Affido, parte il primo progetto pilota in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SCAFA. Al via il progetto di collaborazione fra l’Azienda Maiella e Morrone di Scafa e i servizi sociali del Comune di Pescara, per dare risposte al problema dell’affido familiare in tutta la provincia. La sinergia fra i due ambiti sociali, si pone l’obiettivo di garantire l’istituto dell’affido, attraverso l’integrazione delle risorse e delle esigenze presenti sul territorio, attività di formazione per gli operatori e l’implementazione della rete di collaborazione.
«Si tratta di un atto congiunto – sottolinea il Direttore della Maiella e Morrone Emiliano Di Genova – che sancisce un'importante collaborazione fra ambiti, al fine di creare una vera e propria rete di affido, così come indicato nelle linee guida della Regione Abruzzo, per dare risposte concrete alle esigenze del territorio. In questa direzione, la strada che abbiamo deciso di intraprendere con il Comune di Pescara, è il proseguimento di un discorso che abbiamo già avviato lo scorso anno con la campagna di sensibilizzazione del servizio di affido. Grazie al lavoro svolto dalla speciale equipe, siamo riusciti a coinvolgere numerosi cittadini dei diciotto Paesi della Comunità Montana Maiella Morrone, incrementando il numero di persone disposte a prendersi cura di minori privi temporaneamente di un ambiente familiare idoneo».
Incremento, che ha portato ad una disponibilità numerica di famiglie affidatarie nel territorio Maiella Morrone, più consistente rispetto allo stato di necessità dei minori. Le persone interessate all'affido familiare, (in base a quanto previsto nell'accordo sottoscritto) saranno segnalate dall'Azienda per il sociale di Scafa ai servizi sociali del Comune di Pescara, oberato da richieste di affido.
A spiegare l'importanza di questo servizio, sono le assistenti della speciale equipe di affido (sociologa Dorinda Silvestri e assistente sociale Carmelina Ciavarretta) che si affiancano il lavoro svolto presso lo sportello nel Distretto Socio - Sanitario di Scafa.
«Informiamo i cittadini interessati - spiega la sociologa Dorinda Silvestri - sulle modalità dell'affido familiare e sui tempi previsti, che sono al massimo di due anni. Ci tengo a precisare, che è fondamentale guardare all'istituto dell'affido come una forma di prevenzione al disagio familiare, alla quale si può arrivare, solo attraverso la diffusione della pratica dell'affido part – time, senza sradicare definitivamente il minore dal nucleo familiare d'origine».
E' importante ricordare, che si può ricorrere all'affido solo nel caso in cui la famiglia d'origine si trovi nell'impossibilità temporanea di rispondere ai bisogni dei figli. Dal canto suo, il soggetto affidatario (coniugi con o senza figli, coppie conviventi e persone single), non deve far altro che trovare uno spazio nella propria vita affettiva, evitando al minore temporaneamente privo del nucleo familiare, anche la sofferenza di dover essere inserito in un Istituto.
Compito dell'equipe della Maiella e Morrone, è non solo quello di informare e orientare il cittadino interessato all'affido, ma anche quello di offrire consulenze e sostegno alla famiglia affidataria «redigendo caso per caso – evidenzia l'assistente sociale Carmelina Ciavarretta - progetti personalizzati e monitorando, durante tutto il periodo, il percorso dei bambini affidati, delle loro famiglie di origine e di quelle affidatarie».

13/09/2007 14.24