Incendi, «Abruzzo impreparata». Ora a rischio Montepulciano e Trebbiano

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2844

ABRUZZO. La situazione sul fronte incendi sta leggermente migliorando e si comincia a fare la stima dei danni. In tutta Italia si conta 1 miliardo di euro di colture andate in fumo. In Abruzzo c'è paura per i vigneti di Montepulciano e Trebbiano, visto anche l'avvicinarsi della vendemmia. Quello che adesso è certo è che la regione, per antonomasia considerata la terra dei Parchi, si è dimostrata totalmente impreparata a gestire l'evento.
Una «carenza strutturale» nella difesa del territorio regionale dal rischio incendi. E' quanto ravvisa Assoturismo-Confesercenti, una delle più importanti associazioni di categoria delle imprese operanti nel settore turistico in Abruzzo.
«Una regione che vanta un territorio con una così alta concentrazione di parchi, riserve e oasi non può permettersi di farsi trovare impreparata di fronte a emergenze come questa» dicono infatti Armando Cipriani, presidente di Asshotel e albergatore di Roccaraso, e Ciro Gorilla, coordinatore della Federazione delle imprese balneari, «quanto successo in queste ore, oltre ai danni all'ambiente ed alla popolazione, rischia di piegare diverse imprese turistiche e commerciali del mare e della montagna in piena stagione. E' per questo necessario chiudere l'emergenza e dare risposte immediate alle imprese e ai lavoratori del turismo, a partire dall'assicurare i delinquenti alla giustizia e garantire la certezza della pena».
Una situazione che per Daniele Zunica , presidente di Assoturismo (la sigla che riunisce tutte le imprese turistiche abruzzesi aderenti a Confesercenti), «richiede ora il massimo sforzo da parte delle istituzioni affinché, in questa stagione eccezionale, ci sia una risposta forte a sostegno delle imprese e delle comunità danneggiate.
Resta tuttavia un problema complessivo» aggiunge Zunica, «perché quello che sta avvenendo dimostra una carenza strutturale nella rapidità di intervento e nella gestione delle emergenze nella nostra regione, un problema che ci portiamo avanti da anni nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi tempi. Ma la regione verde d'Europa, che si fregia del titolo di regione dei parchi, non può permettersi in alcun modo di essere esposta a questo rischio. Le imprese» sottolinea però il presidente di Assoturismo «garantiranno, con il loro impegno, il decorso della stagione: i turisti possono continuare a villeggiare in Abruzzo».

CODACANS: «TRIPLICARE LE PENE PER I PIROMANI»

Triplicare le pene per chi appicca incendi dolosi o colposi e rendere perpetuo, con un decreto legge urgente, il divieto di sfruttare a livello commerciale i terreni che hanno subito incendi.
E' la proposta del Codacons per fronteggiare l'emergenza incendi che sta colpendo il nostro paese. «Solo così - commenta il presidente dell'associazione dei consumatori, Carlo Rienzi - e attraverso un incremento dei controlli, sarà possibile tutelare il nostro territorio e la salute dei cittadini».

VALLOREJA (INNOVAZIONE EUROPEA):«PENE PIU' SEVERE)

Anche Lorenzo Valloreja di Sfl Innovazione europea chiede inasprimento delle pene.
«Chiedo a tutti i parlamentari che si attivino per un disegno di legge che modifichi in senso più restrittivo l'articolo 423 e seguenti del codice penale. Ai piromani dolosi deve essere commutata: una pena non inferiore ai 10 anni, senza sconti ne attenuanti,il sequestro dei beni con i quali saranno ripagati gli ingenti danni causati, oltre alla detenzione un periodo di lavori coatti da effettuarsi nella zona da loro incendiata per il rimboschimento e la manutenzione del verde. Mai come in questo caso», sostiene Valloreja, «bisogna assicurare i colpevoli alla legge. Tengo anche a segnalare, a mio modo di vedere, la necessità di rendere partecipe i servizi di intelligence al controllo del territorio in quanto quest'anno l'emergenza incendi su tutto il territorio nazionale è stata stranamente pianificata con una capillarizzazione che farebbe presupporre l'esistenza di una vera e propria organizzazione non ben definita. Sottovalutare questo aspetto, sarebbe a mio modo di vedere, un errore colossale».


1 MILIARDO DI EURO DI DANNI

Ammontano ad un miliardo di euro i danni causati dagli incendi di questi giorni all'agricoltura italiana. Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori, la stima è per difetto e nelle prossime ore potrebbe crescere ulteriormente.
Le fiamme, finora, hanno distrutto più di 5 mila ettari tra coltivazioni e pascoli.
I danni maggiori si riscontrano in Puglia, Calabria, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Lazio, Marche. Per il reimpianto dei frutteti e per la loro crescita a livello produttivo ci vorranno alcuni anni e questo significa conseguenze sul reddito dei produttori.
Alla vigilia della vendemmia, sono molti i vigneti devastati dal fuoco. Pesanti le conseguenze per alcuni vitigni di pregio, soprattutto in Abruzzo. E' il caso del Montepulciano e del Trebbiano.
I danni maggiori si hanno, comunque, per l'uva da tavola, sia rossa che bianca.
I danni piu' gravi per l'olivicoltura si registrano in Calabria e in Puglia, dove le fiamme hanno distrutto anche uliveti secolari.

26/07/2007 9.44

CHIESTO LO STATO DI CALAMITA'

Con una lettera inviata al presidente del Consiglio di Ministri e al capo del dipartimento nazionale di protezione civile, l'assessore alla protezione civile, Tommaso Ginoble, ha richiesto formalmente al governo la dichiarazione dello stato di emergenza per gli eventi calamitosi che in questi giorni stanno colpendo il territorio abruzzese. Nella lettera si legge che a far data dal 14 luglio scorso, sulla regione «si sono verificati numerosi incendi che hanno prodotto danni gravissimi non solo al patrimonio boschivo regionale, ma anche a persone e a cose».
«Tale situazione risulta aggravata dalle particolari caratteristiche geomorfologiche e orografiche delle zone interessate, oltre che dalle eccezionali condizioni meteo».
Ginoble fa presente che gli incendi hanno alterato in modo significativo l'assetto ambientale delle zone colpite, tanto da rendere urgente la necessità di intraprendere ogni iniziativa utile a rimuovere la situazione di crisi, favorendo la ripresa delle normali condizioni di vita, anche in relazione al fatto che tra le zone devastate dagli incendi, numerose sono ricomprese in porzioni di parchi e aree protette.

26/07/2007 11.33

PNALM: FOCOLAI ATTIVI MA SOTTO CONTROLLO

La natura del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise è scampata al pericolo delle fiamme che in questi giorni stanno divorando i boschi del Paese. Nei giorni scorsi numerosi focolai hanno interessato una superficie di circa 1500 ettari di bosco misto e pascoli nei Comuni di Gioia dei Marsi, Pescasseroli, Bisegna, Villavallelonga, Collelongo e Ortona dei Marsi, il cui centro abitato è stato minacciato dalle fiamme. Nella zona del frusinate un vasto incendio ha danneggiato il Vallone Lacerno, un'area di rilevante importanza naturalistica.
«La lotta contro le fiamme è durata tre giorni», raccontano dal parco Nazionale,«e sono stati scongiurati danni gravissimi grazie all'impegno messo in campo dalle squadre di volontari, Guardiaparco, Corpo Forestale dello Stato, CTA, Protezione Civile, amici del Parco e quanti che hanno collaborato con le autorità competenti sollecitando l'invio sul posto di canadair ed elicotteri, intervenuti grazie all'interessamento del Presidente Ottaviano Del Turco. Al momento la situazione è tenuta sotto controllo dagli uomini sul posto nonostante i focolai siano ancora attivi. Il Presidente del Parco Giuseppe Rossi si è recato nelle aree interessate agli incendi e desidera ringraziare i Comuni, tutti gli uomini che hanno contribuito a domare le fiamme e tutti coloro che in più sedi sono intervenuti per sollecitare gli interventi».
Proprio Rossi ha sottolineato che «il problema degli incendi che in questi giorni sta interessando altre aree naturali protette va risolto in modo strategico e definitivo, dotando i Parchi di mezzi e risorse appropriati. Ad esempio, per i Parchi del centro Italia che costituiscono un sistema interregionale di valore mondiale, non dovrebbe essere difficile assegnargli uno o più elicotteri ad uso esclusivo».

26/07/2007 12.23