Trasferimento istituto Acerbo, il sindaco di Turrivalignani contro la decisione

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1729

TURRIVALIGNANI . I gravi disagi nell’avvio dell’anno scolastico presso l’Istituto tecnico commerciale ‘Tito Acerbo di Pescara non interessano solo gli studenti dell’area metropolitana ma, a dire il vero, chi risentirà maggiormente delle varie decisioni riguardanti l’assegnazione di tredici aule di tale scuola all’interno dell’istituto professionale Di Marzio saranno gli studenti pendolari provenienti dalla Val Pescara.
A sottolineare il problema è stato il vice sindaco di Turrivalignani William Carestia, il quale ha inviato una lettera al presidente della Provincia e all'assessore all'edilizia scolastica di Pescara per far sentire anche la voce degli amministratori locali, visto i gravi disagi da questa procurati all'utenza scolastica e alle loro famiglie. La direttrice dell'Acerbo, nella riunione con le famiglie di sabato scorso ha menzionato proprio il Comune di Turrivalignani quale «unica amministrazione sensibile ai disagi delle famiglie degli studenti».
Il vice sindaco, invece, ha comunicato che parteciperà, quale rappresentante dell'Ente comunale, al corteo che si terrà venerdì 21 per protestare e chiedere al presidente e all'assessore «un cambio di rotta e concordare soluzioni meno dannose per gli studenti e per la logistica scolastica del prestigioso istituto superiore».
Scrive William Carestia: «A seguito della comunicazione della dirigente scolastica Annarita Rocchi ho monitorato costantemente l'evolversi della problematica, ed oggi, mi corre l'obbligo di rappresentare lo sgomento su come è stata e sta venendo gestita la vertenza. Mi permetto di sottolineare – prosegue Carestia – che circa il 70 per cento degli studenti iscritti all'Acerbo, sono studenti pendolari (fra i quali numerosi miei concittadini), che con enorme sacrificio (non ultimo economico delle loro famiglie), inizieranno l'anno scolastico con doppi turni e l'incertezza dovuta alla paventata diaspora delle sede scolastica». Il sindaco parla a nome «delle decine di famiglie degli studenti pendolari, che hanno optato per questo istituto, non solo per l'indiscussa qualità della formazione, ma anche per la vicinanza alla stazione ferroviaria, con tutto ciò che comporta a livello di minori pericoli e disagi per i loro figli. Per questo motivo – conclude il vice sindaco di Turri – resto in attesa di un pronto riscontro chiarificatore, significando sin d'ora che l'amministrazione comunale di Turrivalignani è vicina alla dirigente scolastica ed alle sue istanze, nonché agli studenti ed alle loro famiglie ed insieme a loro auspico che l'Assessore all'edilizia scolastica torni sui suoi passi ritirando il decreto».
Ivan D'Alberto

19/09/2007 9.14