Alla Asl di Chieti si cambia aria

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Il cambiamento climatico, le maggiori temperature hanno acuito i disagi evidenti per chi è costretto al ricovero ospedaliero. Un problema grave per un ospedale inaugurato una decina d'anni fa, per il quale non è stato previsto un impianto centralizzato di climatizzazione.
La direzione generale ha così previsto un progetto di rivisitazione energetica di un complesso che consuma 5.000 tonnellate/equivalenti di petrolio l'anno, quando in una struttura similare moderna il consumo deve essere abbondantemente sotto le 3.000 tonnellate equivalenti.
Il progetto prevede un impianto di cogenerazione dotato di celle a combustibile a emissione zero in atmosfera, pannelli solari, pannelli fotovoltaici, vetrature atermiche, regolazioni temporali per lampade di ultima generazione, pompa di calore, ed è volto al conseguimento di una fondamentale riduzione di consumi e di costi in un momento storico che vede il costo dell'energia in costante ascesa.
In particolare, per l'impianto di climatizzazione relativo ai fabbricati A, B, C di cubatura di circa 100.000 metri cubi si prevede un investimento di circa tre milioni di euro; mentre per il progetto globale l'investimento supera i dieci milioni di euro.
I tempi di realizzazione sono legati ai finanziamenti: le soluzioni potranno arrivare da erogazioni da parte dei Ministeri della Sanità o dell'Ambiente, attraverso finanziamenti europei, o da una gestione in «service» da parte di aziende private.
«Il disagio prolungato è il prezzo che si deve pagare quando i progetti nascono incompleti e si tramandano le responsabilità alle successive Direzioni», ha commentato il manager Maresca, «che si devono fare carico di individuare soluzioni il meno possibile rabberciate e tecnicamente più perseguibili».
24/07/2007 11.00