Briciola, il web si ribella e Avezzano diventa «città contro gli animali»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AVEZZANO. Una nuova ordinanza contro il cane Briciola ha fatto scoppiare le proteste di centinaia di animalisti in tutta Italia. Grazie al passaparola su forum, siti e blog, la storia della cagnetta che il Comune ha preso di mira tutto il paese si sta ribellando. Ed Avezzano non ci fa proprio una bella figura.
C'è marketing territoriale e marketing territoriale. La giunta del sindaco Antonio Floris ha deciso di attuare la perseveranza in questo senso e di rifiutarsi categoricamente di parlare dell'argomento alimentando per la seconda volta sospetti che noi non siamo in grado di fugare.
Così sono oltre 300 le email che sono arrivate (e continuano ad arrivare) nella casella di posta della redazione di PrimaDaNoi.it (inviate anche al Comune) da gente di tutta Italia che chiede che l'accanimento sull'animale finisca.
La solidarietà è tanta e si moltiplica di ora in ora anche da parte di chi non conosce realmente la piccola Nicoletta e il suo cane ma si è appassionato alla vicenda.
«Fortunatamente in Italia esiste un Comune felice e senza problemi:
Avezzano», scrivono Antonella e Felice da Milano. «Il povero sindaco, per ingannare il tanto tempo a disposizione, si diverte a perseguitare un povero cagnolino. Perchè il sindaco non trova uno sport, l'ippica, per esempio, che gli faccia bruciare tutte le energie e gli occupi il troppo tempo libero», scrivono ancora i due.
«Capita spesso di vedere casi di persecuzione ai danni dei cittadini da parte di amministratori pubblici che amano utilizzare il proprio ruolo e potere per rendere difficile la vita agli altri». Scrive invece Annalisa, bioeticista della provincia di Bari. «Ma tra questi ritengo che una menzione speciale vada al sindaco di Avezzano, che potrebbe certamente utilizzare tempo, denaro, energia e risorse varie in occupazioni certamente più utili alla cittadinanza, piuttosto che tormentare una famiglia che semplicemente desidera tenere con sè un cane».
Alberto da Milano, invece, scrive: «Siamo afflitti dalla situazione degli acquedotti e delle discariche, dai rifiuti tossici, dai cambiamenti climatici, dalla carenza di energia, di elettricità, di gas, dai treni, dalle tasse, dal sovraffollamento su strade e trasporti pubblici. Vogliamo occuparcene o il problema principale sono le deiezioni del cane Briciola?»
Il Comune dal canto suo non parla della vicenda, così come era già successo dopo la prima ordinanza di qualche mese fa, poi sospesa dal Tar.
Così che vi sia qualcosa di più tra le motivazioni che hanno spinto un primo cittadino a scagliarsi contro il cane appare ogni giorno più plausibile anche se sgomenta non poco non riuscire a capire…
Fatti privati, antipatie, inimicizie, rivalità tutto può essere messo sul piatto delle illazioni.
Intanto Avezzano è stata incoronata da un plebiscito “virtuale” la città nemica degli animali.
Un modo come un altro per farsi conoscere.

17/09/2007 10.15