Morti l’orso "Bernardo" e la sua compagna

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Morti l’orso "Bernardo" e la sua compagna
TROVATO MORTO ANCHE UN TERZO ORSO
PESCASSEROLI. Il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ha perso la sua 'star': l'orso "Bernardo" e' stato trovato morto dalle guardie del parco. A poca distanza c'era anche la carcassa della sua "compagna".
Il rinvenimento e' avvenuto nel territorio montano di Gioia dei Marsi (L'Aquila). Per gli agenti del parco non e' stato difficile rintracciare Bernardo dotato di un radiocollare satellitare.
Da un po' non dava piu' segnali di vitalita'. I due plantigradi sarebbero deceduti in due momenti diversi. Uno degli animali, infatti, era ancora in buono stato di conservazione, l'altro no. Viste le circostanze la direzione del parco ha disposto «immediati accertamenti ed indagini di
polizia giudiziaria poiche' non si escludono cause di natura dolosa».
I due orsi potrebbero essere rimasti vittime di bocconi avvelenati.
Sara' l'esame necroscopico, che sara' effettuato all'Istituto Zooproifilattico, a fare piena luce sul
decesso dei due splendidi e rari esemplari.
Bernardo era diventato famoso per le sue incursioni nei paesi del Parco. La sua fama aveva fatto il giro del mondo ed era diventato una vera attrattiva non solo per i piu' piccoli.
Una donatrice americana, la miliardaria Jenny, aveva destinato lo scorso anno un milione di euro al parco, al Corpo forestale e alla Sapienza di Roma proprio per la ricerca e la conservazione dell'orso marsicano. Non si sa con esattezza quanti esemplari di orso vivano ancora nel parco anche se
secondo una stima potrebbero essere tra i 30 ed i 50.
«E una grave perdita - ha dichiarato il direttore del parco, Aldo Di Benedetto - in quanto incide sul potenziale riproduttivo della popolazione dei plantigradi gia' numericamente esigua. Per di piu' viene a mancare l'orso Bernardo che, negli ultimi anni, tanto ha fatto parlare di sé per gli incontri ravvicinati nei centri abitati e che ha 'battezzato' una delle tante associazioni costituitesi per la
tutela della specie».

02/10/2007 9.50

LEGAMBIENTE:«ANNIENTARE IL BRACCONAGGIO»

«Non ci sono parole per definire l'ennesima mattanza di orsi al Parco nazionale d'Abruzzo, se non delinquenza pura e brutale alla quale bisogna rispondere con la massima determinazione nell'annientare il bracconaggio».
Il commento del responsabile aree protette e territorio di Legambiente Antono Nicoletti.
«Continua lo stillicidio delle uccisioni degli orsi, la piccola popolazione residua nel Parco e Centro-Appennino, stimata in circa 40-50 individui, vede con l'uccisione dei due orsi, ridursi del 4% in un colpo solo. Tutto cio' – continua Nicoletti - nonostante il plantigrado sia tutelato da leggi
nazionali ed internazionali (specie prioritaria in Direttiva europea 43/92 - habitat). La causa della morte sembra ormai certa essere per avvelenamento da anticrittogamici, che, seppure potentissimi veleni, si possono acquistare senza nessun controllo particolare. A questo punto - conclude il responsabile aree protette e territorio di Legambiente - diventa fondamentale dare concreta attuazione agli accordi e alle strategie gia' messe in campo in questi anni per la tutela
dell'orso bruno marsicano».

TASSI:«PERDITA GRAVISSIMA»

«La notizia del rinvenimento dei due orsi morti sconvolge tutto il mondo ambientalista e quanti di loro si battono per la salvaguardia della specie protetta».
Questo il commento del prof. Franco Tassi, ex direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e
Molise, in merito alla morte di due orsi, fatto confermato dall'attuale direzione dell'Ente Parco. «Potremmo dire - continua Tassi - che si tratta della cronaca di un evento annunciato. Le continue incursioni dell'orso Bernardo nei paesi dell'area protetta alla ricerca dei pollai, se fosse confermata
la tesi dell'avvelenamento dimostrerebbe che l'esasperazione di qualcuno e' sfociata nel peggiore dei gesti. C'e' da rimarcare che l'abitudine degli orsi a mangiare galline e' scaturita
dall'uso di esche olfattive, nell'ambito di una ricerca per il monitoraggio della specie non autorizzata dall'Ente Parco, quindi e' stato l'uomo, seppur indirettamente, a determinare questo dramma».
Il ritrovamento dei due plantigradi, Bernardo e un esemplare femmina, e' avvenuto in localita' 'Acqua ventilata', nel comune di Gioia dei Marsi ma a pochissima distanza da Pescasseroli. Le due carcasse saranno inviate nelle prossime ore all'Istituto zooprofilattico di Teramo.

Bernardo, un esemplare di 9 anni, dal peso di circa 160 chilogrammi, con un diametro al collo di circa 70 centimetri, fu catturato per la prima volta il 12 luglio 2002 al fine di applicargli il radiocollare. Era solito abitare l'areale tra la valle del Giovenco e quella del Sagittario, da
qui le numerose incursioni nei pollai di Ortona dei Marsi e Scanno.
L'esemplare femmina, di circa 4 anni, quindi in eta' riproduttiva, all'attualita' non e' identificabile in quanto non catalogata per il monitoraggio tramite radiocollare.

WALTER CAPORALE (VERDI):«PIU' CONTROLLI SUL TERRITORIO»

«Tristezza, impotenza e rabbia sono i sentimenti che si provano. Nella speranza che al più presto siano trovati e condannati i colpevoli è necessario garantire maggiore sicurezza agli animali selvatici e soprattutto a quelli protetti e tutelati da leggi nazionali ed internazionali, come sono le specie uniche ed in via di estinzione».
«Le Forze di Polizia provinciale ed il Corpo Forestale dello Stato sono preposte al controllo dell'ambiente, dei parchi e degli animali selvatici, ma l'alto numero dei cacciatori e dei bracconieri, rendono insufficienti la loro presenza nel territorio e richiedono un potenziamento. Occorrono più persone preposte al controllo, più mezzi e turni anche di notte. Soltanto potenziando le Forze di Polizia Provinciale e del Corpo forestale dello Stato la nostra Regione potrà combattere seriamente il bracconaggio, l'abusivismo, le speculazioni e le illegalità sempre più diffuse. Soltanto in questo modo potremo rilanciare realmente il turismo e dunque la ripresa economica delle nostre aree interne. Tutto il resto è inutile chiacchiericcio».
02/10/2007 14.07

TROVATO MORTO ANCHE UN TERZO ORSO

Un terzo orso e' stato ritrovato senza vita dagli uomini del Corpo forestale dello Stato nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, nella stessa area dove sono stati scoperti i corpi di Bernardo e della sua 'compagna'.
Il ritrovamento e' avvenuto a seguito dell'ampia e capillare opera di perlustrazione messa in atto dalla task force inviata dal Corpo forestale dello Stato per far luce sulle cause della morte dei plantigradi.
Il terzo animale morto e' di un esemplare piu' giovane rispetto agli altri due animali rinvenuti. Diventa sempre piu' probabile l'ipotesi dell'avvelenamento portata avanti dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato. Le ricerche sono condotte con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Universita' La Sapienza e del personale dell'Ente Parco.
«La stretta sequenzialita' dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento - dichiara Livia Mattei, esperta biologa e funzionario del Corpo forestale dello Stato - anche se non e' escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volonta' di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico. La vicenda pone in evidenza - conclude la Mattei -l'esistenza di sacche di profondo abbandono del territorio, terre di nessuno dove, per colpa di alcuni irresponsabili, si rischia di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione».

02/10/2007 15.24

TAVOLO TECNICO

Un tavolo tecnico per fare il punto sulle azioni da intraprendere a seguito dei gravi fatti che hanno provocato il decesso di tre orsi nei boschi di Gioia dei Marsi: a convocarlo è stato l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, che stamane, appena appresa la notizia del ritrovamento delle carcasse dei tre plantigradi, ad opera delle guardie del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ha subito allertato i componenti del Patom (Piano di azione per la tutela dell'orso marsicano).
La riunione del tavolo tecnico è stata convocata per lunedi 15 ottobre, alle ore 15.30, all'Aquila.
All'incontro prenderanno parte rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, dell'istituto nazionale di fauna selvatica, delle Regioni Lazio e Molise, il presidente del Pnalm, il professore Luigi Boitani dell'Università "La Sapienza" di Roma, rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato e della Provincia dell'Aquila. «Il grave episodio di cui sono rimasti vittima i tre orsi del Parco dimostra come lo status di conservazione della popolazione di orsi bruni sia ancora oggi particolarmente critico - ha sottolineato l'assessore Caramanico - di qui urge la necessità, che per noi assume valore d'impegno, di intensificare e rilanciare le azioni di monitoraggio della specie e di attivare misure coordinate di prevenzione e mitigazione dei conflitti con le attività dell'uomo».

02/10/2007 16.37