Da lunedì l'agitazione dei giudici di pace

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

712

LO SCIOPERO. L'Unione nazionale giudici di pace conferma l'astensione dalle udienze da lunedì 8 a sabato 13 ottobre. La protesta, si legge in una nota, si è resa necessaria dopo le insoddisfacenti proposte del ministero della Giustizia nell'incontro del 27 settembre.





LO SCIOPERO.
L'Unione nazionale giudici di pace conferma l'astensione dalle udienze da lunedì 8 a sabato 13 ottobre. La protesta, si legge in una nota, si è resa necessaria dopo le insoddisfacenti proposte del ministero della Giustizia nell'incontro del 27 settembre.



La categoria e le organizzazioni rappresentative protestano contro «la mancata definizione di un progetto organico di riforma della magistratura di pace e denunciano, con profonda indignazione, il gravissimo stato di precariato della categoria dei giudici di pace, illegalmente esclusa dalla tutela dei diritti e dalle garanzie fondamentali previste dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell'Uomo (salute, maternità, famiglia, previdenza)».
Oggi, spiegano ancora Unagipa e Angdp, «i giudici di pace definiscono oltre due milioni di procedimenti l'anno nel settore civile, penale, amministrativo (sinistri stradali, multe, diritti dei consumatori, decreti ingiuntivi, espulsioni clandestini, reati su conflitti interpersonali e di civile convivenza…)».
Il giudice di pace, concludono le due associazioni di categoria, «non chiede la costituzione di un nuovo ordine giudiziario o di una magistratura parallela a quella di carriera, bensì [...] rivendica a pieno titolo l'appartenenza all'ordinamento giudiziario e richiama le forze politiche all'osservanza dell'obbligo di garantire al Paese una magistratura di pace indipendente, efficiente, professionale, tutelata nella sua dignità di alto organo istituzionale e costituita da magistrati cui devono essere riconosciuti i diritti previdenziali e lavorativi tutelati dalla Costituzione (maternità, famiglia, salute, retribuzione adeguata, ferie, pensione…)».


04/10/2007 9.10