Test universitari:«Sono validi quelli con gli errori. Governo parte civile»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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UNIVERSITA'. Il governo si costituirà parte civile in un eventuale procedimento per l'inchiesta dei test di ammissione truccati dello scorso anno accademico. «Chiederò al rettore di Bari», ha detto Mussi questa mattina, «e ai rettori di tutti gli atenei dove si sono registrate anomalie di adottare la massima severità. Chiedo alle corti disciplinari di eliminare dalle università i corrotti e i corruttori».
Nell'inchiesta è finita anche la D'Annunzio. E sui test d'ingresso di Medicina sbagliati della scorsa settimana sempre il ministro ha assicurato «non verranno annullati».
E' quanto ha dichiarato questa mattina a Palazzo Chigi nel corso della conferenza stampa il ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi.
«Gli errori trovati nei test non provocano l'annullamento come ha ribadito l'Avvocatura dello Stato, in quanto non sussistono i presupposti giuridici - ha riferito ancora Mussi -; sono legittimi anche per correttezza nei confronti di chi li ha superati».
Il ministro ha chiamato in causa anche il caso di Messina dove si sarebbe registrato un alto numero di studenti con ottime votazioni agli esami di ammissione che il ministro definisce «anomalie statistiche evidenti. C'è un sospetto fondato che qualcosa non è andato bene».
Mussi ha comunque sottolineato che invierà gli atti alla procura di Messina per verificare quei risultati, poi si deciderà sul da farsi.
Ma il ministro si è dimostrato molto severo nei confronti di chi ha commesso gli errori nei test d'ingresso: «trovo molto grave che una commissione di professori illustri, dieci in tutto, chiamati a formulare un elenco di 80 quiz, possa averne sbagliati due, una con una doppia risposta giusta e un'altra con cinque risposte sbagliate. Si tratta di una percentuale intollerabile».
Il rappresentante del Governo ha però precisato che questa commissione «ha esaurito il suo compito».
Errore fatale, insomma, per i professionisti che non avranno modo di ripetersi.
Tutto il polverone adesso richiama l'attenzione su una svolta da compiere: «bisognerà rivedere il sistema delle regole di ammissione alle facoltà universitarie e i metodi di selezione. Certi numeri chiusi sembra che proteggano piu' delle corporazioni che non il fabbisogno. Bisogna verificare questi standard».

DOPO TEST SBAGLIATI STUDENTI CONTRO IL GOVERNO

Stamattina centinaia di studenti hanno partecipato all'assemblea che si è tenuta presso la Facoltà di Medicina, organizzata da Azione Universitaria.
Molti gli interventi di studenti contro il Governo e che contestano al Ministro Mussi di «non assumersi le responsabilità dei propri errori».
Azione Universitaria, che a Bari aveva anche organizzato i corsi gratuiti per aiutare gli studenti a preparare il test di ingresso, ha garantito anche assistenza legale sia a tutti gli studenti che sono rimasti esclusi per colpa degli errori di formulazione dei test da parte del Ministero, che agli studenti rientrati in graduatoria nel caso che la prova dovesse essere ripetuta.

«SI INDAGA SU UNA VENTINA DI STUDENTI DI BARI, ANCONA E CHIETI»

Per quanto riguarda invece l'inchiesta giudiziaria che colpisce gli atenei di Bari, Ancona e Chieti in cui nello scorso anno accademico si sarebbero svolti test di ammissione truccati sono 21, per ora, gli studenti che sono finiti nei guai.
Le 21 aspiranti matricole - che durante le prove di ammissione, secondo gli investigatori, hanno ricevuto aiuti esterni, anche attraverso l'uso di telefoni cellulari - sono già state identificate e denunciate dai militari al pm inquirente, Francesca Romana Pirrelli.
Dieci ragazzi dovrebbero essere iscritti oggi nel registro degli indagati, gli altri 11 domani.
Nei loro confronti dovrebbero essere ipotizzati i reati di concorso in corruzione con pubblico ufficiale, truffa ai danni dello Stato, concorso in abuso di ufficio.
Fonti della procura di Bari parlano di 4-5 studenti, la maggior parte di origine pugliese, indagati per aver commesso i presunti illeciti sostenendo i test a Chieti.


«MEDICI, GENITORI ED ESPERTI DI PC NEI GUAI»

Oltre agli studenti, nelle indagini dirette dalla procura barese sono indagate sette persone che avrebbero messo in piedi la truffa. Sono il prof. Maurizio Procaccini, direttore dell'Istituto di Scienze odontostomatologiche e presidente del corso di laurea di Odontoiatria e protesi dentaria dell'Università politecnica delle Marche; il ginecologo Giuseppe Varcaccio, che è anche consigliere comunale di An a Bari, che aveva un figlio che partecipava ai test; Marcantonio Pollice, il figlio Giulio e sua moglie Paola Favaretto, titolari di una società di Polignano a Mare (Bari) che preparava gli studenti ai test; l'esperto di informatica Francesco Avellis, ed Emanuele Valenzano, papà di una studentessa che partecipava ai test.
Nei loro confronti s'indaga per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa ai danni dello Stato.
Le perquisizioni e i sequestri sono stati compiuti sia nei confronti degli indagati sia negli atenei interessati.
«Mente della truffa», secondo gli inquirenti sarebbe «Pollice, medico in pensione che organizzava un corso di preparazione al test pagato dagli studenti sino a 7.000-8.000 euro: essi sapevano però di potere contare, durante la prova, su un aiuto organizzato. In caso di ammissione alla facoltà scelta», spiegano ancora gli inquirenti, «il candidato doveva versare una quota che poteva essere fino a quattro volte quella iniziale».

UNIONE DEGLI STUDENTI

L'Unione degli Universitari di L'Aquila in merito ai test di
ammissione delle lauree sanitarie, «ritiene l'ipotesi di ripetizione del test nazionale il riproporsi di un'inutile farsa».
«Noi crediamo», spiega il portavoce Geraldine D'Alfonso «infatti che debba essere garantito agli studenti risultati vincitori del concorso il diritto ad iscriversi a Medicina, e contestualmente invitiamo gli esclusi a fare ricorso per essere ammessi anch'essi al corso di laurea».
L'Udu l'Aquila contesta anche l'idea che il diritto negato agli studenti esclusi sia "in opposizione" al diritto di chi il test l'ha superato, diritto che oggi non può essere messo in discussione.
«Diversa è la situazione rispetto alle irregolarità nello svolgimento
presso le sedi», spiega l'organizzazione, «lì, oltre ad una indagine rigorosa della magistratura che indaghi anche su eventuali connivenze interne agli Atenei, i test vanno inevitabilmente ripetuti, ma solo per il caso locale. L'Udu ritiene non piu' riproponibile, dopo il caos di quest'anno, un nuovo anno con un numero chiuso e l'abrogazione della 264/99, rifuggendo però dalla ridicola soluzione di canalizzazione voto diploma - iscrizione all'università, non piu' procrastinabile...»


12/09/2007 15.42