Centro Oli. Il sindaco Fratino e le mani sporche di petrolio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Centro Oli. Il sindaco Fratino e le mani sporche di petrolio
ORTONA. La città ha detto la sua. Secondo gli organizzatori a dire no al centro oli domenica c'erano almeno 2000 persone ed oltre 100 trattori che hanno occupato le vie principali. Una sfilata che ha sostato come una via crucis sotto le abitazioni del sindaco Nicola Fratino e del suo braccio destro Remo Di Martino. E' la prima manifestazione di protesta "spontanea" organizzata sull'argomento ed anche una tra le pochissime "espressioni di piazza" che si ricordi a memoria in città. CONSIGLIO REGIONALE APPROVA RISOLUZIONE CONTRO IL CENTRO OLI
Un segnale sicuramente molto forte anche in considerazione della nota indolenza degli ortonesi.
Questa volta dunque è stato diverso.
Sono molti gli slogan urlati contro l'amministrazione di centrodestra, sono molte le ragioni che hanno spinto le persone ad attivarsi.
Oltre alle perplessità tecniche dell'intervento e la paura di inquinamento, tra le ragioni principali figurano la presunta illegittimità della procedura amministrativa seguita finora, la poca trasparenza e il presunto conflitto di interessi del primo cittadino.

Proprio su quest'ultimo aspetto PrimaDaNoi.it è in grado di fare chiarezza, carte alla mano, e dimostrare come in maniera inoppugnabile il primo cittadino, Nicola Fratino, possa trarre un vantaggio economico e diretto dalla costruzione del centro oli dell'Eni.
Infatti la ditta fondata dal padre dell'attuale sindaco, la "Fratino G. e figli Srl" (oggi di proprietà di Nicola e Sergio Fratino) ha quote societarie nella nota ditta ortonese Buonefra srl.
Proprio quest'ultima, infine, fa parte di un consorzio di industrie che, secondo alcune notizie di stampa mai smentite, avrebbe già ottenuto l'appalto della costruzione e parte della gestione del costruendo centro oli.
Il Consorzio di imprese abruzzesi (C.I.A.), infatti, raggruppa il meglio di quello che un tempo era l'indotto che viveva intorno al distretto Ortonese dell'Eni, il più importante del sud Italia e che, con quello di Ravenna, si divideva quasi l'intera torta dei lavori petroliferi in Italia, dall'estrazione alla lavorazione, al trasporto.

EX SINDACO:«LE IMPRESE ORTONESI CONTRIBUIRANNO ALLA COSTRUZIONE» (2002)

E non è una novità che tra le condizioni "implicite" per la realizzazione dell'imponente investimento dell'Eni c'era anche quello di utilizzare appunto le imprese ortonesi, poi pesantemente compromesse in seguito allo smantellamento proprio del distretto ortonese (una delle condizioni disattese dall'Eni ed inserite nell'accordo con il Comune era quella di non delocalizzare il centro operativo a Ravenna cosa che è progressivamente successa dal 2002 in poi).
Era una cosa di cui l'allora sindaco Gianfrancesco Puletti non faceva mistero e, con modestia malcelata, in molte occasioni si diceva soddisfatto per aver potuto in qualche modo concordare anche le eventuali ricadute occupazionali nell'ambito dell'indotto.
«Ortona ha un indotto del petrolio di tutto rispetto», diceva, «è giusto che contribuiscano e che continuino a lavorare per l'Eni. Ma per fare questo dovranno accordarsi e costituirsi in un consorzio così da facilitare le relazioni con il colosso».
Erano gli inizi del 2002.
A quel tempo Nicola Fratino era vicesindaco. Era, invece, già diventato sindaco quando il Consorzio delle imprese abruzzesi fece formalmente richiesta di iscrizione alla Camera di Commercio il 2 luglio 2002.
L'atto di costituzione, comunque, porta la data del 19 aprile 2002, mentre la durata della società è stabilita in 10 anni, il termine stabilito è il 19 aprile 2012 (per la costruzione e l'avvio delle operazioni del Centro Oli occorreranno al massimo 5 anni, così è scritto nella relazione dell'Eni).
E qui non importa se l'appalto con L'Eni sia già stato formalizzato oppure no.
Il conflitto di interessi è già scattato in quanto il consorzio ha ragione di esistere proprio in virtù dell'ipotetico investimento Eni.
Quanto hanno influito gli affari privati del primo cittadino sulla sua determinazione per il Sì?
Quanto ha influito la posizione del sindaco sull'intera maggioranza?
Poter spuntare un appalto che per molti si aggirerebbe intorno ai 300mila euro, per altri supererebbe i 600mila euro, sarebbe per l'indotto ortonese di sicuro un ottimo traguardo.



SCOPO DEL CONSORZIO: LAVORARE PER COSTRUIRE IL CENTRO OLI

Un evento per certi versi giustificabile nell'ambito di quel discorso "risarcitorio" per il territorio formalizzato con la legge che prevede le royalties.
E dalle carte emerge chiaramente lo scopo del Consorzio: lavorare alla costruzione del Centro oli ortonese.
Non impressiona, dunque, che l'oggetto sociale di tale consorzio è proprio «l'acquisizione di lavori e forniture nel settore dell'energia in ambito petrolifero» e si prefigge lo scopo di «creare una struttura dinamica in grado di offrire servizi globali in relazione agli investimenti della società Eni divisione Agip che è in procinto di sviluppare nel centro-sud Italia» ad Ortona.
Dunque anche l'oggetto del consorzio testimonia come il raggruppamento di imprese sia funzionale all'investimento dell'Eni e della costruzione del centro oli.
Il consorzio potrà quindi partecipare e «concorrere ad appalti, formulare offerte, assumere iniziative, svolgere trattative, stipulare e sottoscrivere convenzioni e atti contrattuali occorrenti per la realizzazione dello scopo consortile».
L'esecuzione dei suddetti lavori e forniture potrà essere effettuata sia direttamente dal consorzio sia a mezzo di subappalti.

E' UN ELEMENTO NUOVO DEL DIBATTITO?

Si aprono nuovi scenari nel dibattito del centro oli proprio mentre il centro destra ortonese torna all'attacco e difende le sue posizioni?
Sta di fatto che da mesi le voci circolavano in città e sul punto il sindaco Fratino non ha mai voluto rispondere, glissando o minimizzando.
Più volte interpellato da PrimaDaNoi.it ha preferito non rispondere alle nostre domande.
Un altro fatto è che questo dettaglio non sia mai emerso in maniera chiara e lampante nel dibattito politico e civile ma è rimasto sempre sottinteso.
Abbiamo cercato di parlare ed avere delucidazioni anche dal presidente del consiglio direttivo, Sergio Bazzanini, di Iniziative industriali, che per ora ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

DA CHI E' COMPOSTO IL CONSORZIO

Il consiglio direttivo della C.I.A. è appunto presieduto da Sergio Bazzanini, vice presidente è Francescopaolo Canci. Consiglieri sono Calogero Marrollo, Francesco D'Alessandro, Tommaso Nervegna.
Queste invece sono le ditte che a tutti gli effetti fanno parte del consorzio.


COR. PRO ITALIA SRL: E' composta da Maurizio Chiavaroli, amministratore delegato, presidente Gianfranco Buccella, vice Ennio Buccella e Gianfranco Piccirilli. Si occupa da anni di lavori connessi all'attività petrolifera ed ha lavorato in giro per il mondo per le più importanti multinazionali. Ha sede a Pescara in via Cadute del forte.

INIZIATIVE INDUSTRIALI SRL: ha uno stabilimento in contrada S.Elena a due passi dall'ex distretto Eni. Nata nel 1987 si è sviluppata nel settore dell'impiantistica petrolchimica ed industriale. E' una società specializzata nelle attività di progettazione, prefabbricazione, montaggio e manutenzioni di impianti industriali in genere. Fa parte del gruppo Cosmi, uno dei gruppi maggiori con sede a Ravenna. Il gruppo ha diramazioni anche in Libia e in Kazakistan.

SOCIETA' MERIDIONALE INERTI SMI SRL: Ha sede a Vasto e fa direttamente capo a Calogero Marrollo, attuale presidente di Confindustria Abruzzo. Si occupa di costruzioni, prefabbricati e calcestruzzi. Ha costruito in Abruzzo numerosi centri residenziali e centri commerciali.

MARROLLO COSTRUZIONI SRL: Ancora Marrollo. Diplomato al Tecnico Agrario di Scerni. Dal 1952 al 1956 lavora, prima come impiegato d'ordine e poi come responsabile di area, in una grande impresa di costruzioni milanese. Nel 1956, all'età di 22 anni, inizia la sua attività imprenditoriale, come ditta individuale, collaborando con l'AGIP alla realizzazione delle infrastrutture per la trivellazione di pozzi di metano e oli nel centro-sud. Nel 1985 la ditta individuale diventa MARROLLO COSTRUZIONI s.r.l., specializzata nella costruzione di grossi impianti per primarie società italiane (AGIP, FIAT, ENEL, ANAS, Ferrovie dello Stato, Autostrade, ecc.), con circa 100 dipendenti. Nel 1966 rileva la S.M.I.-Società Meridionale Inerti e, da piccola impresa, la trasforma in entità di tutto rilievo, fino a contare 300 dipendenti. Nel 1977 crea la MARROLLO PREFABBRICATI s.r.l., specializzata nella realizzazione di grandi infrastrutture sull'intero territorio nazionale (ricordiamo, tra le opere più significative, l'Interporto di Bologna, il parcheggio con 1.000 posti macchina di Piazza 8 Agosto a Bologna, ipermercati COOP, ecc.), con circa 130 dipendenti.
Nel 1988 acquisisce la CIPRIANI ARTESIO s.r.l., impresa di costruzione edile stradale. Nel 1996 rileva la SIGMA 90 s.r.l., operante nel settore dell'ecologia. Tra il 2000 e il 2001 dà vita alle società VERDEFOGLIA s.r.l., MARROLLO SERVICES s.r.l. e Società 2000 s.r.l. e TECNOASFALTI s.r.l. Le società citate costituiscono il GRUPPO MARROLLO, il cui pacchetto azionario è interamente detenuto dalla famiglia Marrollo. È, inoltre, Presidente del Consiglio di Amministrazione della CIAF AMBIENTE s.r.l.
È, inoltre, presidente della Commissione Trasporti della Motorizzazione Civile. Nel 1999 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

CMTI SRL SOCIETY PETROLEUM: specializzata principalmente nella prefabbricazione, montaggio, ristrutturazione e manutenzione generale di impianti industriali on-shore ed off-shore soprattutto nei settori della petrolchimica e dell'energia. Esegue anche riparazioni strutturali navali e manutenzioni meccaniche navali. Ha la sua sede principale in contrada Tamarete , presso la zona artigianale di Ortona. Amministratore unico è Rocco D'Arielli coadiuvato da Ivan e Tommaso D'Arielli e Luisella Bernabeo.

F.LLI NERVEGNA AUTOTRASPORTI SRL. Importante ditta di autotrasporti. Tommaso Nervegna è da sempre in politica milita in Forza Italia, lo stesso partito del sindaco

GALENO RP SRL: opera nei settori dell'ambiente, alimenti, sicurezza e ricerca da oltre 20 anni. Il gruppo è composto da GALENO ENGINEERING srl: fornisce servizi di ingegneria ambientale e svolge attività di assistenza e consulenza direzionale in materia di ambiente, sicurezza, qualità e formazione. GALENO RP srl: con laboratori di analisi chimiche, fisiche e microbiologiche opera nei settori dell'industria, degli alimenti e della ricerca applicata. GALENO sas: con laboratori di analisi chimico-cliniche e microbiologiche opera nel campo della diagnostica umana, medicina del lavoro e medicina specialistica.

BUONEFRA SRL:La Società è nata nel 1974 da un progetto promosso e realizzato da Giuseppe Buontempo, dai fratelli Nervegna (gli stessi della ditta di autotrasporti) e Giuseppe Fratino (padre dell'attuale sindaco) che operavano rispettivamente come Trasportatore (1930), Agente Marittimo Spedizioniere Doganale (1950) ed Impresa Costruzioni (1955). Risale al 1966 l'acquisto della prima autogru utilizzata per le operazioni portuali in alternativa ai bighi di bordo. L'Azienda è ora condotta dalla seconda generazione, i due figli di Giuseppe tra cui Nicola Fratino.

PROGEPI SRL: Ancora una ditta del gruppo Cosmi (lo stesso di Iniziative industriali). La Società si occupa dal 1988 di progettazione di impianti industriali nei settori chimico, petrolchimico, ecologico e in vari altri settori dell'industria. Opera nelle varie specializzazioni ingegneristiche (civile, meccanica, elettrica, strumentale).

FABRIZIO LAZZARI: Compare nel consorzio unicamente con codice fiscale senza alcun riferimento a ditte. Potrebbe essere titolare della Selco, ditta che ha ricevuto alcuni finanziamenti docup della Regione. Non si conosce il suo ruolo ed il tipo di apporto.

25/09/2007 8.47


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CONSIGLIO REGIONALE APPROVA RISOLUZIONE CONTRO IL CENTRO OLI


«Il Consiglio regionale si è espresso in maniera chiara ed inequivocabile contro il centro oli di Ortona. Si tratta di un voto di cui il Comune di Ortona ora deve tenere conto», spiega Walter Caporale dei Verdi.
La Risoluzione impegna la Giunta regionale «a diffidare il Consiglio comunale di Ortona e il Sindaco da ogni decisione in merito al Progetto. Si chiede l'impegno della Giunta regionale ad aprire un tavolo spedito di analisi, valutazione, approfondimento, formato da tutti i soggetti e le rappresentanze degli interessi coinvolti, come mezzo migliore per dare risposte informate, responsabili e legittime alle richieste dell'Eni ed alla reale compatibilità delle stesse con i programmi di sviluppo dell'Abruzzo e dell'ortonese».

DI MARTINO«NON VOGLIAMO IL CONSIGLIO PROVINCIALE»

Il presidente del consiglio comunale, Remo Di Martino adducendo motivazioni di pericolo e facendo riferimento ad un clima teso e rigido non ha concesso la possibilità al consiglio provinciale di riunirsi nuovamente nella sala comunale per discutere del centro oli.
Un tentativo era già stato messo in atto senza successo venerdì scorso quando già si erano registrate contestazioni e manifestanti pacifici.
Ieri il divieto di Di Martino.
«Addurre ragioni di ordine pubblico è un insulto a tutto il consiglio provinciale», ha spiegato il capogruppo del partito democratico, Camillo D'Amico, «a mio avviso Di Martino con questo diniego intende evitare l'evidenziarsi di divisioni interne alla sua coalizione ed il palesarsi di interessi reconditi che toccano da vicino esponenti di rilievo del suo comune che nulla hanno a che fare con gli interessi generali della popolazione ortonese».
Che D'Amico stia parlando in maniera criptica del conflitto di interessi di Fratino?
Intanto il centro destra si starebbe spaccando sempre più anche in conseguenza della proposta avanzata dal centrosinistra di approvare una nuova convenzione nella quale tra le altre cose si prevedono royalties maggiori di quasi 10 volte.

25/09/2007 14.24


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