La giunta Angelucci nel fuoco delle polemiche e delle inchieste giudiziarie

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4088

FRANCAVILLA. La Guardia di Finanza e la Digos stanno indagando sulla Società mista che avrebbe ottenuto un appalto sul quale aleggiano molti dubbi circa la regolarità della procedura adottata e su passaggi di fondi avvenuti su conti correnti personali di un assessore e poi utilizzati per manifestazioni del Comune. E nei giorni scorsi anche a Francavilla sono scattati i sequestri di pratiche urbanistiche e di alcuni accordi di programma stipulati dal Comune con alcuni privati.
La Digos avrebbe già spulciato 51 delibere di vario genere recentemente acquisite. Il Comune è un po' in ambasce anche se si sta tentando di mantenere la calma. Dopo le inchiesta al comune di Montesilvano e Pescara sembra proprio che le amministrazioni cittadine siano destinate a essere passate al setaccio dagli inquirenti.
Per non parlare di Vasto, dove la magistratura sta indagando dopo che lo stesso sindaco Lapenna si è andato a autodenunciare.
E sono molti i sindaci che commentano:«è giusto che il lavoro di una amministrazione venga analizzato sutto il profilo della legalità e della correttezza»
«Si registrano ormai da diversi mesi degli sfaldamenti della maggioranza», commenta Roberto Basti, segretario provinciale della Fiamma Tricolore.
Nel corso della seduta di Consiglio Comunale di martedì pomeriggio, una pioggia di mozioni e di interpellanze è caduta sulla testa del sindaco e di un gruppo «troppo ristretto» come ha sostenuto proprio il Consigliere di maggioranza Franco Di Muzio dell' U.D.C. «di uomini su cui sono concentrati più poteri».
«Una pioggia caduta da più parti», continua Basti, «anche dall'opposizione, con interrogazioni provenienti da un nuovo soggetto politico che si prepara a candidarsi per le elezioni del prossimo anno, vale a dire il Movimento "Città Futura", fondato e guidato dall' ex DL Carlo De Felice».
Se per il " Piano Spiaggia " non c'è stata la preannunciata battaglia, (infatti Angelucci ha accolto la richiesta di rinvio presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico) «più delirata ed imbarazzante è risultata» la posizione del sindaco e degli assessori di fronte ai chiarimenti richiesti sia da Di Muzio che da De Felice.
Il leader di "Città Futura" ha chiesto, se fosse vero quanto pubblicato su alcuni giornali circa il passaggio poco chiaro di denari privati sui conti di un assessore, «un fatto inaccettabile, vietato dalla legge», ha tuonato De Felice.
Angelucci ha parlato per due ore, difendendo soprattutto se stesso più che la sua squadra della quale fa parte l'assessore al turismo Daniele D'Amario, amministratore cui sono puntati gli occhi di tutti perché quei soldi privati sarebbero stati utilizzati per manifestazioni organizzate dal suo assessorato.
«Non sono l'assessore di cui si parla», ha tenuto a precisare D'Amario che ha anche assicurato di essere disposto «ad andare in Procura anche domani, visto che io non ho nulla da temere, per fornire spiegazioni dettagliate su tutte le spese sostenute dall'Assessorato al Turismo».
De Felice ha poi chiesto le motivazioni che hanno indotto Angelucci, nell'altro ruolo di vicepresidente dell'ATO n° 4, a votare «senza sentire il parere della città che rappresenta», per l'aumento del 10% delle tariffe idriche.
«Anche qui la risposta del sindaco», continua Basti, «non ha soddisfatto per niente il Consigliere dell'opposizione».
«L' ho votato per scongiurare un aumento che sarebbe ben maggiore», così si è giustificato Angelucci.
Un'altra mozione, ancora di De Felice, non è stata messa in discussione, che riguardava una richiesta di revoca dell'aumento delle tariffe idriche da presentare al Consiglio di amministrazione dell'ATO n°4. «Mi hanno fatto ostruzionismo», ha denunciato l'esponente politico pur riconoscendo che due consiglieri della maggioranza lo hanno appoggiato. Si tratta di Carmine Di Giovanni, di AN e lo stesso Franco Di Muzio dell'Udc.
«Come mai», si chiede Basti della Fiamma Tricolore, «l'attuale Consiglio Comunale (che non ha mai fatto opposizione per quatto anni di Francavilla al mare), solo dopo gli interventi delle divise, a momenti si querelano a vicenda?»


DIMISSIONI PER I CONSIGLIERI COINVOLTI

Il consigliere De Felice ha chiesto al sindaco Angelucci e alla sua giunta «le dimissioni degli assessori che potrebbero essere coinvolti nell' inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza sulla gestione del gas a Francavilla ed i possibili flussi di denaro privati passati attraverso le sponsorizzazioni delle manifestazioni turistiche e culturali della città.
Lo stesso consigliere De Felice si è detto fortemente certo della onestà dell'amministrazione, «ma è indubbio che nessun amministratore può far passare fondi destinati ad eventi pubblici attraverso i suoi conti correnti privati».
L' Assessore D'Amario dal conto suo ha ribadito in Consiglio Comunale la sua estraneità a questa vicenda, mentre il sindaco Angelucci si è detto fiducioso della sua giunta e del lavoro degli inquirenti.
Intanto il consigliere Franco Di Muzio ha presentato una interrogazione per sapere quale norma preveda che il sindaco stipuli direttamente contratti «per la realizzazione di opere pubbliche, per il destino delle zone artigianali, per l' assenza di dirigenti all'urbanistica e ai lavori pubblici, con la concentrazione di questi poteri nelle mani del segretario generale».

28/07/2007 10.32