che abbiamo in Abruzzo per poter fondare su basi certe qualunque decisione. Dico fin da ora che se l'istituto di ricerca dovesse stabilire con chiarezza che non vi saranno conseguenze negative per l'agricoltura e per il turismo io sono disposto a votare favorevolmente».
Un discorso che è apparso agli spettatori piuttosto ragionevole così come l'invito dello stesso presidente della Provincia ad «abbandonare le casacche di partito e a decidere secondo coscienza».
«Vi supplico è una scelta importantissima per la città».
La possibilità di dialogo tra centrodestra e centrosinistra si è infranta non appena Tommaso Santorelli (An) ha spiegato chiaramente il pensiero della maggioranza e cioè che non vi era alcuna possibilità di rinvio per attendere delle analisi.
Un colpo di scena –ma atteso- è arrivato subito dopo quando la consigliera di Forza Italia, Annalisa Schiazza, ha dichiarato di uscire dal gruppo del suo partito e di rimanere indipendente poichè non condivide la scelta del partito di votare per il sì (la consigliera abita proprio di fronte al terreno dove dovrebbe sorgere il centro oli).

Pina De Lutiis (Ds) ha invece detto di non capire tanta velocità da parte della maggioranza: «si tratta in fondo di attendere 20 giorni i risultati dello studio del Mario Negri Sud, attendere significherebbe soltanto acquisire nuovi elementi oggettivi. Perché se è vero che c'è stata un'informazione è anche vero che è stata utilizzata a seconda dei casi».
La maggioranza tuttavia ha criticato la tempistica della richiesta di rinvio e nel momento di votare sulla proposta della minoranza è scattato il diverbio tra il Coletti e Di Martino.
La proposta è stata bocciata con 10 voti contrari e nove favorevoli.

TENTATIVO DI INVERSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO

Vanificato il primo tentativo la minoranza ha poi chiesto l'inversione dell'ordine del giorno che implicava la discussione prioritaria della proposta di convenzione tra Comune ed Eni approntata dal centrosinistra. Del documento del centrodestra sostanzialmente si rivedono gli importi in aumento delle opere compensative a carico dell'Eni.
Anche in questo caso la proposta è stata bocciata con 10 voti contro nove.

COLETTI:«PROCEDURA ILLEGITTIMA PERCHE' NELLA CONVENZIONE NON FIGURA LA POSTILLI-RICCIO»

Il presidente della Provincia prima di abbandonare l'aula ha tentato un'ultima carta che è stata quella di sventolare la delibera della 19 febbraio del 2002 nella quale l'ex sindaco Puletti aveva certificato l'accordo tra Comune ed Eni a costruire a spese della multinazionale la famosa strada di collegamento delle contrade a nord.
«Questa delibera non è mai stata abrogata e dunque è in vigore», ha detto Coletti,«c'è scritto che l'Eni deve costruire la strada che oggi vale 18 milioni mentre sulla bozza presentata da voi del centrodestra l'Eni è impegnata a costruire opere per appena 2, 5 milioni. La vostra convenzione è illegittima e non tiene conto della volontà di una giunta precedente e pure di centrodestra. Per questo non si può procedere al voto e chiedo nuovamente il rinvio».
La maggioranza ha tuttavia spiegato che la procedura è stata rispettata e conforme a tutte le leggi per cui anche questa ennesima proposta di rinvio è stata bocciata con 10 voti contro 8 (il consigliere Musa era assente).

Alle 14 il consiglio era ancora in piena fase di svolgimento e dopo la lunga relazione dell'assessore Carlo Boromeo la minoranza ha annunciato una serie di emendamenti ostruzionistici per rallentare e rinviare forzosamente l'assemblea.

04/10/2007 14.44

APPROVAZIONE TRA LE POLEMICHE

Contestazioni, urla e fischi. E' andata a finire così l'esito scontato del consiglio comunale più teso degli ultimi decenni.
Il centro oli si farà lo ha deciso la maggioranza di centro destra del sindaco Fratino.
Alle 16.30 la votazione dopo una discussione prolungata sugli emendamenti, una decina, approvati anche dalla minoranza che hanno cambiato di poco l'originale bozza arrivata in consiglio e approntata dalla stessa maggioranza.
Tutti gli altri emendamenti della minoranza invece sono stati bocciati.
Dure le critiche per il modo con cui si è arrivati al voto decisivo e per le modalità di svolgimento del consiglio.
Delusione tra il pubblico e alcuni cittadini giunti dalle contrade interessate.
I voti a favore sono stati 11 contro 6 contrari.

Per il sì al centro oli hanno votato

Remo Di Martino
Tommaso Santorelli
Riccardo Di Deo Iurisci
Rocco Ranalli
Felice Talone
Domenico De Iure
Paolo Cieri
Alfonso Piccinno
Polidoro Walter
Tommaso Cieri

Cocciola Ilaria, Sdi, ufficialmente del centrosinistra, uomo di Del Turco, presidente di Sistema spa, (società controllata Arpa) e vicino a Ginoble ha votato a favore.


Gianluca Coletti
Vincenzo D'Ottavio
Roberto Serafini
Pina De Lutiis
Claudio Montebello
Annalisa Schiazza

Hanno votato contro la delibera.
Si è astenuto Franco Musa.

04/10/2007 17.38