Onlus teramana sotto inchiesta per indebito profitto di 10mila euro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Indebita percezione di contributi pubblici è la grave contestazione mossa dalla Guardia di Finanza di Teramo nei confronti di nota Onlus locale che avrebbe utilizzato i fondi percepiti per fini estranei allo scopo mutualistico e assistenziale. Una brutta faccenda che se non chiarita getterebbe ombre pesanti su una attività molto poco sociale…
I militari della Compagnia di Teramo, su delega della locale Procura della Repubblica, sono stati incaricati di far luce sull'impiego di fondi pubblici richiesti dalla Onlus per far fronte agli impegni istituzionali e alle spese correnti.
Dall'articolata attività di indagine, condotta anche attraverso il riscontro dei conti bancari, i Finanzieri hanno accertato nei confronti della organizzazione denunciata un ingiusto profitto di contributi Regionali per un valore complessivo pari ad euro 10.613 per costi inseriti nelle note spese ma riferibili «a scopi assolutamente estranei ai fini mutualistici» e di sovente ascrivibili «a distrazioni e mala gestio del rappresentante legale della organizzazione».
Nel corso delle operazioni di servizio, i Finanzieri hanno appurato che l'associazione, in diversi anni, ha richiesto ed ottenuto sistematicamente contributi pubblici dalla Regione Abruzzo a sostenimento della propria attività presentando bilanci semplificati superficialmente redatti e incorporanti spese “extra-gestione” non afferenti i fini propri della organizzazione.
Dall'analisi documentale e delle fatture, è stato rilevato che il beneficiario, al fine di ottenere i predetti contributi ha certificato alla Regione Abruzzo, mediante una “dichiarazione di responsabilità”, delle spese superiori a quelle realmente sostenute, inducendo, quindi, i dirigenti della Regione ad erogare finanziamenti pubblici superiori a quelli spettanti.
Una, finora, la persona indagata per i reati aggravati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di falso ideologico: rischia la pena detentiva da due a sei anni.

18/09/2007 11.58