«Economia ancora in difficoltà. Deboli segnali di inversione di tendenza»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Una economia provinciale che nel 2006 ha mostrato di essere «ancora in evidente difficoltà, ma con deboli segnali di inversione di tendenza rispetto al 2005, un anno nero per gli imprenditori». È in sintesi il quadro delineato dal presidente di Confindustria Teramo, Alfiero Barnabei, nel corso dell’annuale assemblea dei soci, svoltasi pochi giorni fa.
I settori in difficoltà, così come indicati nella relazione, sono: tessile-abbigliamento, pelli e cuoio, legno/mobile, alimentare e metalmeccanico.
«Naturalmente - ha detto Barnabei - vi sono delle eccezioni legate prevalentemente ai comparti innovativi ed a quelli che dopo una lunga congiuntura negativa si stanno lentamente risollevando».

AMMORTIZZATORI SOCIALI E CRISI STABILIZZATE

Negativo il dato riferito all'utilizzo degli ammortizzatori sociali nel 2006: le ore di CIG (Cassa Integrazione) ordinaria sono passate da 705.848 a 613.550 (-13%), mentre le ore di CIG straordinaria sono passate da 534.024 a 881.338 (+65%), segnale questo ritenuto molto preoccupante.
«Ciò significa – ha detto Barnabei – che le situazioni di crisi temporanee si sono trasformate in crisi stabilizzate, con pesanti ripercussioni sul piano dell'occupazione».

MENO IMPRESE CHE ESPORTANO

Tra i fattori di criticità, poi, risulta molto evidente la contrazione delle imprese che esportano. Infatti, il portafoglio complessivo degli ordini mostra nel 2006 un saldo quantitativo negativo pari a – 11,5%, e dunque in peggioramento rispetto al periodo precedente.
«Sono convinto – ha commentato Barnabei in riferimento alla situazione generale dell'industria teramana che, come detto, mostra in ogni caso deboli segnali di inversione di tendenza - che il 2005 sia stato l'anno di massima criticità. Non vi nascondo che abbiamo sentito da vicino il rischio forte del declino. Noi imprenditori ci siamo dati da fare, abbiamo lavorato sodo ed oggi possiamo dire che - pur rimanendo il rischio, a causa di insoluti nodi strategici dell'Italia - il rischio declino è più tenue e lontano».

Il presidente Barnabei ha quindi elencato quelli che rappresentano ancora fattori di rischio:
• scarsa competitività di alcune imprese che impiegano in maniera rilevante la manodopera;
• scarsa propensione delle imprese di piccole dimensioni alla ricerca ed alla innovazione;
• mancanza di spirito di aggregazione da parte delle imprese;
• concorrenza internazionale sempre più agguerrita e incisiva.

«Le imprese italiane, quindi anche le abruzzesi e teramane – ha spiegato il presidente di Confindustria Teramo -, si trovano a dover competere sui mercati internazionali portandosi dietro problematiche politiche mai strutturalmente risolte: pressione fiscale non più sopportabile, burocrazia che ha raggiunto i livelli di guardia ed una classe politica – che definirei anomala – che, in qualche circostanza, diventa essa stessa avversaria dell'impresa, ovvero di quella entità che crea ricchezza e sviluppo per il Paese».

LA NOTA DOLENTE DI SEMPRE: GLI ONERI FISCALI

Quello che oggi appare ancora insopportabile, secondo Barnabei, sono gli oneri fiscali e tributari.
«Vi sembra accettabile – è stata la domanda posta dal presidente - una politica regionale che ha visto incrementare l'Irap di un punto percentuale per risanare la sanità abruzzese?. Altri – e certamente non gli imprenditori – hanno creato dissesti, poi si chiede che le imprese paghino il conto, senza avere colpa alcuna. In questa circostanza, la politica non ha ben operato e, quello che è più grave, è che nessuno si è posto il problema del danno di competitività arrecato alle nostra aziende per l'incremento dei costi .Così come è una vergogna – ha aggiunto Barnabei - aver approvato qualche giorno fa la Legge regionale denominata “omnibus” che ha visto la distribuzione di fondi a pioggia e senza alcuna minima programmazione».
Barnabei ha ricordato che manca ancora il completamento del Lotto Zero e del tratto autostradale di raddoppio della Teramo-Villa Vomano e sottolineato che di fondamentale importanza rimane «il collegamento con la città di Ascoli, anche perché questo significherebbe avvicinare maggiormente i due territori».
L'assemblea, inoltre, con voto unanime su proposta del Presidente Barnabei ha nominato l'ingegner Fabrizio Sorbi vice presidente di Confindustria Teramo.

26/09/2007 12.35