Mafia: da gennaio banca dati per gestione beni confiscati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA NOVITA'. BARI. Si chiama Sippi - Sistema informativo prefetture e procure dell'Italia meridionale - ed entrerà in funzione dal primo gennaio 2008. E' questo il progetto voluto dal ministero della Giustizia finalizzato alla costituzione della banca dati centralizzata per la gestione di tutti i dati e le informazioni relative ai beni sequestrati e confiscati alle organizzazioni criminali. ABRUZZO: «LA MIAFIA C'E' MA NON SI VEDE» - QUANDO LA MAFIA FACEVA LE FERIE IN ABRUZZO
Il progetto è stato presentato ieri a Bari nel corso del convegno 'Tecnologie innovative per la lotta alla criminalità organizzata.
Il progetto Sippi - è stato spiegato durante l'incontro - è stato inserito nell'ambito del Programma operativo nazionale sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia e si propone di garantire, in tutto il Sud, condizioni fisiologiche di sicurezza, pari o almeno paragonabili a quelle esistenti nel resto d'Italia.
Con il sistema informativo, il ministero della Giustizia, oltre a rendere operativa la banca dati centrale, vuole creare un sistema informativo delle misure di prevenzione personali e patrimoniali e delle misure cautelari reali (sequestri e confische), e realizzare e una piattaforma di comunicazione e di interoperabilità che consentirà la condivisione del patrimonio informativo fra le amministrazioni coinvolte (Interni, Giustizia, Demanio, Agenzia delle Entrate), a ogni titolo, nell'intero iter procedurale, consentendo una effettiva cooperazione.
In Abruzzo i beni confiscati alla malavita organizzata sono 18, come svelato tempo fa da una inchiesta di PrimaDaNoi.it, tutte confische avvenute dal 1996 al 2006.
In tutta Italia i casi sono più di 25 mila stando alla banca dati gestita dall'agenzia del Demanio, di cui il 54,1% immobili, il 23,7% titoli e il 22,2% mobili. L'andamento delle confische è precipitato
vertiginosamente: nel 2000 i beni immobili confiscati erano 927 , nel
2001 sono scesi a 549, nel 2002 a 190, nel 2003 a 48.
Nel 2006 la cifra è aumentata nuovamente e si è arrivati a 216 immobili sequestrati, numero però ben lontano dai primi anni del nuovo millennio.
Ad oggi è quasi impossibile conoscere il valore complessivo di questo patrimonio, dato che il numero di beni dei quali è riportata la consistenza economica rappresenta meno di un quinto di quelli registrati nella banca dati.


28/09/2007 9.57