Marsica, terra di rifiuti, contestazioni e progetti oscuri

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LUCO DEI MARSI. Nella Marsica i nuovi progetti nascono come funghi e quando spuntano nessuno ne parla. Caso a parte l'impianto di smaltimento di rifiuti Mirror, della Micron a Luco dei Marsi, per il quale è scattato il dibattito e le contestazioni della popolazione. Mentre tutti si affrettano a gridare la propria contrarietà all'impianto, però, altri cinque progetti, sullo stesso territorio, stanno prendendo vita, al riparo da voci indiscrete e proteste popolari.

LUCO DEI MARSI. Nella Marsica i nuovi progetti nascono come funghi e quando spuntano nessuno ne parla. Caso a parte l'impianto di smaltimento di rifiuti Mirror, della Micron a Luco dei Marsi, per il quale è scattato il dibattito e le contestazioni della popolazione.
Mentre tutti si affrettano a gridare la propria contrarietà all'impianto, però, altri cinque progetti, sullo stesso territorio, stanno prendendo vita, al riparo da voci indiscrete e proteste popolari.



La denuncia arriva dal giornale locale Site.it di Angelo Venti che ha ricostruito un'estate di fuoco tra battaglie cittadine e silenzi assordanti.
Teatro di tutto questo la Marsica su cui ruotano vorticosamente rifiuti, energia, ambiente. Il territorio è già ampiamente martoriato da discariche illegali, cave, ecomafie e reinvestimento di capitali di ignota provenienza.
«Il caso del Progetto Mirror della Micron», scrive Venti, «esplode con una violenta campagna di terrorismo mediatico, partita da lontano, che Luco subisce in qualità di vittima. A lanciarla è l'onorevole Giampiero Catone (Dc per le Autonomie). Dal mese di giugno», ricorda il giornalista, «con largo anticipo sulla presentazione del progetto per la Valutazione di impatto ambientale, l'onorevole Catone lo attacca con interrogazioni parlamentari e comunicati alle agenzie di stampa. Il tutto è condito di notizie false e dichiarazioni allarmanti su possibili rischi per la salute e l'ambiente che, a suo dire, sarebbero provocati dalla realizzazione dell'impianto Mirror».
Il 20 agosto, poi, arrivano altre novità: oltre al Progetto Mirror, altri impianti stanno per affacciarsi sul Fucino: «impianti a biomasse e termovalorizzatori ad Avezzano, Collarmele, Ortucchio e Trasacco un cementificio a Pescina e un gassificatore a Scurcola o Magliano.
Questa notizia, stranamente, non viene ripresa da nessuno».
Se da un lato, quindi, si insiste a dare addosso al progetto Micron «con giornali scatenati, volantini, esperti, organizzazioni contadine, Comuni e politici locali che provocano allarme e preoccupazione crescente tra la popolazione», si tace ampiamente sul resto.
«A Luco», scrive Venti, «una valanga di fango (fatta di insulti, diffamazioni e calunnie) viene riversata contro amministratori e chiunque fosse solo sospettato di non essere pregiudizialmente contrario al "Progetto Mirror"».
Il 2 settembre il Comune di Luco convoca una assemblea pubblica, «ma con urla e insulti», ricorda ancora il giornalista di Site, «viene impedito agli amministratori di parlare; il 4 settembre Paolo Organtini si dimette da consigliere lanciando chiare accuse sul clima instaurato in paese; il 14 settembre il consiglio comunale, per evitare rischi ben più gravi per l'ordine pubblico e tentare di svelenire il clima, delibera un No preventivo al Progetto Mirror, rinunciando di fatto a valutarlo e discuterlo nel merito».
Perchè si è scatenato il finimondo contro l'impianto Mirror che, «come ammettono gli stessi oppositori, tra i 5 progetti che riguardano il Fucino è di gran lunga il meno inquinante, o il più pulito che dir si voglia?» «La realizzazione di un impianto di questo tipo», sostiene Venti, «crea problemi a chi gestisce lo smaltimento illegale dei rifiuti, alle ecomafie, agli altri impianti e discariche più o meno autorizzati e ben più inquinanti oggi in funzione, agli altri progetti in arrivo ad Avezzano, Collarmele, Ortucchio, Pescina, Trasacco e Scurcola o Magliano».


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IL FUCINO INVASO DALLE BIOMASSE

Ecco cosa ha scoperto Site sugli altri progetti:

- All'Incile (comune di Avezzano), la Sadam costruirà un termovalizzatore che produrrà 32 Megawatt di energia elettrica bruciando 270mila tonnellate di biomasse. L'area è stata individuata alcuni giorni fa: quasi dieci ettari di terreni fucensi, compresi tra la cartiera e l'abitazione di due fondatori storici di rifondazione comunista marsicana.

- E' stata individuata un'altra area di 32 ettari, sempre nel Nucleo di Avezzano, vicino alla Kidco, alle porte della città. La VCC Energia spa vi intende costruire una centrale elettrica da 72 Megawatt (il doppio della prima), alimentata con 140mila tonnellate di biomasse oleose, forse olio di palma. Buio fitto, invece, sull'utilizzo dell'area dell'ex zuccherificio di Avezzano - vera e propria bomba all'amianto.

- L'impianto per la produzione di biodiesel da realizzare a Collarmele è stato pensato nel sito nei pressi del fiume Giovenco, circa 100 ettari a confine con i comuni di Cerchio e San Benedetto dei Marsi.
Questo impianto produrrà biodiesel da 75mila tonnellate l'anno di semi di girasole e colza, mentre bruciando 130mila tonnellate di residui di lavorazione e 80mila tonnellate di residui legnosi si alimenterà una centale elettrica da 35 megawatt. A presentare il progetto è la VCC Siracusa srl, (società collegata alla VCC energia e a una fitta rete di ...minuscole "VCC" che operano con l'eolico e altre fonti energetiche).

- La proposta di realizzare un cementificio a Pescina è invece avanzata dalla Eurobeton srl. L'area interessata è di 100 ettari, è prevista una cava per l'estrazione di 1.500.000 tonnellate l'anno e la realizzazione di un cementificio.

- Nelle adiacenze, in comune di Gioia, si trova l'area da destinare a discarica di rifiuti solidi urbani. Sicuramente è solo un caso, ma considerando l'uso che viene fatto delle cave, la presenza della discarica e sapendo che i cementifici possono essere utilizzati anche per bruciare rifiuti, qualcuno già non dorme sonni tranquilli.

Dei termovalorizzatori a biomasse di Trasacco e Ortucchio si sa solo che sono alimentati con 95mila tonnellate di scarti agricoli e fanghi organici. Ancora buio pesto, infine, sul gassificatore segnalato tra Scurcola e Magliano.


Alessandra Lotti 01/10/2007 9.24