Progetto Micron. I rifiuti sono tanti, la battaglia s’infuoca

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LUCO DEI MARSI. La mobilitazione dei cittadini di Luco dei Marsi potrebbe imporre all'amministrazione comunale di rimettere fortemente in discussione il progetto di far costruire dalla Mirror un “inceneritore” industriale sul territorio comunale. La stessa amministrazione provinciale ha assunto una posizione di sospensione dell'iniziativa. Nella provincia dell'Aquila sono sei i progetti simili. A CHIETI CHIARIMENTI CHIESTI DAL COMUNE SU IMPIANTO SMALTIMENTI. EMERGENZA DISCARICA CASONI. TUTTI CONTRARI E PARTE LA RACCOLTA DI FIRME

LUCO DEI MARSI. La mobilitazione dei cittadini di Luco dei Marsi potrebbe imporre all'amministrazione comunale di rimettere fortemente in discussione il progetto di far costruire dalla Mirror un “inceneritore” industriale sul territorio comunale. La stessa amministrazione provinciale ha assunto una posizione di sospensione dell'iniziativa.
Nella provincia dell'Aquila sono sei i progetti simili.




A CHIETI CHIARIMENTI CHIESTI DAL COMUNE SU IMPIANTO SMALTIMENTI. EMERGENZA DISCARICA CASONI.


TUTTI CONTRARI E PARTE LA RACCOLTA DI FIRME




E' uno degli eventi traumatizzanti più forti vissuti dal territorio dell'Abruzzo interno non tanto per il progetto di cui per ora si conosce purtroppo poco quanto per la “gestione delle informazioni”.
Inutile dire che un argomento che tocca così da vicino il mondo dei rifiuti fa sobbalzare sempre qualcuno che intravede magari un calo di affari.
Non diciamo nulla di nuovo se ribadiamo la presenza di numerose discariche abusive e casi eclatanti nella zona di stoccaggio abusivo di rifiuti pericolosi ad opera spesso di gruppi malavitosi.
Un impianto di smaltimento potrebbe generare ripercussioni nel sistema esistente?
Alla domanda -a cui non sappiamo rispondere- hanno fatto seguito una serie di affermazioni e dichiarazioni che per ora hanno messo in crisi il progetto della multinazionale.
«E' una vittoria della democrazia», ha commentato Marco Fars, coordinatore federazione marsicana di Rifondazione comunista, «per la quale un ringraziamento commosso va dato al popolo di Luco e soprattutto alla sua "meglio gioventù"».
Tra l'Aquila e la Marsica, come riporta il sito Indymedia, sarebbero in totale 6 i progetti approvati e finanziati per la realizzazione di 3 centrali a biomassa e di 3 termovalorizzatori: un termovalorizzatore all'Aquila e il rimanente in Marsica.
Numeri da capogiro che mettono in luce come l'Abruzzo sia diventato nell'arco di breve tempo l'unica regione in Italia dotata di un programma triennale di "filiera delle biomasse".
«Complessivamente», chiarisce Indymedia, «saranno più di 130 i MegaWatt termici di potenza prodotta e 450.000 le tonnellate di biomassa bruciate ogni anno, per uno sfruttamento di più di 20.000 ettari di territorio. Oltre a fanghi organici, scarti agroindustriali, biodiesel e rifiuti solidi urbani si stima che bruceranno ogni anno circa 300.000 tonnellate di biomassa legnose, da recuperare in 15.000 ettari di terreno».

A Trasacco dovrebbero arrivare 1.800.000 euro per una centrale a ciclo anaerobico da 0,6 MegaWatt di potenza, alimentata con 15.000 tonnellate di scarti agricoli e fanghi organici, per uno sfruttamento di 750 ettari di terreno.
Ad Ortucchio, progetto simile e 3.600.000 euro. Bruceranno 80.000 tonnellate di scarti agricoli e fanghi organici sparsi su 200 ettari. Un totale di 4.000 ettari di terreno sfruttato. Si parla di produzione di compost e di teleriscaldamento per serre .
A Collarmele è prevista una centrale da 35 MegaWatt di potenza per la produzione di biodisel (75.000 tonnellate l'anno). Bruceranno 130.000 tonnellate di resti di biodisel e 80.000 tonnellate di resti legnosi per uno sfruttamento di 4.000 ettari di terreno.
Ad Avezzano un termovalorizzatore gestito dal gruppo Sadam, finanziato dal gruppo Falk, alimentato con 144.000 tonnellate annue di biomassa forestale e colture legnose. L'equivalente di 7.200 ettari di terreno sfruttato. Produrrà energia (34 MegaWatt elettrici di potenza) e vapore (28 MegaWatt termici di potenza).
A Luco dei Marsi, invece la Micron dovrebbe realizzare un termovalorizzatore da 50 MegaWatt di potenza. Prevede il recupero di 920 metri cubi a ora di acque di scarico dal nucleo industriale, 50.000 tonnellate di scarti agroindustriali e 270.000 tonnellate di rifiuti speciali da cui ottenere produzione di biogas, idrogeno, energia elettrica e calore. 4.000 saranno gli ettari di terreno sfruttato.
Un termovalorizzatore all' Aquila. Produrrà energia (5 MegaWatt elettrici di potenza) e vapore (7 MegaWatt termici di potenza).
Bruceranno 56.000 tonnellate annue di coltura biomassa forestale, agricola e resti legnosi. 2.800 saranno gli ettari di terreno da sfruttare. Anche in questo caso si prevede un utilizzo per teleriscaldamento.

«PROGETTO CRITICO»

E Marco Fars sottolinea come da tempo Rifondazione abbia assunto una posizione critica «su un progetto il cui impatto è stato fortemente sottovalutato».
«Adesso la lotta deve continuare», sottolinea l'esponente di Rifondazione, «contro altre forme di speculazione industriale in campo energetico che vogliono fare affari sulla pelle dei cittadini».

05/09/2007 9.45

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A CHIETI CHIARIMENTI CHIESTI DAL COMUNE SU IMPIANTO SMALTIMENTI. EMERGENZA DISCARICA CASONI.

CHIETI. Lunedì 3 settembre 2007 si è tenuta la Conferenza di Servizio presso il Settore Ambiente ed Ecologia della Regione Abruzzo a Pescara, sotto la presidenza del Dirigente del Servizio, Franco Gerardini, per l'esame della proposta di Variante essenziale presentata dalla Società DE.CO , riguardante la realizzazione e l'esercizio di un nuovo impianto di trattamento meccanico e biologico e di recupero dei rifiuti urbani in località Casoni nel Comune di Chieti.

L'Amministrazione Comunale ha espresso forti riserve chiedendo «un adeguato approfondimento in ordine agli aspetti urbanistici della localizzazione dell'impianto che, peraltro , circostanza di cui ha dovuto prendere atto, risulta autorizzato dalla precedente amministrazione comunale» e che comporta la realizzazione di un impianto teoricamente idoneo a trattare 270.000 tonnellate di rifiuti provenienti dall'ATO Chieti – Pescara e che comprende l'intera provincia di Pescara ed il chietino .
«Confermo che si tratta di un impianto che non prevede né comprende termovalorizzazioni e recuperi energetici ovvero operazioni che non potranno mai essere svolte nel territorio del Comune di Chieti», ha precisato il sindaco Ricci, «ho chiesto, tenuto conto che la potenzialità dell'impianto non è giustificabile, una netta riduzione dell'impianto stesso e dell'entità dei rifiuti conferibili» .
La Conferenza di Servizio si è conclusa con la presa d'atto da parte del Dirigente del Servizio , Gerardini , della necessità di un complessivo approfondimento della questione. Erano presenti i Dirigenti del Settore Urbanistico del Comune di Chieti, arch. Enzo Paolini , e del Settore Ambiente del Comune di Chieti, ing. Giuseppe La Rovere , e per l'Amministrazione Comunale l'avv. Valter De Cesare , Assessore agli Affari Legali , Urbanistica del Comune di Chieti .

E a fine agosto, sempre in tema di rifiuti è intervenuta l'ordinanza nº 8 del 24 agosto 2007 , del Presidente della Giunta Regionale d'Abruzzo,disposta a seguito della richiesta della Provincia di Teramo, che proroga il conferimento dei rifiuti provenienti dal teramano per altri 4 mesi per lo smaltimento e trattamento presso la discarica Casoni di Chieti di circa 190 tonnellate giornaliere di R.S.U»..
«L'Amministrazione Comunale», ha concluso Ricci, «rappresenterà immediatamente alla Regione Abruzzo l'impossibilità di questo ulteriore conferimento di rifiuti fuori ATO e ciò a tutela dell'autosufficienza della discarica di Casoni tenuto conto che la medesima andrà ad esaurirsi entro non molto tempo e , altresì , che l'Amministrazione ha come obiettivo di conseguire entro i tempi tecnici necessari la chiusura della discarica e la realizzazione di un nuovo impianto in area urbanisticamente più consona e ciò in pieno accordo con la Regione Abruzzo e con l'Assessore Franco Caramanico».
05/09/2007 14.52