Degrado cittadino, «nasce il comitato abruzzese del paesaggio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «L'Abruzzo sta perdendo i suoi paesaggi e molta della sua storia» e così nasce un comitato che vigilerà e denuncerà. L'iniziativa è di Andrea Iezzi.
Disastri ambientali, quasi sempre favoriti dalla mano dell'uomo, e una politica poco attenta alla cultura. Il fervore edilizio che sembra aver rianimato l'economia regionale, «frutto di operazioni speculative per lo più di bassa qualità».
Come dire basta?
Nel luglio scorso un gruppo di giovani, appoggiato da alcuni comitati di cittadini, si è costituto in una sigla.
"Comitato Abruzzese del Paesaggio" è la diramazione a livello locale del Comitato Nazionale del Paesaggio dell'onorevole Carlo Ripa di Meana e di Oreste Rutigliano. «Bisogna portare avanti molte battaglie per cambiare il rapporto tra la politica e la gestione del territorio», spiega Andrea Iezzi, presidente dell'associazione.
«A Pescara», spiega ancora il promotore del comitato, «stupisce notare che neppure le poche zone vincolate siano risparmiate da una gestione davvero dissennata».
Ed ecco alcuni esempi che il comitato contesta: «nel quartiere della Pineta dannunziana, ad esempio, sporcizia e degrado la fanno da padrone.
Sul viale Primo Vere, gli oleandri incolti, marciapiedi sconnessi e sporchi, un solo cestino per i rifiuti. La musica ad alto volume e senza orari di alcuni stabilimenti – Le Paillote, Il Circolo della Vela, Il Tramonto - allieta la vita ai fortunati proprietari delle adiacenti storiche ville. Li convinceranno forse ad aprire loro stessi una balera, o una discoteca con musica araba o latinoamericana?» E poi ancora: «in via Luisa D'Annunzio, al numero 15, dietro all'ormai storicizzato e festeggiato "Ex-Kursaal- ex-Aurum ex...", un villino a due piani è stato cinto improvvisamente con un'alta lamiera di ferro su cui campeggiano le scritte della derattizzazione, avvenuta pochi giorni fa. I topi scatenati in agosto? Vi è il sospetto che in progetto vi siano altri interventi. In via figlia di Iorio, al numero 9, è stato demolito un villino degli anni '30 ad un piano per costruire una casa a tre piani, lastricata di marmi, completamente fuori dalla tipologia abitativa locale».
«Sul lato del mare i piccoli villini – un tempo gemelli a questo - sono ormai sepolti dal muro di recinzione del palazzo confinante a quattro piani, costruito al posto del canneto, sulla ex via De Nardis, ora parte del lungomare Papa Giovanni XXIII, numero 54, all'angolo con via De Titta. D'improvviso le cubature sono duplicate, se non triplicate. Le ville costruite poco distante sullo stesso Lungomare, solo pochi anni fa, erano infatti di due piani e di fattura decisamente migliore».
E di casi come questi ce ne sono ancora tanti. «E la Soprintendenza?», domanda Iezzi. «Eppure ha una sede a Pescara…così poco vigile e facilmente incline a non salvare nulla? Anche loro dovranno risponderne. Ci auguriamo che la Procura e gli altri organi competenti ripristino presto la legalità».
Per informazioni o aderire al comitato paesaggioabruzzo@libero.it


05/09/2007 10.34