Marsica, dietro l’acqua scandali, illegalità e inchieste seppellite dal silenzio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MARSICA.Ci deve essere qualcosa di magico nella potenza dell'acqua. Perché è intorno a questa che si sviluppano (a torto o a ragione) intrighi, polemiche, inchieste giudiziarie, denunce, controdenunce e querele. Pescara quest'estate ha avuto il suo esempio “edificante” e intorno al settore è sorto addirittura da anni quello che è stato ribattezzato "il partito dell'acqua".

MARSICA.Ci deve essere qualcosa di magico nella potenza dell'acqua. Perché è intorno a questa che si sviluppano (a torto o a ragione) intrighi, polemiche, inchieste giudiziarie, denunce, controdenunce e querele. Pescara quest'estate ha avuto il suo esempio “edificante” e intorno al settore è sorto addirittura da anni quello che è stato ribattezzato "il partito dell'acqua".


Anche la Marsica ha la sua vicenda fatta di carte bollate, giudici, perquisizioni, faldoni, debiti, tutto condito da pura acqua di sorgente che non basta però a mandar giù bocconi avvelenati.
Basta il nome da queste parti per far storcere il naso: si chiama Cam, Consorzio Acquedottistico Marsicano. E' raro vedere in programmi locali qualche suo esponente, è raro che il tiggì regionale se ne occupi, a differenza di quanto è accaduto per le vicende dell'Ato pescarese.
Questo silenzio non fa che peggiorare la situazione. Ma da queste parti se ne parla, e come se se ne parla.
Circola in questi giorni, (anche nei bar) una lettera che denuncia «tutte le malefatte» di Gianfranco Tedeschi, presidente e amministratore delegato del Cam.
La lettera è firmata da Giacomo Morgante, ex direttore generale del Consorzio Acquedottistico, impegnato da tempo in una lotta senza quartiere contro l' attuale uomo forte, il diessino Tedeschi, appunto.
Ma anche la gestione di Morgante non era stata del tutto tranquilla: l'ex direttore venne accusato di mobbing, di aver chiesto favori sessuali, accuse dalle quali è poi stato prosciolto.
Oggi la storia continua nella quasi totale indifferenza di tutte le autorità e persino dei soci, i Comuni che si tirano fuori dalla vicenda.
Ma qui il partito dell'acqua che domina è trasversale e bipartisan e chi sta al di fuori assicura: «a loro è tutto permesso». C'è quindi Tedeschi (Ds) al CAM, Angelosante (An) all'Ato (appena rieletto all' unanimità), Ciaccia (Forza Italia) all'Aciam (Azienda Consorziale di Igiene Ambientale Marsicana.).

INDAGINI A GETTO CONTINUO

Formalmente, le indagini della magistratura partono a getto continuo ed anche attualmente ve ne sono diverse in corso, che si accavallano; ma non sono finora approdate a nulla.
E' un segreto di Pulcinella quello che vuole molti dei componenti il consiglio di amministrazione intercettati da mesi, e sugli aspetti più vari. Già perché ci sarebbero al vaglio degli inquirenti varie questioni: «dall'acquisto senza gara dei contatori, all'assunzione di personale precario, alla galassia di società satellite create per la bollettazione e Dio so sa cos'altro».
La situazione è estremamente precaria da tempo, una bomba ad orologeria che se dovesse esplodere potrebbe produrre diversi “morti” e “feriti”.
Il Cam in questi anni avrebbe messo insieme anche una montagna di debiti che non sono quantificati né quantificabili e sarebbe addirittura in difficoltà a pagare la liquidazione all'ex direttore generale. Ma il Consorzio smentisce e assicura che il loro bilancio è in attivo.
Tra i creditori in fila ci sarebbero comuni soci e il Consorzio industriale di Avezzano, che deve avere indietro dal Cam una somma rilevantissima, dell'ordine di mezzo milione di euro (euro più, euro meno).
Non possono farcela ma non sembrano poi così preoccupati. Tanto è vero che il Cam starebbe pensando di acquistare una nuova sede, da ristrutturare.
Ma il Cda non avrebbe, secondo quanto scritto da Morgante nella sua lettera denuncia, «la copertura finanziaria».
Per questo «deve attivare un finanziamento che comporta un ulteriore indebitamento per un importo non inferiore ai 60 mila euro l'anno, almeno per dieci anni».

PAGAMENTI E (NUOVI) ACQUISTI

E qualcuno pensa anche che ci siano state «trattative private» per questo acquisto, «contro le disposizioni di legge» e il collegio sindacale non ha fiatato.
«Per gli acquisti», assicura ancora Morgante, «è sufficiente un semplice ordine verbale di Tedeschi, e il dipendente Cam emette il mandato come fosse dipendente di una società a capitale privato. E la Banca paga. Ogni pagamento Cam è possibile e nessuno può o deve verificare se è dovuto, se i lavori sono stati eseguiti, se la merce è stata consegnata».
E poi c'è il capitolo assunzioni: neo assunti o aumenti di grado improvvisi per amici, parenti e grandi elettori che assicurano copertura politica. Nel giro di sei mesi dal primo giorno di lavoro, qui, è possibile (con il giusto santo in paradiso) diventare dirigenti.
«Le nomine», assicura ancora Morgante, vengono fatte all'insaputa di tutti, senza concorsi pubblici o selezioni interne». Gli atti non vengono resi noti «e non vengono esibiti neanche dietro richiesta scritta inoltrata al Cam da un avvocato di parte».
«E chi firma e predispone i documenti», continua Morgante, «è oggetto di ritorsioni perché nulla deve trapelare». Poi ci sono i neo assunti, che spuntano in ufficio dal giorno alla notte «senza nemmeno presentare domanda di assunzione, grazie alle solite "segnalazioni"».
Così in una società con 90 unità fisse vengono fatte 100 assunzioni con contratto temporaneo e affidate 15 consulenze esterne.
Nota dolente anche i rimborsi spese: pranzi, cene, missioni basta portare le fatture «senza compilare il documento di dimostrazione che è tutto inerente alle funzioni di presidente e non sono spese personali».
Nell'ultimo anno sono stati circa 20 mila gli euro spesi per trasferte e colazioni di lavoro di Tedeschi e i rimborsi «contrariamente al regolamento non vengono portati al Cda per la rendicontazione».
Insomma notizie e informazioni buttate in un unico calderone ma tutte da dimostrare con le carte e con le azioni giudiziarie, alcune delle quali in corso.
Ed il “minestrone” distribuito anche nei bar ha il sapore della denuncia, con leggero retrogusto di vendetta.

Alessandra Lotti 02/10/2007 10.22