Le Città del vino abruzzesi dicono no al centro oli

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Le Città del vino abruzzesi dicono no al centro oli
ORTONA. L’Assemblea delle Città del Vino, quaranta comuni iscritti, si è riunita per esprimere la propria posizione contraria sulla costruzione di un Centro Oli da parte dell’Eni sul territorio del Comune di Ortona (anche Ortona fa parte dell’associazione). La natura dell’insediamento e le prospettive ambientali ed economiche rendono l’argomento di interesse regionale.
Alla conclusione di un'approfondita e vivace discussione moderata dal vice presidente nazionale delle Città del Vino, Fabrizio Montepara, i presenti hanno concordato di rilevare le seguenti posizioni.
«Le Città del Vino si caratterizzano per una chiara e precisa volontà di promuovere attraverso politiche mirate la valorizzazione del territorio e la produzione vitivinicola, quali risorse per uno sviluppo economico sostenibile», si legge nel documento finale,«l'Associazione è impegnata da anni a proporre strategie territoriali innovative nel rispetto delle peculiarità geoagricole della regione e inserite in una prospettiva turistica di qualità. Da uno sviluppo integrato del territorio (produzione vitivinicola, turismo, rispetto ambientale) si ha, infatti, anche una ricaduta positiva economica, come è facilmente riscontrabile dallo studio a livello nazionale svolto dal Prof. Antonino Precario della Luiss che ha analizzato i dati delle Città del Vino negli ultimi 10 anni, 1997-2006, e dal quale si evince che la popolazione nelle città del vino è aumentata del 10% rispetto alla media nazionale e che la presenza di attività imprenditoriali (ristoranti, agriturismi, enoteche, ecc) è aumentata di oltre il 172%».
Le finalità che persegue l'Associazione «risultano dunque incompatibili con una scelta politica che privilegia un insediamento estrattivo in un'area vocata alla vitivincoltura di qualità».

Inoltre le Città del vino ritiene che la scelta della vocazione di un territorio regionale debba essere uno dei compiti preminenti degli Enti sovra comunali, Regione e Provincia, soprattutto nel caso dell'insediamento estrattivo dell'Eni che determinerà i suoi effetti sull'intero Abruzzo.
Le Città del Vino chiedono dunque che la Regione, nella sua collegialità, assuma una chiara posizione in merito, come hanno già fatto in casi analoghi Toscana e Sicilia, definendo le linee strategiche per lo sviluppo regionale dei prossimi anni e la stessa cosa viene richiesta alla Provincia di Chieti.

28/09/2007 9.48