Wwf: «Da 10 anni sospetti sull’inquinamento dell’acqua potabile»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Wwf: «Da 10 anni sospetti sull’inquinamento dell’acqua potabile»
PESCARA. «Livello di attenzione fin dal 1997», un esplicito invito a mantenere «discrezione» sull’emergenza in corso, «l’ostruzionismo» e la «mancata trasparenza degli enti». Il Wwf è tornato ieri sullo scandalo dell’acqua inquinata con nuovi documenti che se possibile gettano nuove ombre sulla vicenda che, con grossa fatica e tassello dopo tassello, l’associazione ambientalista sta cercando di ricostruire «senza alcun aiuto da parte delle istituzioni che avrebbero l’obbligo di informare i cittadini». LE RISOLUZIONI APPROVATE DAL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PESCARA TUTTA LA STORIA ED IL DOSSIER CON I DOCUMENTI

LA VIGNETTA DI GIO

Secondo i documenti l'inquinamento della falda dei Pozzi di Castiglione a Casauria destinati a produrre acqua per consumo umano era conosciuto fin dal 1997.
Le analisi risalenti al 1997 evidenziano uno stato di contaminazione dei pozzi da «composti organo clorurati».
«Questo campanello d'allarme non comportò, dall'esame dei documenti in nostro possesso, alcun approfondimento da parte dell'Ausl, nonostante la vicinanza di una grande industria chimica posta a monte dei pozzi», ha spiegato Fabio De Massis, vice presidente.
Quando inizia il monitoraggio delle falde da parte dell'Arta, nell'agosto del 2004, alla segnalazione del superamento dei limiti per alcuni composti si ha la dichiarazione di “stato di allerta” da parte dell'Ausl e la conseguente denuncia alla Procura della Repubblica.
Intanto dai pozzi, che sono attivi dal 1990, continua ad essere emunta ed immessa in rete acqua.
Successivamente nella determina DF3/06/05 la Regione Abruzzo richiede la «necessità di effettuare un monitoraggio chimico fisico giornaliero delle acque di falda emunte dal campo pozzi in questione e nell'area di alimentazione dello stesso allo scolpo di garantire la necessaria tempestivo nell'adozione di eventuali interventi a tutela della salute pubblica».
«Queste analisi giornaliere dove sono?», si chiede l'associazione ambientalista, «qualcuno si è preoccupato di assicurare ai cittadini che nelle acque non vi fossero sostanze pericolose?».

Nella analisi del 2005 l'Arta aveva trovato il tetracloruro di carbonio, il tetracloroetilene, ed altri composti estremamente pericolosi, non previsti nelle tabelle del Dlgs 31/2001, quali il pentaclorobenzene e l'esaclorobutadiene.
Il primo, ad esempio, è un composto estremamente tossico per i reni, fegato e per lo sviluppo. Si accumula nell'organismo e può attraversare la placenta, tanto che nella scheda di sicurezza dell'Onu si può leggere «evitare l'esposizione di donne in gravidanza».
Il secondo, anch'esso tossico per reni e fegato, è anch'esso estremamente pericoloso anche a bassissime dosi, tanto che l'Oms ha posto un valore di riferimento di 0,6 microgrammi/litro (limite superato nello 0,1% delle acque potabili statunitensi).

NUOVE SOSTANZE TOSSICHE DI CUI FINORA NON SI SAPEVA

Si aggiungono anche altri composti di cui è difficile, per ora, stabilire l'esatta tossicità, quali il pentaclorobutadiene e idrocarburi.
«Dopo che alcuni cittadini ed il WWF hanno segnalato la presenza di tali sostanze pericolose nell'acqua quali “interventi a tutela della salute umana sono stati adottati”?», chiede Augusto De Sanctis, presidente.
«Siamo molto preoccupati», continua De Sanctis,«perché nessuno ci ha fornito dati che possano escludere un possibile inquinamento delle falde da molto tempo prima del 1997 con un possibile prolungato rischio di esposizione della popolazione sin dall'apertura dei pozzi. Inoltre nessuno ci ha fornito i dati di quelle analisi giornaliere richieste dall'Arta e della Regione Abruzzo tanto da non poter avere un'esatta misura della contaminazione; la concentrazione d'inquinanti nel tempo è cambiata: ad esempio, l'esaclorobutadiene, per alcune analisi è stato presente con una concentrazione di 0,2 microgrammi/litro ma, nel giugno 2007, è schizzato, pre-filtro, a 1,24 microgrammi/litro, due volte il valore di riferimento dell'OMS».
«Inoltre», continua ancora il presidente del Wwf,«altre sostanze come il pentaclorobenzene non risulta sempre cercato in tutte le analisi in nostro possesso. Ancora, il Tetracloruro di Carbonio, negli ultimi due mesi ha avuto concentrazioni, all'uscita dei pozzi, poco oltre il valore di riferimento dell'OMS di 4 microgrammi/litro, anche se i filtri in questo caso facevano spesso aumentare la concentrazione. A Chieti, alle fontanelle, si è registrata la presenza di questo composto a concentrazioni maggiori di 1 microgrammo/litro. Ebbene, a settembre del 2005 vi è stato un picco di 13,8 microgrammi/litro all'uscita dei pozzi».

WWF:«FARE UN SALTO DI QUALITA' NELLA GESTIONE DEL PROBLEMA»

Così l'associazione chiede agli enti «un salto di qualità e una presa di responsabilità» che implichi l'azione netta e chiara della Regione in primo luogo e che compia un'opera di controllo e sprone verso gli enti sottoposti.
E' necessario procedere, secondo gli ambientalisti, ad un'attenta analisi della storia di inquinamento di questi pozzi, attraverso una procedura di Valutazione del Rischio per la popolazione.
Ad esempio, in assenza di dati completi per il passato, sarebbe fondamentale continuare a monitorare i pozzi S. Angelo avviando un'indagine a larghissimo raggio per individuare tutte le sostanze che quella falda ha potuto riversare nella rete, le loro concentrazioni medie e quelle di picco. Per quanto riguarda le sostanze sarà necessario capire anche l'”effetto cocktail”, visto che gli organi bersaglio di gran parte di quelle trovate sono fegato e reni.
Si ribadisce inoltre la necessità di avviare una approfondita indagine epidemiologica, così come richiesto dal consiglio comunale di Pescara.
Ma per affrontare al meglio il problema occorre costituire un gruppo di lavoro aperto a tutti i cittadini ma anche alle istituzioni sovraregionali -che in questa vicenda «hanno dimostrato superficialità ed incompetenza»- a maggiore garanzia dei cittadini.

LE ANALISI DEL 1997


I VERBALI DELLA REGIONE DI OTTOBRE 2004 E GENNAIO 2005


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IERI IL CONSIGLIO PROVINCIALE SUL PROBLEMA ACQUA

Sono molte le decisioni prese dal consiglio provinciale di ieri.
«Costituire un organo tecnico collegiale composto da esperti designati dai soggetti pubblici competenti in materia di servizio idrico integrato con compiti di accertamento, predisposizione e comunicazione dei dati; rendere pubblici i dati entro massimo tre giorni dalla rilevazione, anche attraverso un apposito sito internet; impostare un Piano di interventi del sistema idrico integrato con prospettive di medio e lungo periodo, che preveda il sistema duale di distribuzione di acque potabili e non potabili, da sottoporre all'approvazione ed al contributo finanziario del governo nazionale, della Regione e degli enti locali, nonché al corretto utilizzo dei potabilizzatori del fiume Pescara, da tempo realizzati e tuttora inutilizzati; proporre ai competenti organi nazionali e regionali l'emanazione di norme tendenti a regolare unitariamente ed equilibratamente a livello regionale il costo del “ristoro ambientale”, a favore dei Comuni nei cui territori siano collocate le fonti di approvvigionamento delle acque, affinché sia posto a carico degli utenti sulla base del criterio della proprietà pubblica e del fine collettivo dell'uso di tutte le acque;
inserire i rappresentanti delle Province abruzzesi negli organi amministrativi degli Ato, in attesa di un'auspicabile e definitiva riforma, che potrebbe eliminare tali enti attribuendone le funzioni di programmazione e controllo alle Province stesse e garantendo alle assemblee dei sindaci la rappresentanza degli interessi locali, con attribuzione alle stesse del potere di esprimere pareri obbligatori ed eventualmente, in limitati casi, vincolanti».

Questi sono i provvedimenti principali decisi dall'assemblea presieduta da Filippo Pasquali dedicata proprio alla crisi dell'acqua che ha approvato la mozione presentata da Aurelio Giammorretti, capogruppo de “La Margherita-per il Partito democratico e per l'Unione”.
Il provvedimento è passato a maggioranza al termine di un'articolata discussione durata quattro ore e nel corso della quale sono intervenuti anche Giorgio D'Ambrosio, presidente dell'Ato, Bruno Catena, presidente dell'Aca, Gaetano Basti, direttore dell'Arta, Augusto De Sanctis del Wwf Abruzzo, e Roberto Rongione, responsabile del servizio di Tutela ambientale della Asl (assente Adriano Goio, commissario straordinario del bacino Aterno-Pescara).
Alla fine sono stati 7 i voti favorevoli espressi dagli esponenti di centrosinistra rimasti in aula. Contrario il parere di Fabrizio Rapposelli, capogruppo di Pescara Futura, unico dell'opposizione presente al momento del voto. Sandro Di Minco, capogruppo di rifondazione Comunista, invece, ha preferito astenersi.
Nell'audizione è stato ascoltato anche il direttore dell'Arta, Gaetano Basti, che ha anche fatto riferimento ad una analisi recente dell'agenzia per l'ambiente che evidenza in maniera inoppugnabile la causa dell'inquinamento nel sito della Solvay.
Secondo questo studio commissionato dalla Regione si ridimensionerebbe l'apporto delle discariche abusive e tossiche soperte ad inizio 2007 mentre avrebbe una incidenza preponderante l'area sulla quale sorge il sito industriale.
Un problema non nuovo e che si conosceva anche se non vi sarebbero al momento dati certi e ufficiali che possano in qualche modo parlare con dati scientifici.
Per questo il direttore generale Basti chiederà alla Regione di procedere con un progetto già stilato che utilizzerà speciali traccianti chimici che possano dire con certezza la provenienza delle sostanze.
Si ricorda che l'attuale sito occupato dalla Solvay è da oltre 100 anni sede di industrie chimiche.
Secondo alcune voci mai confermate negli anni si sarebbe provveduto addirittura ad interrare rifiuti chimici nel sito stesso dove poi sono stati costruiti i capannoni industriali.
Basti ha anche confermato come le falde acquifere di Colle Sant'Angelo continuino ad essere inquinate. Anche le più recenti analisi dimostrano come l'inquinamento sia continuo.




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