Pozzi chiusi: Ato: «non ci sarà crisi idrica»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

958

PESCARA. Da oggi i pozzi di Sant’Angelo sono chiusi. Quale destino per i rubinetti pescaresi? Ato e Aca tranquillizzano i cittadini: «con il nostro piano d’emergenza non ci saranno problemi».
L'Ato e l'Aca questa volta sembrano certi che non si ripeterà l'emergenza dello scorso agosto. O forse se lo augurano fortemente, anche perché i toni sono già molto accesi e questa nuova ondata di siccità potrebbe creare un vero e proprio tsunami.
L'Ato, che per questa sera ha organizzato una conferenza stampa per spiegare nei dettagli qual è la situazione, ha sottolineato che la crisi idrica in atto «non ha le proporzioni di quelle del mese di agosto». Saranno solo il tempo e i fatti a confermare.
Per far fronte all'emergenza «si è provveduto», spiega l'ente d'ambito, «a recuperare i 180 lt/s, attualmente emunti dal campo pozzi Sant'Angelo, nel seguente modo: 100 lt/s verranno concessi dall'Ente Gestore Ruzzo dal Teramano; i restanti 80 lt/s si recupereranno con la fine della stagione balneare che riducendo il numero dei turisti lungo la costa comporterà un ulteriore abbassamento dei consumi». Secondo i vertici dell'azienda «tali manovre compensative riusciranno ad azzerare il rischio di una nuova emergenza».
Tutto quindi dovrebbe funzionare senza intoppi ma il rischio è sempre dietro l'angolo.
L'Ato, ormai lanciatissima a salvare il suo operato, ha reso pubblici anche i dati delle analisi effettuate sull'acqua. L'ultima quella del 6 settembre scorso i cui
risultati sono stati resi noti l'11. Tuttavia mancano tra gli elementi analizzati sostanze che il Wwf aveva chiesto di “cercare” come il pentaclorobenzene, l' esaclorobutadiene, o gli idrocarburi. Inoltre nelle analisi del 1997 venne riscontrato il superamento di sostanze che oggi non figurano tra quelle ricercate dall'ente d'ambito come i composti organoalogenati, cadmio, mercurio, piombo.

17/09/2007 10.28