Test d'ingresso nella bufera: su quelli del 2006 scatta l'inchiesta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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UNIVERSITA' CHIETI. Test di ingresso universitari nella bufera. Se per quelli di Medicina svolti la settimana scorsa c'è chi continua a chiedere l'annullamento, quelli dello scorso anno finiscono addirittura in una inchiesta giudiziaria che vedrebbero indagate 7 persone e coinvolte 50 persone. Le indagini sono guidate dalla Procura di Bari e toccano anche l'Ateneo D'Annunzio. L’Ateneo teatino però smentisce. «NESSUN SEQUESTRO A CHIETI SOLO UNA RICHIESTA VIA FAX»
«A noi non risulta alcuna perquisizione», dice a PrimaDaNoi.it il rettore Franco Cuccurullo, «la procedura prevede che per qualunque cosa debbano rivolgersi a me o al direttore generale cosa che appunto non risulta. Cercheremo di appurare e approfondire questo dettaglio al più presto».
Perquisizioni e sequestri sono stati compiuti,secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa, nelle ultime ore da militari del nucleo di Bari di polizia tributaria della guardia di finanza nell'ambito di indagini - avviate un anno fa - sui test di ingresso alla facoltà di medicina e odontoiatria delle Università di Bari, Ancona e appunto Chieti.
L'ipotesi investigativa ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa ai danni dello Stato.
Nelle indagini sarebbero coinvolti una cinquantina di studenti che nel corso della prova di ammissione alla facolta' avrebbero ricevuto aiuti esterni per superare la prova, anche tramite l'utilizzo di telefoni cellulari.
Le indagini sono dirette dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Bari.

NUOVA BUFERA OGGI

Ma oggi all'ateneo abruzzese si continua a parlare anche dei test di ammissione conclusi da pochi giorni in cui sono stati riscontrati due errori nei quiz di medicina.
In una domanda a risposta multipla figuravano ben due risposte esatte, mentre in una seconda domanda tra le tre opzioni non vi era quella esatta.
Si è ancora in attesa che il ministero dell'Università e della Ricerca prenda una decisione definitiva sul da farsi. Annullare l'esito dei test o calcolare i punteggi sui 78 quesiti esatti?
«Rifare i test di ammissione in tutta Italia», ha commentato il rettore dell'Ateneo di Chieti, «non sarebbe una soluzione facile, sia per gli aspetti burocratici non indifferenti da risolvere, sia per i costi da sostenere. E poi, chi è stato già ammesso adesso non è detto che lo sia anche successivamente».
E questo provocherebbe, naturalmente, ulteriori difficoltà, con prevedibili code e ricorsi.
Secondo il rettore di Chieti e presidente del Crui il ministero valuterà per tutti esatte le risposte ai due quesiti errati, così da evitare per tutti discriminazioni ed effetti derivanti da un errore «che non doveva esserci».
Cuccurullo ha tenuto a precisare che, in ogni caso, gli atenei non hanno responsabilità: «Aspettiamo la decisione del ministero».
«La prova», ha commentato invece Alfonso Magliocco (dirigente nazionale di Azione Universitaria, «resta gravemente pregiudicata e la modifica postuma della valutazione produce nient'altro che l'alterazione delle più elementari regole della leale concorrenza tra i candidati andando a penalizzare i candidati più preparati in fisica e matematica; inoltre, tutte le aspiranti matricole hanno comunque visto compromesso lo svolgimento dell'intera prova giacché una considerevole porzione del tempo disponibile (due ore) è stata distratta per cercare di trovare una risposta a domande dichiarate "impossibili" solo successivamente dall'ineffabile Mussi».

Secondo le votazioni medie dei candidati e aspiranti studenti di Medicina è emerso che le migliori "menti" si siano concentrate nella Facoltà di Messina, dove i migliori 10 hanno ottenuto un punteggio di 71.18. Di gran lunga inferiore il risultato degli studenti che hanno risposto ai quiz nell'Ateneo dell'Aquila (60,33) e Chieti (60,25).

10/09/2007 15.13

«NESSUN SEQUESTRO A CHIETI SOLO UNA RICHIESTA VIA FAX»

Nessuna visita della finanza oggi all'Università di Chieti ma solo una richiesta via fax girata però dal distaccamento di Parma al preside dela facoltà di medicina.
Secondo quanto si apprende da fonti interne all'Università la richiesta sarebbe stata rivolta per ottenere la disposizione dei banchi e delle persone che lo scorso anno hanno sostenuto i test di ingresso.
Contestualmente sono stati richiesti anche i nominativi dei vincitori delle prove del 2006.
Carmine Di Ilio, preside Facoltà di medicina conferma che si tratta di notizie relative al «test di ingresso per l'anno accademico 2006-2007».
Viene confermata anche la provenienza del fax che risulta essere Parma.
«Hanno richiesto alla nostra segreteria studenti», ha spiegato Di Ilio, «i nominativi e le disposizioni dei candidati disposte in alcune aule poiché non disponiamo di ambienti sufficientemente ampi per ospitare 1300 persone. Tutta la documentazione è stata inoltrata prontamente in un pacco poiché si tratta di numerosi fogli».


L'INCHIESTA DI BARI

I finanzieri hanno documentato l'esistenza di una organizzazione composta tra l'altro da un docente universitario e da un dipendente amministrativo dell'università di Bari che ha provveduto a fornire ad almeno una cinquantina di studenti le risposte esatte dei test nel corso dell'ultima prova di ammissione che si è svolta il 4 e il 5 settembre scorso.
Gli investigatori hanno intercettato nel corso dello svolgimento della prova telefonate e sms, hanno filmato movimenti di persone che riuscivano a fare arrivare le domande dei test ad una vera e propria sala operativa dove i quesiti venivano risolti e inviati per sms o per telefono ai candidati.
L'organizzazione aveva fatto in modo da far iscrivere alla prova per ogni studente almeno una o più persone che lo avrebbero aiutato, ed aveva concordato anche la composizione delle aule.
Questo tentativo, almeno nell'università di Bari, sarebbe stato sventato grazie al rettore che, poco prima del concorso, ha deciso di ricollocare gli studenti in aula in base all'età.

10/09/2007 16.19