Del Turco:«Sul centro oli la Regione ha già detto sì»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Del Turco:«Sul centro oli la Regione ha già detto sì»
ORTONA. «La Regione, attraverso i suoi uffici, ha già espresso la propria posizione valutando tutte le problematiche di impatto ambientale e di salute pubblica e rilasciando la relativa autorizzazione». È quanto affermato dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, ai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, e Ugl incontrati stamani all'Aquila per discutere il problema legato all'insediamento del Centro Oli dell'Eni nell'area dell'ortonese. «UN ATTO DI COSCIENZA DELLA POLITICA PER SALVARE LA COSTA TEATINA» CENTRO OLI: DATI, NUMERI, PROGETTO E CONFLITTO DI INTERESSI
Nel corso dell'incontro, al quale ha partecipato anche il Segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, il presidente Del Turco ha ricordato come «questa amministrazione regionale, d'intesa con quelle provinciali e comunali, abbia destinato ingenti finanziamenti (circa 60 milioni di euro) per il potenziamento e riqualificazione del porto di Ortona».
«Come ho avuto modo di ribadire in più occasioni - ha proseguito il presidente della Regione - questa infrastruttura riveste carattere strategico ai fini dello sviluppo della regione e si candida ad essere porto di interesse nazionale capace di svolgere un ruolo primario nel traffico mercantile che tocca il Mediterraneo».
Su queste premesse si muove «la forte politica di interazione con i sistemi imprenditoriali di valenza nazionale e internazionale che questa amministrazione regionale sta portando avanti».
Il presidente e il segretario generale hanno ricordato la presenza dei grandi gruppi industriali e le collaborazioni con Finmeccanica (progetto Galileo e Abruzzo engeneering), Micron (raddoppio stabilimento Avezzano), Sevel e Honda (partecipazione al progetto Automotive).
«Sarebbe pertanto contraddittorio - ha sottolineato il presidente Del Turco - se il più grande gruppo nel settore dell'energia italiano che manifesta interesse ad investire nella nostra regione, non trovasse ascolto e disponibilità delle istituzioni locali. Naturalmente la preoccupazione degli agricoltori e la salvaguardia delle nostre realtà agroalimentare rappresentano un impegno di questa Giunta».
Proprio in questo senso, il segretario generale Lamberto Quarta ha riferito che in una riunione di qualche giorno fa con i rappresentanti dell'Eni, «il presidente Del Turco ha messo in evidenza che bisogna assicurare la piena salvaguardia e la tutela delle produzione vitivinicola dell'area. Ciò può avvenire, com'è avvenuto in tutte le realtà regionali in cui è presente l'Eni con un proprio insediamento, e sarà un preciso impegno della Regione perché ciò avvenga»

03/10/2007 14.00

«Dopo le dichiarazioni di Del Turco sul Centro Oli di Ortona emerge chiaramente una duplice contraddizione tutta interna al futuro Partito democratico: da un lato il presidente della giunta afferma che le attività autorizzative sono già state espletate con esito positivo e quindi, per lui, non si torna indietro – respingendo così al mittente la risoluzione che il Consiglio regionale aveva votato per chiedere all'assise civica di Ortona di sospendere ogni provvedimento e attendere la rivisitazione delle decisioni della Regione – dall'altro c'è la dicotomia di posizioni tra il governatore e il presidente della Provincia, Tommaso Coletti, che sembra propendere per il no: se non è un gioco delle parti poco ci manca, ed è un gioco che a noi non piace» è quanto dichiara il coordinatore regionale di An Fabrizio Di Stefano.
«Con le affermazioni fatte oggi, Del Turco scrive la parola fine sulla vicenda – spiega Di Stefano – quindi ogni ulteriore dibattito sulla fattibilità dell'intervento si riduce ad un mero esercizio di stile, perché non c'è nessuna volontà di rivedere il tutto».
L'esponente di An continua: «se un fronte sembra definitivamente chiuso – e a questo punto il parere del consiglio comunale di Ortona, purtroppo, conta poco perché la Regione è chiaramente indisponibile a rimettere in discussione il pregresso – resta aperta la partita che riguarda i risarcimenti economici per i territori interessati dal progetto; quelli attualmente proposti dall'Eni Agip sono assolutamente risibili, soprattutto se paragonati ad altri già riscossi in passato per altri interventi di minor impatto: quindi, al di là delle royalties, già dovute, è importante che – così come stabilisce la legge – si avvii un confronto con le comunità locali per stabilire l'importo degli indennizzi».

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«UN ATTO DI COSCIENZA DELLA POLITICA PER SALVARE LA COSTA TEATINA»

CHIETI. Ha ancora senso parlare di Riserva della costa teatina? Si può ancora parlare di parco naturale, oggi, dopo anni di aggressioni e di politiche spezzettate del territorio nei quali si sono prese spesso decisioni diametralmente opposte se solo ci si spostava di un paio di chilometri.
Da una parte un comune decideva di tutelare un tratto costiero e poco più in là un altro autorizzava un insediamento industriale. Anni di “anarchia” o meglio di mancanza assoluta di una strategia unitaria di sviluppo della costa ha portato al caos di oggi.
Così il centro oli di Ortona si troverebbe nello stesso parco della costa teatina (futuro e probabile?) nel quale la Fox Petroli vuole ampliare i suoi stabilimenti.
Casi diversi ma stesse polemiche amplificate dalle soliti sterili contrapposizioni politiche, animate da un certo senso di “coerenza” con scelte passate.
Ieri il consiglio Provinciale di Chieti ha approvato una risoluzione nella quale si chiederà all'istituto Mario Negri sud di effettuare uno studio approfondito sull'impatto del centro oli sui vigneti circostanti.
Ma non era già stato effettuato dalla Regione? A cosa servirà uno studio tra 20 giorni quando domani il consiglio comunale di Ortona deciderà?
E' infatti molto probabile che Fratino ed i suoi non accoglieranno l'invito di rinviare nuovamente la decisione…
Il Comitato Punto Ortona esprime soddisfazione per la decisione presa dal Consiglio Provinciale.
«Era una della proposte emerse dall'incontro organizzato da noi domenica 9 settembre – dicono i ragazzi del Comitato – e che abbiamo ribadito in occasione della manifestazione del 21 settembre presso il cinema Zambra. Pensiamo sia la via migliore per consentire ai consiglieri comunali di esprimere un voto con scienza e coscienza alla luce di un parere meramente tecnico e disinteressato. Cogliamo l'occasione per ringraziare il Presidente Coletti e tutto il consiglio provinciale per aver mostrato profonda sensibilità e per aver accolto la nostra proposta».

Ed è polemica tra gli ambientalisti e An, il cui consigliere Fabrizio Di Stefano non ha firmato la risoluzione proposta dalla giunta Del Turco.
«Il consigliere regionale Di Stefano si sofferma su sterili problematiche per non firmare la risoluzione concernente il Centro Oli», spiega il Coordinamento per la Tutela Della Costa Teatina, «dimenticando che la passata amministrazione regionale di centrodestra, ha di fatto bloccato l'iter istitutivo del Parco Della Costa Teatina, voluto dal centro sinistra: "legge n. 93 del 2001 articolo 8, comma 3, il Parlamento decide di istituire il Parco nazionale della Costa teatina", dichiarandosi insieme alla Provincia sempre di centrodestra, non favorevoli ad avviare il procedimento di istituzione di un ente Parco nazionale, quindi, facendo cessare ogni attività tendente alla realizzazione del Parco secondo lo schema normativo, che non può prescindere dall'intesa con la Regione territorialmente interessata. In 5 anni La Costa», ricorda il comitato, «ha perso già troppo, tra cemento e opere devastanti come la litoranea Postilli Riccio, il porto di Ortona che sarà con molta probabilità il Porto delle petroliere, il "futuro" centro Oli, l'ampliamento della Fox Petroli, discariche di rifiuti tossici, fiumi come il Foro a un passo da essere dichiarati ammalorati -morti- e tanto altro ancora».
«A questo punto chiediamo a tutte le forze politiche», spiega Fabrizia Arduini del coordinamento, «di fare atto di umiltà costruttiva e proporre una azione comune trasversale che porti la regione ad istituire da subito su tutta la Costa Teatina "Norme di Transizione di Tutela" con una delibera regionale attenendosi alle perimetrazioni proposte dal Parco, se non vogliono definitivamente relegare le bellezze di questa nostra terra all'imperfetto descrittivo: era una bella costa».
La costa dei trabocchi trabocca sempre più di incongruenze e incoerenze mentre la politica banderuola continua ad esprimere posizioni a seconda delle opportunità…
03/10/2007 10.31