«E dopo lo scandalo dell’acqua arriva quello dell’aria…»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2417

«E dopo lo scandalo dell’acqua arriva quello dell’aria…»
PESCARA. Acqua e aria: si riesce ad immaginare elementi maggiormente necessari? Si può rinunciare a tutto ma ad acqua e aria no. Eppure ci stiamo facendo del male trascurando la cura necessaria per questi tesori preziosi per il futuro nostro e dei nostri figli. «Argomenti insignificanti per chi guida le istituzioni e dovrebbe garantirne la qualità», dice oggi Carlo Costantini (Idv). TUTTO SU CEMENTIFICIO E REGALI 
All'episodio dei pozzi inquinati, con la superficialità e l'indifferenza mostrate da chi sapeva ed aveva il dovere di intervenire rispetto ai rischi per la salute delle persone, si sono aggiunti per i cittadini del quartiere tre di Pescara altri problemi che derivano dai fumi di un inceneritore autorizzato e messo in funzione in piena zona urbana della città.
«Molti residenti mi riferiscono», spiega il deputato Idv, «quasi quotidianamente di essere costretti a convivere con odori acri di olio e di plastica bruciati, in un contesto nel quale la prevenzione dei rischi per la salute è affidata ad una sola centralina posizionata lontano dal cementificio, sotto alcuni alberi che ne compromettono l'efficacia ed in perenne fase di collaudo».
Gli altri controlli, quelli interni all'azienda, sono operati come nella migliore tradizione con strumenti ed informazioni forniti, in larga parte dallo stesso controllato.
«Mancherebbero i soldi (pochi)», spiega Costantini, «per posizionare e far funzionare altre centraline, ma non mancano i soldi (tantissimi) delle "donazioni" del cementificio, che il Comune evidentemente utilizza per obiettivi più importanti rispetto al monitoraggio della qualità dell'aria (il monumento di Toyo Ito a Piazza Salotto). Sembra, infatti, che nonostante le precise indicazioni dell'Ordine del Giorno votato all'unanimità dal Consiglio Comunale, non siano stati mantenuti né l'impegno a modificare la convenzione con il cementificio/inceneritore, nella parte in cui impegnava il Comune a garantirne la sopravvivenza per altri 15 anni, né l'impegno del Comune a non accettare donazioni, nel caso in cui il cementificio avesse rifiutato di modificare questa parte della convenzione».
Ma il monumento di Toyo Ito costerà molto caro anche ai residenti del centro.
Uno studio elaborato dallo stesso cementificio ha, infatti, rivelato che la stragrande maggioranza delle polveri prodotte dall'inceneritore ricadono proprio nel centro della Città, in particolare sulla Via Firenze e su Corso Vittorio Emanuele.
«Non discuto la qualità dell'artista o il pregio del nascente monumento», conclude Costantini,«certo è che il prezzo dell'opera pagato dai pescaresi a danno della qualità della loro vita – sulla carta costretta al altri 15 anni di convivenza con l'inceneritore – mi sembra davvero inaccettabile».


14/09/2007 12.17