Gdf scopre casinò on line, sequestri e denunce anche in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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UDINE. Un megacasinò on line, con centinaia di postazioni in tutta Italia per giocare a poker, black jack, roulette e con le slot-machine; migliaia di "smart card" ricaricabili; società fantasma in Costarica, nei Caraibi e in Estonia - è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Udine che ha denunciato 76 persone alla magistratura.

UDINE. Un megacasinò on line, con centinaia di postazioni in tutta Italia per giocare a poker, black jack, roulette e con le slot-machine; migliaia di "smart card" ricaricabili; società fantasma in Costarica, nei Caraibi e in Estonia - è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Udine che ha denunciato 76 persone alla magistratura.


Otto sono ritenuti produttori e distributori delle 'macchinette'
utilizzate per accedere al casinò virtuale; gli altri 68 sono i responsabili e i gestori di esercizi pubblici in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Piemonte, Toscana, Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia, tutti perquisiti dalle Fiamme Gialle, coinvolti nella distribuzione o nell'utilizzazione di apparecchi ritenuti illeciti; fra loro ci sono anche alcune persone sorprese dalla Guardia di Finanza mentre giocavano d'azzardo in Internet.
Nel corso dell'inchiesta, coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica di Udine, Alina Rossato, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 252 "chioschi multimediali" e "multimedia" distribuiti in tutta Italia, 273 lettori e strumenti per il gioco abusivo on line e 2.800 "smart card" dotate di microchip, destinate anch'esse al gioco d'azzardo.
Il casinò on line - secondo le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Udine - operava in tutta Italia con lo schermo di una società off-shore con sede fittizia in Costarica, ma in realtà riconducibile a un "circolo culturale"
friulano che aveva escogitato un sofisticato sistema di gioco d'azzardo in Internet.
In particolare, mediante tessere dotate di microchip (vere e proprie "smart card") ricaricabili con banconote da cinque a 50 euro, si poteva accedere a postazioni (chiamate "chioschi multimediali" o
"multimedia") in bar, circoli culturali e sale giochi.
Le postazioni erano dotate di specifici lettori e software in grado di consentire il diretto e immediato accesso Internet al sito della società estera riconducibile ai componenti del circolo culturale friulano, che gestiva direttamente i relativi guadagni.
Dopo le puntate - secondo le Fiamme Gialle - sulla stessa "smart card" venivano memorizzate vincite e perdite e relativi accrediti e addebiti; gli eventuali vincitori, dopo aver inserito la tessera nei lettori, potevano farsi dare direttamente dai titolari degli esercizi, in contanti, il controvalore delle vincite.
Per eludere i controlli, i "chioschi multimediali" venivano presentati come apparati per la semplice navigazione in Internet.

29/09/2007 10.25