Il prefetto chiude Parco D'Avalos: Ultras più pericolosi dei topi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il parco D'Avalos ieri è rimasto chiuso per tutta la giornata. La decisione è arrivata dal prefetto Giuliano Lalli a causa della possibilità di tafferugli dovuti alla partita Pescara-Sanbenedettese che si è giocata nel vicino stadio Adriatico nel pomeriggio.
I Verdi di Pescara, però, si sono ribellati e non hanno compreso il provvedimento che potrebbe anche ripetersi nelle prossime settimane.
Alla fine la giornata calcistica si è chiusa senza scontri e gli unici ad avere la domenica rovinata sono stati i soliti frequentatori della pineta.
«Le famiglie, gli sportivi, gli anziani, gli animalisti, coloro che volevano semplicemente respirare dell'aria pulita nell'unica giornata di riposo della settimana sono stati rimandati a casa», sbottano i portavoce dei Verdi in città.
Ieri mattina, infatti, il cancello lo hanno trovato chiuso e sono dovuti andare a passeggiare altrove, tra l'incredulità e la rabbia.
«Il parco, quello che lo stesso sindaco definisce il suo gioiello, ha chiuso i battenti per tutto il giorno» e i Verdi si domandano «perchè ad essere penalizzati debbano essere sempre bambini ed anziani. Non era forse meglio chiudere lo stadio, perché luogo di possibile violenza, e non il paco D'Avalos, unica dignitosa area verde di decompressione e relax della città?».
Insomma, gli ultras sono riusciti a fare quello che in mesi e mesi nemmeno i topi che vivono nel giardino sono riusciti a compiere.
Infatti il parco non è mai stato chiuso per il pericolo che è a tutti noto della presenza di roditori dalle taglie forti che passeggiano indisturbati tra l'erba e il laghetto. Mentre i bambini giocano a pochi metri.
E loro restano lì, anche perché non si sa come bonificare l'area vista la presenza di scoiattoli, ricci, papere e ranocchi da proteggere.
Ma ora sappiamo che volendo il parco si può chiudere. Cosa ben più difficile è la risoluzione dei problemi di sempre.


17/09/2007 10.35