Plichi incendiari, fine indagine per 7 anarchici

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BOLOGNA. Sette appartenenti all'area anarco-insurrezionalista sono i destinatari di avvisi di fine indagine della Procura di Bologna, che ha chiuso l'inchiesta sul mancato attentato con una pentola esplosiva di via dei Terribilia e dei plichi incendiari mandati a vari obiettivi in varie città, fatti accaduti nei giorni del G8 a Genova del luglio 2001.
Tra questi anche i due pescaresi Danilo Emiliano Cremonese di 31 anni e Valentina Speziale di 30.
Tutte le azioni erano state firmate dal cartello insurrezionalista Fai-Federazione anarchica informale. I sette, che vennero arrestati a fine maggio 2005 e scarcerati dal Tribunale del riesame un paio di settimane dopo con annullamento dell'ordinanza di custodia cautelare, sono Danilo Emiliano Cremonese, pescarese di 31 anni, Valentina Speziale, 30, pure di Pescara, Mattia Bertoni, 30, di Modena ma residente a Bologna, Elsa Caroli, 31, di Scandiano (Reggio Emilia) ma domiciliata nel capoluogo emiliano-romagnolo, Tirteo Tavarnese, 25, di Locri (Reggio Calabria), residente a Bologna, Marco Bisesti, 24, di Pontecorvo (Frosinone), domiciliato a Roma, Lucia Rippa, 38. Alcuni di loro sono stati assolti in un analogo processo a Roma.
Sono tutti accusati di associazione sovversiva con finalità di eversione dell'ordine democratico.
Cremonese, Caroli e Tavernese sono accusati della pentola esplosiva di via Dei Terribilia del 18 luglio 2001 e dei plichi incendiari inviati a metà luglio 2001 alla caserma dei Carabinieri di San Fruttuoso, alla Benetton di Ponzano Veneto, alla prefettura di Genova, alla redazione del Tg4 di Milano e agli uffici Catac di Barcellona. Oltre all'accusa di uso di materiale esplosivo e incendiario c' é quella di attentato con finalità eversive. Infine, per Cremonese e Bertoni c'é l'accusa di una rapina commessa il 19 dicembre 2001 alla Banca Bam di Porta Mascarella a Bologna, che sarebbe stata messa a segno con Horst Fantazzini, noto come il 'bandito anarchico' o come il 'bandito gentiluomo', arrestato nell'immediatezza del fatto e poi morto in carcere.
Secondo l'accusa contenuta nell'atto di fine indagine, che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio, l'associazione inizialmente è stata formata con la denominazione "Cooperativa artigiana fuoco e affini (occasionalmente spettacolare) e successivamente si è federata nel cartello Federazione anarchica informale nel quale - secondo le indagini - sono confluiti anche altri gruppi, come ad esempio:
Brigata 20 luglio e Cellule contro il capitale, il carcere, i suoi carcerieri, e le sue celle.
Le risultanze dell'inchiesta dovranno confrontarsi con quanto scrisse il Tribunale del Riesame nell'estate 2005: «Il quadro indiziario, totalmente carente laddove cerca di dar conto della costituzione del sodalizio criminoso tra gli indagati, si impoverisce ulteriormente laddove si tenta di dare sostegno indiziario al delitto associativo attraverso gli elementi raccolti a riprova dei reati-fine».


28/09/2007 11.34