La proposta della Margherita: «azzeriamo le indennità di Ato e Aca»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. La proposta arriva dalla Margherita (partito del presidente Ato Giorgio D’Ambrosio di cui lo stesso è segretario regionale) e dal suo segretario provinciale Ezio Di Cristoforo. Una proposta che potrebbe placare, almeno in parte, gli animi perennemente agitati intorno alla questione acqua. VERI': «CHE CI FACCIAMO CON QUESTI POZZI?» «ACERBO, IL CHIWAWA CHE ABBAIA ALLA LUNA»
A CHIETI IL 24 SENZ'ACQUA

A causa del collegamento di una nuova tubazione, programmata dalla ditta Di Battista il giorno 24 settembre 2007 , dalle ore 09.00 alle ore 16.00 , sarà sospesa l'erogazione dell'acqua potabile nelle seguenti zone : via Ravizza, via San Rocco, Largo San Rocco e Largo Carbonara

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La richiesta, assicura il segretario provinciale, è strettamente legata alla nascita del Partito Democratico che arriva «per innovare davvero e dare un segnale forte del cambiamento alla gente». Un segnale quindi è ora di darlo, magari prendendo il tema più scottante..
Per questo Di Cristoforo chiede di «azzerare le indennità di carica per le presenze dei Consigli di amministrazione di enti come Aca e Ato». Una richiesta nuova, quindi, che se da un lato vuole far risparmiare costi pubblici dall'altro lascia in piedi tutto l'assetto organizzativo dei cda.
Sarà questo il primo contributo sensibile alla costruzione di una nuova idea di politica? Sembra che il tentativo sia questo.
«L'azzeramento delle indennità», spiega ancora il segretario, «vuole essere anche un primo passo concreto della politica verso l'autocritica per quanto concerne quei “costi” che fanno indignare la gente comune». E in Abruzzo ce ne sono almeno un'altra dozzina di enti che succhiano ogni anno troppi soldi.
La Margherita ha scelto così «due enti chiave» perché operano a diretto contatto «con una popolazione che dobbiamo riconquistare», ammette Di Cristoforo.
«Mettersi “gratuitamente” a servizio della gente, è ai nostri occhi un patto tacito di quella fiducia, oltre che il sintomo di un cambiamento che non potrà non esserci con la definizione del nuovo soggetto politico il prossimo 14 ottobre».
Basterà ai cittadini?

21/09/2007 13.18
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VERI': «CHE CI FACCIAMO CON QUESTI POZZI?»

«Continua il balletto politico sui pozzi sospetti di Castiglione: in meno di ventiquattro ore sono stati prima chiusi e poi riaperti. E intanto i cittadini continuano a non sapere se l'acqua che bevono dal rubinetto di casa è inquinata o no». E' il commento della capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Nicoletta Verì.
«Lunedì scorso abbiamo rischiato una nuova emergenza idrica – ha ricordato la Verì – con la nuova chiusura dei pozzi di Castiglione. E alcuni comuni, come Francavilla al Mare, Chieti e la stessa Pescara hanno comunque sofferto di carenze. Dopo meno di ventiquattro ore è stata sufficiente una conferenza dei servizi per decretare la riapertura 'politica' di quegli stessi pozzi su cui continua ad aleggiare il sospetto della contaminazione. In sostanza: le falde sono state chiuse per opportunità, per evitare uno scontro diretto in seno al centro-sinistra tra Regione, Ato, Aca e gli altri enti interessati.
Allo stesso modo le falde sono state riaperte per evitare un altro scontro politico in seno al centro-sinistra, sotto la minaccia di una sorta di ricatto: se non riattiviamo i pozzi l'acqua mancherà senza alternative. Ma nessuno ha detto in modo definitivo se quelle falde che oggi portano acqua nei nostri rubinetti domestici sono o meno inquinate. Né tanto meno il sindaco Luciano D'Alfonso ha rassicurato i propri cittadini sulla qualità delle acque che continuano a bere».
Superata, come sembrerebbe, l'emergenza, «chiediamo ora ad Aca, Ato e sindaco D'Alfonso – ha concluso la Verì - di informare la città circa gli interventi che si vogliono attuare per scongiurare il ripetersi di tali situazioni estreme, alla soglia del ricatto, e quali siano i tempi di attuazione».

21/09/2007 15.13
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ACERBO: «IL CHIWAWA CHE ABBAIA ALLA LUNA»

E sempre sulla questione acqua il segretario provinciale del nuovo P.S.I., Antonio Gentile, attacca un po' tutti. «A Pescara, purtroppo per noi, c'è Maurizio Acerbo che somiglia tanto al grazioso chiwawa.
Durante l'estate non avendo necessità di riposarsi ha abbaiato ininterrottamente alla luna che si rifletteva nei pozzi d'acqua di Bussi e Castiglione a Casauria, sostenendo che l'acqua specchiante la luna era avvelenata da anni. Ha coinvolto a sostegno della sua tesi organismi ed enti di interesse nazionale, che hanno affermato tutto e il contrario di tutto».
Risultato? Per Gentile i cittadini sono «disorientati, spaventati e privati del vitale liquido». Ma poi cosa è successo? «I comuni interessati hanno chiesto le dimissioni del presidente dell'Aca Catena e dell'Ato On. D'Ambrosio che siedono ancora sui loro dorati scranni e hanno anche riaperto i "pozzi sospetti"». Gentile tira in ballo anche D'Alfonso e Del Turco: «il futuro segretario del Partito Democratico, al riguardo non ha nessuna idea? Perché tace? L'eccellentissimo presidente della Giunta Regionale Del Turco che ne pensa? L'assessore Regionale al ramo quale contributo ha dato per risolvere il problema?
Noi vogliamo solo sapere una cosa: chi dice la verità, Acerbo o D'Ambrosio? L'acqua è avvelenata o no?»

21/09/2007 15.13