Vasto: «la Sasi deve al Comune 6 milioni di euro»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. E' arrivata l'ingiunzione di pagamento del Tribunale di Vasto, nei confronti della Sasi, a versare nelle casse comunali della cittadina oltre 6milioni di euro. Una notizia che non arriva poi così a sorpresa.
Era ben chiaro a chiunque avesse un minimo di dimestichezza con i bilanci che le sopravvenienze attive utilizzate dalla Sasi per far quadrare i bilanci 2004 e 2005 non erano sufficienti.
«Le sopravvenienze attive da noi denunciate», ricorda oggi Pino Valente, presidente dell'associazione culturale Frentania Provincia, «avrebbero creato delle sopravvenienze passive nei bilanci dei comuni che subivano i tagli (il comune di Vasto era uno dei più colpiti)».
Questo primo round vede infatti vincente il Comune di Vasto ma sicuramente la Sasi farà ricorso.
«Certo è», continua Valente, «che comunque vada a finire la querelle tra Sasi e Comuni, i buchi di bilancio verranno coperti da cittadini che hanno assistito per anni alla spartizione della torta da parte di partiti ingordi, che hanno saccheggiato per anni prima il Consorzio Aquedottistico e poi la Sasi con gestioni assolutamente discutibili».
L'associazione Culturale Frentania Provincia reclama «immediata chiarezza» sulla vicenda e sulle reali conseguenze che i cittadini andranno a subire: «non è più tollerabile il silenzio di chi sa e non parla per rinviare il più a lungo possibile le inevitabili ripercussioni che sicuramente ci saranno».

COSTANTINI: «GRAVISSIMA L'INERZIA DI TUTTE LE ISTITUZIONI»


E il deputato dell'Italia dei Valori denuncia l'inerzia di tutte le istituzioni che negli anni non sono riusciti a tamponare gli sprechi delle società pubbliche: «sono anni», sostiene Costantini, «che alcuni politici (pochi) ed i cittadini (tanti) denunciano gli scandali e la persistente condizione di illegalità in cui operano le società pubbliche (in house), soprattutto quelle che in Abruzzo gestiscono il Servizio Idrico Integrato. Sono anni che la Corte dei Conti denuncia nelle relazioni di inizio degli anni giudiziari i rischi di vera e propria implosione di un sistema nel quale tutti violano regolarmente le leggi dello Stato e delle Regioni. Sono anni che questo sistema produce sprechi di ogni genere e che i sindaci dei Comuni azionisti delle S.p.a. o delle S.r.l. omettono i controlli che la legge impone loro».
Costantini sottolinea come da anni, ormai «sopravvive una politica incapace di riformarsi. Ma», chiude il deputato, «le leggi esistono e sono fin troppo chiare. Quello che manca ed appare ormai non più rinviabile è una robusta azione repressiva sia sul fronte dell'accertamento e della punizione degli illeciti, che sul fronte dell'affermazione e della condanna delle responsabilità per danno erariale. Una mancanza che ormai ha ingenerato nei responsabili ed "ideatori" del sistema la convinzione di un sostanziale senso di impunità e nei cittadini una sfiducia crescente nelle istituzioni».

03/10/2007 9.29