Il Comune «regala» le reti all'Aca e va sotto di 1,5mln di euro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Alcuni mesi fa il consiglio comunale di Chieti ha ceduto completamente all'Ato e Aca la gestione del servizio idrico. Il passaggio è avvenuto per rispettare il tetto di spesa per il personale stabilito dalla Finanziaria 2007. Ma mettendo a confronto i bilanci del 2006 e del 2007 si vede che il Comune non ci ha affatto guadagnato, anzi è andata sotto di oltre 1 milione di euro.
Ormai dove scorre acqua arrivano guai.
Oggi, dopo qualche mese dal passaggio della gestione idrica autorizzata dal Comune ad Ato e Aca sta per scoppiare un'altra bufera.
Per legge al passaggio bisogna far seguire, tra l'altro, l'istituzione di Autorità d'Ambito con il potere di controllo, la riorganizzazione degli Ato esistenti e l'indizione di gare pubbliche per individuare le società di gestione delle reti idriche.
«In Abruzzo», denuncia oggi il coordinamento della Base di Chieti, «l'attuale governo regionale non ha dato alcun seguito alle indicazioni della predetta legge non legiferando affatto su tale materia».
Nel vuoto normativo regionale il Comune di Chieti, pressato anche dal famoso comma della Finanziaria 2007 che stabilisce il tetto di spesa per il personale non superiore a quello del 2004, ha preso la decisione di cedere completamente il servizio idrico, comprensivo anche delle fonti di proprietà, all'Ato e all'Aca.

I DUE BILANCI A CONFRONTO

Ma che differenza c'è tra i due bilanci?
«Nel corso del 2006», riferisce la Base con documenti alla mano, «i proventi (a vario titolo) derivanti dal servizio idrico ammontavano a € 4.227.065, mentre le uscite complessive (a vario titolo) ammontavano a € 4.080.086».
Un leggerissimo utile ma sostanzialmente in pareggio considerando anche le notevoli perdite che si registrano sulle reti idriche cittadine che perdono circa il 40% dell'acqua.
Passando ad esaminare il bilancio di previsione 2007, che già tiene conto della cessione, «troviamo che i proventi sono pari a zero (le bollette 2007 verranno pagate all'ACA) mentre le uscite previste ammontano a € 2.407.031,18».
«Questo vuol dire», continua il coordinamento, «che da un servizio gestito dal Comune che chiudeva in sostanziale pareggio passiamo ad un servizio ceduto ad altri che provoca perdite per quasi due milioni e mezzo di euro».
Come è possibile?
La risposta si troverebbe leggendo il Protocollo d'Intesa sulla vendita, stipulato il 28 marzo 2007 fra il Comune ed i nuovi proprietari.
Ad esempio l'art. 4 di tale Protocollo prevede che «….gli impianti di fognatura, acquedotto, depurazione ed i manufatti di prelievo e potabilizzazione vengono ceduti in uso gratuito ed a tempo indeterminato …» mentre l'art.5 stabilisce che «… i materiali di consumo ed i mezzi d'opera saranno contabilizzati al prezzo pagato dal Comune aumentato del 2% ovvero a valutazione da concordarsi fra le parti …» successivamente lo stesso art. 5 precisa che i mezzi d'opera ed i materiali di consumo verranno ceduti solo su richiesta del Soggetto Gestore (ACA) ed a prezzo da concordare (ma potrebbe anche non richiederli mai)».
«Quindi», sbotta la Base, «abbiamo regalato all'Aca tutte le reti idriche, gli impianti i manufatti di prelievo ecc. senza pretendere nulla in cambio?».


14/09/2007 13.05