Emergenza idrica, nuovo esposto: «vogliamo i responsabili»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Ennesimo esposto sull'acqua inquinata e la carenza idrica che ha fatto danni nel corso dell'estate. Questa volta a presentarlo alla Procura della Repubblica sono state la Confederazione Generale dei Consumatori della Provincia di Chieti e L'associazione Pro Loco "La Vallata".
L'agosto 2007 verrà ricordato per lungo tempo per l'emergenza idrica che ha interessato tutta la Val Pescara. La situazione più critica si è verificata sicuramente a Chieti e adesso scatta l'esposto «per conoscere i reali motivi dell'emergenza, quali siano state le azioni e/o omissioni che hanno comportato l'ingenerarsi, il protrarsi e l'aggravamento delle conseguenze del fenomeno, e soprattutto se possa essere rinvenuta, forma di responsabilità di qualsivoglia tipo».
«Il tutto si è verificato», si legge nell'esposto, «a causa della chiusura dei pozzi di Castiglione a Casauria (PE), già interessati da episodi di inquinamento». Ma l'esposto chiede alla Procura di verificare se ci siano state anche altre cause e soprattutto indagare «per verificare i soggetti che con le loro azioni e/o omissioni hanno consentito e/o reso più cogente l'emergenza» Nell'esposto si chiama in causa anche la delibera della Regione che ordinò all'Ato ed all'Aca competenti la chiusura dei pozzi di Castiglione a Casauria, «in quanto già allora ritenuti inquinati».
«Ordine che fu disatteso», si ribadisce nell'esposto, «con conseguente necessità di spese niente affatto insignificanti per l'utilizzo di filtri che allo stato vengono riferiti come saturi e, quindi, non in grado di depurare l'acqua che arriva nelle case anche dei cittadini di Chieti» L'esposto parla chiaramente anche di «inefficace realizzazione di un apposito piano per fronteggiare emergenze», una assenza che ha causato problemi ai cittadini.
La Federconsumatori sottolinea anche che «il Comune di Chieti quanto l'Aca hanno lasciato la cittadinanza sostanzialmente all'oscuro di quanto avveniva, delle motivazioni alla base dell'emergenza idrica, degli orari di erogazione del prezioso liquido, della data (ad oggi ancora sconosciuta) di definitivo superamento della problematica».
Problemi economici, invece, sono quelli che hanno colpito «i titolari degli esercizi pubblici, i quali hanno dovuto aggiungere -ai disagi comuni a tutta la cittadinanza- una forma di danno economico ulteriore» per i consumi di confezioni di acque minerali e per l'acquisto di stocks di piatti, bicchieri, posate mono-uso», senza calcolare poi «la perdita –inevitabile- di clientela nei periodi di mancata erogazione dell'acqua nonché per i danni patiti da beni strumentali quali lavastoviglie, macchine per caffè o gelati e similari»


07/09/2007 15.53