Paolo De Francesco, da Atessa al Messico promuovendo la lingua italiana

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA STORIA. CITTA’ DEL MESSICO. Il Consiglio direttivo della “Sociedad italoamericana” Dante Alighieri ha eletto Presidente, all’unanimità, il prof. Paolo De Francesco, oriundo di Atessa,emigrato nel Messico nel 1986. Le sue stimmate somatiche sono inequivocabilmente latine, e latino nell’azione, autoritario il piglio.
Cortese, allusivo, occhio guizzante. pedagogo pesa le parole, misura i gesti. Giacca e camicia costantemente stirate, ha l'aria piu' di un diplomatico che di un docente universitario, e quando gli domando qual è il segreto della perfezione, risponde:«Essere riconosciuto,avere un proprio stile»



Fin dove arriva il tuo perfezionismo?
«Se non mi dicono basta, non ho traguardi»

Quando il successo ci domina?
«Quando ci consideriamo infallibili»

Paolo, quando arrivasti nel Messico, che facesti,come ti trovasti con la lingua e le usanze del tuo Abruzzo?
«Nel 1988 lavoravo in una ditta messicana in qualita' di responsabile di esportazioni per il sud America e per gli Stati Uniti. Fu difficile ambientarsi dopo aver lasciato la mia splendida Atessa con i suoi monti, la frutta impareggiabile e sopratutto una famiglia che mi vuole tanto bene.
Ero soddisfatto con il mio lavoro ma cercavo qualcosa che avesse a che fare con l'Abruzzo e decisi di costituire la prima e l'unica sede del gruppo “Giovani voci Dijoriane” a Monterrey, realizzando dieci scambi culturali tra Italia e Messico. Poi decisi di frequentare dei corsi di formazione professionale per l'insegnamento della lingua italiana».

E come finisti nella “Dante Alighieri”?
«Iniziai a lavorare nella “Sociedad Italo Messicana” Dante Alighieri di Monterrey in qualità di professore di lingua italiana impartendo corsi a studenti messicani. Molti dei miei studenti sono andati in Abruzzo a visitare il Parco Nazionale d'Abruzzo e tanti altri luoghi meravigliosi della mia terra. Poi iniziai la fase di ricercatore e successivamente divenni coordinatore dei programmi e metodi della lingua italiana. Naturalmente per far questo ho dovuto studiare molto e confrontare idee e progetti con varie scuole e universita'».

E chi ti ha dato la“spinta” per superare le immancabili barriere linguistiche?
«La dottoressa Rosalinda Lozano de Castillo, direttrice del nostro Istituto e insegnante della lingua italiana dal 1968, data di fondazione dell'Istituto, mi ha aiutato a realizzare tanti progetti. Oggi, la nostra “Dante” impartisce corsi di lingua italiana a tutti i livelli a oltre 250 alunni, oltre ad impartire lezioni nelle principali universita' locali».

E il vostro Istituto e' l'unico Centro certificatoredel programma PLIDA (Progetto della lingua italiana Dante Alighieri) a Monterrey?
«Corretto. Il PLIDA e' un diploma ufficiale rilasciato dalla Societa' Dante Alighieri di Roma mediante un accordo con il Ministero degli Affari Esteri e riconosciuto dalla Universita' degli Studi”La Sapienza».

Quali attivita' avete realizzato sin'ora?
«Il Carnevale di Venezia a Monterrey, un evento straordinario per il Messico da oltre 10 anni.

E l'originale libro dei 101 proverbio della Lingua italiana,e' andato in stampa?
«Ho presentato il mio libro “101 Proverbi della Lingua Italiana” in 7 regioni del Messico. Da vari anni porto avanti una ricerca sugli italiani e discendenti, molti di loro abruzzesi, che sono arrivati all'inzio del 1900 e poi si sono occupati in varie regioni del Messico. Il mio progetto e' quello di costituire un'associazione per tutelare i loro diritti e per mantenere e rafforzare l'identita' culturale d'origine».

Come rispondono le autorita' diplomatiche e politiche italiane al vostro sforzo?
«Siamo confortati dal fatto che godiamo di un'ottima relazione con il nostro Ambasciatore Italiano a Citta' del Messico, il Dott. Felice Scauso, oriundo abruzzese e con il Primo Segretario, Dott. Alessandro Ferranti, il quale ha dato un ottimo servizio alla nostra comunita' italiana di Nuevo León».
Lino Manocchia 02/10/2007 7.48