Salvato dopo essere stato legato ad una boa con cinta dei pantaloni per 12 ore

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. E’ stata di sicuro la prova di resistenza più dura della sua vita. Una battuta di pesca, un momento di tranquillità e relax, finita per essere una lotta per la sopravvivenza. E’ finita bene la storia di un uomo che per oltre 12 ore è rimasto in acqua, al buio, a circa due miglia al largo della costa vastese. E’ rimasto aggrappato ad una boa. Lì ha atteso i soccorsi.
Nonostante la condizioni del mare, il freddo, lo sconforto e la paura, M.F., di 45 anni di Atessa, ha pensato bene di legarsi con la cinta dei pantaloni al grosso galleggiante.
Lo hanno trovato cosi', stamani, esausto ma in buone condizioni, autotrasportatore di professione.
A salvarlo sono stati gli uomini della Guardia Costiera di Vasto, allertati dalla moglie dell'uomo, allarmata dal mancato rientro a casa del marito.
M.F., era uscito in mare ieri a bordo del suo piccolo gommone, per una battuta di pesca, prendendo il largo dalla foce del fiume Sinello, in territorio di Casalbordino (Chieti).
Nel sistemare la canna da pesca in acqua, ha raccontato ai soccorritori, si è messo su un lato dell'imbarcazione, spostando il suo peso da una parte, nello stesso istante l'uomo e' stato travolto da un'onda anomala ed il piccolo natante si è capovolto in un attimo.
Il gommone aveva ancora il motore acceso e procedeva a velocità ridotta, ma sufficiente per non permettere all'uomo di poterlo afferrare e ritornare a bordo.
Così, senza perdersi d'animo, ha raggiunto a nuoto una delle boe che delimitano un 'campo' di frutti di mare a circa due miglia dalla costa vastese e, slacciatosi la cintura, vi si e' legato sperando di essere raggiunto dai soccorsi.
Dal porto di Punta Penna, alle 6,30 di stamani, sono partite due motovedette che, un'ora piu' tardi, hanno individuato l'uomo, seminudo e affaticato, ma in buono stato di salute.
Ha cercato di segnalare la sua presenza alla motovedetta che passava ad alcune centinaia di metri da lui.
Ha recuperato le forze che gli rimanevano per sbattere le mani sull'acqua e provocare spruzzi che sono stati visti dagli uomini della capitaneria di porto che scrutavano l'orizzonte con i binocoli.
Una volta a terra, l'autotrasportatore e' stato visitato da un medico, ma e' gia' rientrato a casa, riabbracciando la moglie e gli altri familiari.

18/09/2007 12.51