Fox Petroli, il consiglio comunale compatto sulla delocalizzazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Visualizzazione ingrandita della mappa VASTO. Una risoluzione urgente votata all’unanimità dal consiglio comunale (con la sola astensione del consigliere Nicolangelo D'Adamo dei Ds) con cui il Comune di Vasto si impegna a delocalizzare la Fox Petroli.
Sindaco e giunta, si legge nel documento approvato ieri e che ha mostrato un fronte compatto di centrodestra e centrosinistra, metteranno in piedi un tavolo di concertazione che, con l'azienda, coinvolga la Regione, la Provincia, i Comuni del comprensorio, le parti sociali, gli enti pubblici interessati.
L'orientamento quindi è quello di trasferire l'azienda di Pesaro «nella più vantaggiosa ubicazione per il Comune di Vasto, subordinando ogni decisione alle valutazioni che saranno espresse dal predetto tavolo di concertazione».
Brutta notizia per l'azienda che è intenzionata ad espandersi e vorrebbe installare otto
nuovi serbatoi per lo stoccaggio di glicerina e di alcol metilico e che seppure in termini generali, ha manifestato la disponibilità a prendere in considerazione la eventuale delocalizzazione degli impianti.
«Questa richiesta», dichiarano compatti consiglieri di maggioranza e minoranza, «potrebbe aumentare il carico lordo di sostanze inquinanti nel territorio, in area limitrofa a zona di pregio naturalistico». E c'è già chi ipotizza una nuova per l'intero impianto, che attualmente sorge su un sito di interesse comunitario alla foce del torrente Lebba: si pensa alla località Zimarino, dietro al Cotir.
04/10/2007 10.10

LE RAGIONI DEI DS

«L'originale versione del piano paesistico regionale aveva inquadrato quella zona nella categoria A : vale a dire con il massimo coefficiente di tutela e necessità del nulla osta della speciale commissione regionale/comunale», spiega il gruppo Ds al Comune, «in occasione del varo del PRG l'amministrazione comunale di Vasto ha sollecitato e ottenuto dalla Regione l'avvio di una pratica di modifica che poi ha recepito con la delibera di consiglio comunale n.9 del 28 marzo 2001. Attraverso quest'ultima delibera quella zona è stata derubricata in zona D ( zona a trasformazione ordinaria) senza più neanche la necessità del nulla osta».
In quella occasione la minoranza comunale fece una strenua opposizione all'epoca anche per falle procedurali. Quello che stupisce oggi i Ds è però vedere i 16 nomi del centro-destra che hanno votato a favore della eliminazione di fatto di ogni vincolo.
«Proprio di questi oggi tentano di riciclarsi come (tardivi) difensori dell'ambiente sedendosi ai tavoli delle associazioni ambientaliste», attaccano i Ds che ribadiscono occorra un tavolo istituzionale ad hoc per decidere.
«I DS», conclude la nota, «colgono l'occasione per esprimere solidarietà ad un collega della minoranza fatto oggetto delle sconsiderate ed ingiustificate invettive di un consigliere (fuoriuscito dal gruppo di appartenenza e già protagonista di altre inaccettabili e farneticanti intemperanze), che è stato giustamente ammonito formalmente dal presidente Forte che ha peraltro paventato anche la sua espulsione dall'aula».

04/10/2007 16.51