La battaglia sull’acqua gode di ottima salute ed è ancora crisi idrica

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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La battaglia sull’acqua gode di ottima salute ed è ancora crisi idrica
PESCARA-CHIETI. Come annunciato ieri, sono stati chiusi i pozzi Sant'Angelo. Alle ore 17.30 è stata stretta l'ultima saracinesca che ha impedito l'afflusso dalle fonti inquinate all'interno dell'acquedotto gestito dall’Aca. Ma già dalla mattinata si sono registrati disagi -anche molto pesanti- per i rubinetti a secco. Intanto si rinvigorisce la polemica politica fra enti ed istituzioni sull'opportunità di questa ennesima chiusura.  TUTTO SULLO SCANDALO DELL'ACQUA
I rubinetti a secco si sono registrati in tutta l'area vestina, Penne, Loreto, Atri, Montesilvano, e poi e a Francavilla al mare e Chieti.
In molti dei 44 comuni gestiti dall'Ato 4 pescarese nei prossimi giorni si provvederà alla chiusura notturna con un orario di massima che va dalle 22 alle sei del mattino.
I sindaci invitano ad un uso più consapevole della risorsa preziosa.
Ma quello che arriva dai vertici dell'Ente d'ambito è comunque un messaggio rassicurante sia perché «non si ripeterà la crisi idrica dello scorso agosto» e sia perché una serie di interventi saranno messi in opera con lo scopo di tamponare «in maniera definitiva entro l'estate 2008» qualunque problema del genere.
«Con la chiusura dei pozzi perdiamo circa 180 litri al secondo», ha spiegato Giorgio D'Ambrosio, presidente Ato, «ma ci siamo già attrezzati per sopperire alla mancanza grazie all'aiuto dell'acquedotto Ruzzo e ad un campo pozzi sul Vomano che entro poche ore sarà riattivato».
Ma questa è una sorgente che risente di alcune sostanze tossiche (nitrati) e va dunque monitorata e potabilizzata.
Ma il vero problema, almeno a sentire gli enti gestori, è quello della siccità così come documentato da una lettera della stessa Aca che individua -rispetto all'agosto del 2006- una carenza di acqua complessiva di circa 450 litri al secondo.
Nonostante gli aggiustamenti e le misure di emergenza in ogni caso mancheranno al sistema circa 240 litri al secondo che tuttavia dovrebbero garantire solo «lievi disagi».
Ancora una volta dunque la carenza di piogge avrebbe portato ad una diminuzione delle sorgenti di circa il 30%.

LA POLEMICA SUI TEMPI CON IL WWF

La polemica con il WWF ha innescato l'altro grande problema di stagione sull'inquinamento delle acque. L'Ato tiene a precisare come una delle tante accuse (quella di non aver risposto alla lettera riservata inviata dalla stessa associazione ambientalista) sia una accusa strumentale.
Si disse, infatti, allora che le analisi che contenevano i dati allarmanti erano stati inviati in via privata a tutti i comuni e anche allo stesso Ato senza tuttavia trovare risposta.
Dalla lettera si evince, tuttavia, che la stessa è stata scritta il 9 luglio 2007 ed è arrivata all'ente d'ambito territoriale solo il 13 luglio 2007, così come appare dal timbro di protocollo.
In sintesi, dice l'Ato, «non abbiamo avuto sufficiente tempo per leggere e renderci conto».
Infatti il 14 luglio era già stata divulgata l'interrogazione del parlamentare di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo che ha innescato lo scandalo.

ANCORA SUI VELENI:«NESSUN PARAMETRO SFORATO MAI»

Il muro contro muro continua sulle sostanze inquinanti dell'acqua potabile distribuita e così Bruno Catena, presidente Aca,
ribadisce ancora una volta come «le famose analisi del WWF contengano valori assolutamente disomogenei con le migliaia di analisi effettuate dalla Asl e dall'Arta». Inoltre, ha tenuto a precisare, come «mai siano stati superati i livelli di quelle sostanze imposti dalla legge». Dunque in sostanza l'acqua è sempre stata «potabile all'utente finale». Tuttavia resta da spiegare queste due tabelle del WWF che fanno riferimento non a quelle prime analisi ma proprio alle analisi dell'Arta ed indicano le sostanze inquinanti incriminate con valori al di sopra della soglia di legge. 

IL PIANO DI POTENZIAMENTO

Sempre ieri è stato presentato il programma di potenziamento del sistema acquedottistico che sarà illustrato anche questa mattina nel corso di una conferenza dei servizi alla quale parteciperanno tutti i sindaci dell'area ricadente nell'Ato 4.
E' un programma ambizioso e non poco costoso che ha «l'obiettivo di arrivare a produrre 1000 litri al secondo, dotazione che scongiurerebbe per sempre qualunque crisi idrica in qualunque condizione».
Tale risultato si potrebbe raggiungere con la portata del campo pozzi di San Rocco utilizzando quelli esistenti (138 litri al secondo), ai quali si aggiungeranno altri cinque nuovi pozzi che dovrebbero produrre circa 630 l al secondo. Infine si aggiungerebbero i due già esistenti nel famoso parcheggio di Bussi, pozzi scavati quest'estate in piena emergenza.
Ma la stima degli interventi programmati ammonta ad un totale di € 826.000 lavori che dovrebbero concludersi entro dicembre 2007 e che prevedono l'apertura di due pozzi in località San Rocco (lavori già in corso di appalto) e il posizionamento di filtri per i pozzi del Vomano e per i pozzi di San Martino.
Secondo il crono programma dell'Ato entro marzo 2008 si potrebbe avere l'apertura di altri tre pozzi in località San Rocco, la sistemazione definitiva dei pozzi scavati questa estate con recinzioni, sbancamenti, piantumazione ed adeguamento della cabina elettrica, oltre al funzionamento dell'impianto di rilancio dell'adduttrice dei pozzi Tirino- acquedotto Giardino.
Il tutto per un importo totale di € 1.439.000.
E le bollette saranno più salate?
«Certo» hanno spiegato D'Ambrosio e Catena, «abbiamo sostenuto costi straordinari per milioni ma faremo di tutto per addebitare tali costi alla Regione».

LA POLEMICA DEI POZZI VOLUTI DAL COMMISSARIO GOIO

Il clima politico tra gli enti che hanno competenze sull'acqua è assolutamente rovente.
Da una parte Aca e Ato dall'altra Regione e commissario straordinario che in qualche modo hanno «obbligato a scelte forzate» ente d'ambito e società.
Uno dei punti forti della polemica è proprio l'escavazione in periodo di emergenza dei famosi pozzi di Bussi all'interno di un parcheggio, area anche questa inquinata, e non certo adatta.
Catena ha criticato aspramente la spesa di € 565.000 effettuata dal commissario Goio che ha potuto permettersi di «non effettuare una gara d'appalto» per dei campi che sono «ufficialmente provvisori».
Una scelta giudicata «irresponsabile».
E' proprio in considerazione del fatto che non sarebbero mai stati superati i livelli descritti dalla legge, nella conferenza di servizi di questa mattina si chiederà nuovamente la riapertura dei pozzi Sant'Angelo, anche se da una parte si ammette che il sito è «realmente inquinato» ma, dall'altra, si fa notare come «l'azione di purificazione riesca ad abbattere le sostanze inquinanti in gran parte».
Insomma una situazione ancora tutta da sbrogliare nonostante siano trascorsi ormai due mesi dall'inizio dello scandalo.
La verità non sembra essere più vicina.

18/09/2007 8.40

AN:«DAREMO VINO PER SOPPERIRE ALLA CARENZA IDRICA»

Ancora una manifestazione di protesta contro la gestione dell'acqua.
Il gruppo di Alleanza Nazionale al comune di Chieti ha annunciato che distribura' anche vino
abruzzese (dopo aver distribuito a Ferragosto, in piena emergenza idrica, bottigliette d'acqua con l'immagine del sindaco Francesco Ricci) sperando chel'iniziativa sortisca un effetto migliore visto che «dall'emergenza si e' passati ad una completa crisi di acqua e di idee».
E' quanto hanno detto questa mattina il coordinatore regionale Fabrizio Di Stefano, i capigruppo alla Provincia Mauro Febbo e al Comune Mario Colantonio, i consiglieri comunali Marco D'Ingiullo e Umberto Di Primio.
Secondo An, Ricci «che pensa alle poltrone e non alle esigenze dei cittadini» chiede la presidenza dell'Ato senza avere un progetto, senza dare certezze mentre quale componente dell'Ato stesso non si e' fatto sentire sulle problematiche idriche.