Respinto il ricorso contro l’elezione del rettore Di Orio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Il TAR Lazio ha respinto il ricorso «in ragione della manifesta infondatezza». Il ricorrente, prof. Edoardo Alesse, è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
L'elezione del prof. Ferdinando di Orio a rettore dell'Università dell'Aquila, avvenuta l'8 maggio u.s., era stata contestata dal suo avversario prof. Edoardo Alesse in quanto il diverso colore delle schede di voto utilizzate nella prima tornata elettorale, avrebbe potuto condizionare l'elezione successiva.
Il TAR del Lazio ha non solo rigettato il ricorso sulla sospensiva ma, considerata la sua «manifesta infondatezza», lo ha respinto anche nel merito. Il collegio giudicante ha, infatti, osservato che: «la precedente carica di rettore uscente …non appare in alcun modo, nè il ricorrente ha dato una specifica dimostrazione in merito, in grado di condizionare la libera espressione di voto; …se si intende far riferimento alla capacità di far proselitismo elettorale non si vede quale situazione di vantaggio possa derivare al rettore uscente, in quanto, basandosi l'acquisizione del consenso elettorale su un'attività futura e successiva all'eventuale elezione, è palese che sussiste una par condicio di tutti i candidati». Inoltre, sempre secondo il collegio giudicante, «la circostanza che l'aumento dei voti fatto registrare dal professor Di Orio nella seconda tornata (30) risulta addirittura numericamente inferiore a quello del ricorrente (32)» dimostra l'insussistenza di un'illegittima posizione di vantaggio a favore del rettore uscente di Orio. Il TAR ha infine condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, liquidate in complessivi € 6.000,00, così suddivisi: euro 2,500,00 a favore del professor Di Orio; euro 2.500,00 a favore dell'Università; euro 1.000,00 a favore del Ministero dell'Università. “La sentenza del TAR – ha dichiarato il rettore prof.
Ferdinando di Orio – ha fatto chiarezza su una vicenda che fin dall'inizio era sembrata infondata. Ora continueremo a lavorare, come abbiamo comunque fatto in questi mesi, in un clima più sereno e disteso, negli esclusivi interessi dell'Ateneo aquilano, dei suoi studenti e di tutto il suo personale docente e tecnico-amministrativo”.
IL TESTO DELLA SENTENZA
 

27/09/2007 8.34