Mercato del lavoro. In provincia di Chieti 1240 nuovi posti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Nel corso del 2007 saranno creati in provincia di Chieti circa 1.240 nuovi posti di lavoro per un tasso di crescita dell’occupazione dipendente del +1,7%. Si tratta di un incremento più contenuto rispetto a quello stimato nel 2006, ma comunque più elevato rispetto al dato regionale (+1,4%) e a quello nazionale (+0,8%).
E' quanto emerge dalla decima annualità dell'indagine Excelsior sui fabbisogni professionali delle imprese - realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e l'Unione Europea – i cui risultati provinciali sono stati elaborati dall'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Chieti.

Le imprese della provincia di Chieti hanno previsto di assumere nel corso del 2007 circa 6.430 persone a fronte di 5.190 uscite dal lavoro. La differenza tra il flusso di entrate e quello delle uscite sarà quindi positiva e pari a circa 1.240 nuovi posti di lavoro.
Il confronto con l'anno precedente evidenzia come a fronte di un sostenuto incremento delle entrate (+780) ci sia stato anche un forte aumento delle risoluzioni dei rapporti di lavoro (+1.320) e, di conseguenza, il saldo è risultato abbastanza ridimensionato essendo passato dai 1.780 nuovi posti di lavoro del 2006 agli attuali 1.240. Questo flusso occupazionale sarà prodotto solo da una piccola parte del sistema imprenditoriale: quasi il 65% delle imprese, infatti, non assumerà personale nel corso del 2007.

Si osserva inoltre che oltre quattro assunzioni su dieci sono considerate dagli imprenditori di difficile reperimento. I principali motivi addotti sono da ricondursi alle insufficienti motivazioni economiche (35,9%), alla mancanza di qualificazione necessaria (23,9%) e alla ridotta presenza della figura richiesta sul mercato del lavoro (19,8%). Una quota pari all'8% circa dei posti di lavoro non sarà coperto perché sono previsti turni notturni o festivi. I risultati di Excelsior testimoniano altresì che la fascia di età più giovane ha una maggiore probabilità di inserirsi nel mondo del lavoro: dalle preferenze espresse dalle imprese si nota, infatti, che oltre quattro assunzioni su dieci riguarderanno dipendenti fino a 29 anni.

LE PICCOLISSIME IMPRESE, MOTORI DELLA CRESCITA OCCUPAZIONALE

Si conferma il ruolo di “serbatoio occupazionale” da sempre attribuito alle piccolissime imprese: le aziende che occupano meno di 10 addetti, infatti, registrano un tasso di crescita del +7,9%, anche se in flessione rispetto al 2006 (+8,6%). Le imprese che occupano tra i 10 e i 49 dipendenti mostrano un lieve incremento (+0,7%) mentre le imprese con più di 50 dipendenti dovrebbero chiudere l'anno con una lieve flessione della base lavorativa (-1%).


L'ANDAMENTO PER GRANDI SETTORI

Anche quest'anno la crescita occupazionale appare trainata dal comparto delle costruzioni (circa 630 occupati in più, con un tasso pari al +8,6%), seguito dalle attività del commercio (+350 unità per un tasso del +3,8%) e, a distanza, dal turismo (+180 unità pari ad un tasso del + 7,5%). Per quanto riguarda l'industria, il saldo atteso tra entrate e uscite di personale si presenta con il segno negativo (150 occupati in meno per un tasso pari a –0,4%) e, al suo interno, l'unico risultato positivo è quello registrato per l'industria alimentare e delle bevande (+90 unità pari al +3,8%).

LE FIGURE PROFESSIONALI PIÙ RICHIESTE

Esaminando le assunzioni previste per grandi gruppi professionali si evidenza che le migliori prospettive sono riservate ai conduttori di impianti e macchine (25% del totale assunzioni), agli operai specializzati (24%) e alle professioni relative alle vendite e ai servizi per le famiglie che assorbiranno circa il 19% del totale delle entrate previste.
Alle professioni più qualificate invece sono destinate quote minoritarie: solo l'1,5% del totale delle assunzioni, infatti, riguarderà le professioni intellettuali e scientifiche.

IL TITOLO DI STUDIO

Dal punto di vista del titolo di studio richiesto dalle imprese si conferma la preferenza per le figure professionali a basso livello di scolarizzazione. Il 47% delle entrate previste, infatti, interesserà personale in possesso della sola licenza media. Seguono le richieste di personale in possesso del diploma di scuola media superiore (30,2%) e di istruzione e formazione professionale (17,4%). Per quanto riguarda la domanda di personale in possesso di istruzione di livello universitario, è possibile evidenziare un andamento sottodimensionato rispetto a quello nazionale. Le assunzioni di laureati, infatti, riguarderanno soltanto il 5,4% del totale contro una media nazionale attestata al 9%, risultando anche in calo rispetto agli anni precedenti (6,5% la media del triennio precedente).

LE TIPOLOGIE CONTRATTUALI

Analizzando le previsioni di assunzione per tipologia di contratto si evidenzia come i contratti a tempo determinato si confermino la tipologia prevalente per regolare i rapporti di lavoro, raggiungendo il 45,1% delle preferenze. Le assunzioni a tempo indeterminato invece continuano a perdere peso nelle preferenze degli imprenditori, passando dal 50% circa del triennio precedente all'attuale 42,4% del totale delle assunzioni previste. La quota di assunzioni con contratto di apprendistato si attesta all'11,2% mentre le richieste di inquadramento con contratti di inserimento si rivolgeranno soltanto all'0,8% del totale delle assunzioni preventivate.

LE ASSUNZIONI DI PERSONALE EXTRACOMUNITARIO

Il fabbisogno di personale extracomunitario, nelle previsioni delle imprese, potrà arrivare a coprire circa 1.850 assunzioni, pari al 28,7% del totale. Il comparto edile, con un'incidenza del 44,6% sul totale delle assunzioni, è quello che manifesta la più alta propensione all'assunzione di personale immigrato, seguito dal comparto dei servizi con una percentuale che si attesta al 23,3%.



18/09/2007 9.26