Parte la battaglia contro la variante provinciale Casoli-Palena

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CIVITELLA MESSER RAIMONDO. La Provincia di Chieti ha appaltato i lavori di realizzazione del secondo lotto della variante provinciale Casoli – Fara San Martino – Civitella Messer Raimondo – Lama dei Peligni – Palena, dal Bivio di S. Antonio al Bivio sulla Strada Comunale Fraz. Selva.
Sul progetto, purtroppo, il Comune di Civitella Messer Raimondo si espresse il 30 luglio 2002 in sede di Conferenza di Servizi in maniera favorevole sul progetto dell'opera, autorizzando di fatto la realizzazione della strada.
«Pensiamo però», ammette oggi il sindaco di Civitella Messer Raimondo, «che qualcosa vada fatto per scongiurare il ripetersi di quanto già visto nella realizzazione del primo lotto della stessa opera: spesi soldi pubblici per un'opera forse inutile e comunque mai finita (e quindi inutilizzabile), che ha distrutto un intero versante della collina di Piano e Fonte, che ha interrotto la viabilità comunale esistente precludendo l'accesso ai fondi già serviti, e che oggi necessita di ulteriori risorse pubbliche per essere ripristinata e quindi resa fruibile, ammesso e non concesso che qualcuno trovi conveniente percorrere, magari con dei mezzi pesanti, una strada con tornanti e pendenze superiori al 15%».

Per questo, oggi, a partire dalle 17.30 si terrà un incontro pubblico in Largo Municipio per parlare delle possibili azioni da mettere in atto per rivedere e se possibile scongiurare la realizzazione del secondo lotto della strada provinciale, appena appaltato dalla Provincia di Chieti.
E proprio in questi giorni stanno partendo anche gli espropri, come racconta la signora Angela a PrimaDaNoi.it: «sono arrivate le notifiche di esproprio. L'altro giorno mia nonna ha dovuto fare quanto di più le costa fatica: firmare, per sé ed i fratelli tante ricevute».
Cosa ne è del primo sta sotto gli occhi di tutti. Una strada nata nell'intento di smistare il traffico pesante diretto verso l'entroterra ma a questo di certo impraticabile: un tratto di pendenza al 15%, una curva a gomito, versante interamente esposto a nord trafficato sì, dal ghiaccio, nei mesi invernali.
«Allo stato attuale», racconta ancora la signora Angela, «questo primo tratto non è percorribile; manca l'asfalto. Voler costruire in zone che la Regione stessa definiva di rispetto nell'allora Piano paesaggistico, comporta dei rischi di certo».
Esemplare il caso in questione: la strada sconnessa e cedimenti ovunque che rende il percorso impervio anche per il traffico leggero.
Ma non si ammette l'errore e quindi si persevera.
Il traffico pesante di cui si parla è costituito principalmente dai containers diretti al porto di Napoli; e pensare che la Provincia toglie clienti al porto di Ortona, raggiungibile tramite superstrada, proprio ora che decide di ripotenziarlo, quel porto, con altri investimenti. «Chiedo alla Provincia», si pronuncia la signora a nome dei cittadini di Civitella, «di spiegarci perché spendere inutilmente denaro, aumentare il disastro geologico dei nostri territori, sperperando l'unica ricchezza che abbiamo, il verde. Abbiamo, sotto di noi la Val Di Sangro deputata al traffico pesante …. Perché non indirizzare le strategie verso di essa? Perché ci disfiamo dei tracciati ferroviari che lì esistono e potrebbero essere potenziati, decongestionando zone sin troppo inquinate ed evitando che altre lo diventino?»

Alessandra Lotti 25/09/2007 9.11