Codici: nuovo ricorso al Tar contro l’appalto delle aree di risulta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Codici: nuovo ricorso al Tar contro l’appalto delle aree di risulta
 PESCARA. Era nell’aria, ora è diventato certezza. Un nuovo ricorso al tribunale amministrativo di Pescara contesta la procedura di gara dell’affidamento dei lavori alla ditta Toto per la riqualificazione della vasta area dell’ex stazione ferroviaria e soprattutto della gestione di oltre 5mila parcheggi del centro cittadino. «TURBATIVA D’ASTA» E «ILLEGALITA’ DIFFUSA: PEGGIO DI MONTESILVANO» TUTTO SULL'AREA DI RISULTA
Il nuovo ricorso (dopo [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=10732]quello presentato dalle forze di minoranza[/url] e dopo che l'appalto è stato fatto oggetto di una inchiesta penale tutt'ora in corso in seguito ad una denuncia presentata lo scorso gennaio) è firmato dalla associazione per i consumatori Codici Abruzzo che contesta modalità e contenuti.
I lavori delle aree di risulta sono da almeno due anni un tema scottante e caldo sia per l'ingente onere per la ditta vincitrice (lavori per circa 52 milioni di euro) ma anche per i guadagni dovuti alla gestione dell'intera zona a traffico limitato (dunque limitata da varchi-check point) e dalla gestione di retta di 5mila parcheggi a pagamento che secondo i calcoli dei consiglieri di minoranza potrebbe fruttare una cifra vicina ai 250milioni di euro di utile in 30 anni di concessione.
«Riteniamo che siano stati gravemente danneggiati gli interessi dei cittadini utenti e consumatori», ha spiegato il segretario di Codici Abruzzo, Giovanni D'Andrea, che ha dato mandato ai propri legali.
L'obiettivo è quello di sospendere gli atti amministrativi relativi all'aggiudicazione della gara.
Intanto di attende per il 26 luglio l'udienza del Tar nella quale dovrebbe essere concessa la sospensiva al primo ricorso e di fatto sarà congelare la procedura amministrativa.
«Nell'appalto», aggiunge D'Andrea, «vi siano gravi anomalie che, se non sanate, porterebbero la Pubblica Amministrazione al perseguimento di un interesse privato a discapito dell'interesse collettivo. Per questi motivi Codici intende esporre i fatti di cui è a conoscenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara e all'opinione pubblica per fare luce e chiarezza su questa faccenda molto intricata».
24/07/2007 10.19



LEGGI IL RICORSO INTEGRALE (PDF)




«TURBATIVA D'ASTA» E «ILLEGALITA' DIFFUSA: PEGGIO DI MONTESILVANO»


Se in punto di diritto il ricorso ricalca quasi fedelmente il precedente della minoranza, è pur vero che l'associazione «intende andare avanti e fino in fondo» hanno assicurato più volte i vertici del sodalizio nazionale che si definisce «svincolato dalla politica e dai gruppi di potere».
«Possiamo persino permetterci di denunciare i giudici alla procura di Campobasso qualora dovessimo riscontrare gravi e pericolose anomalie o ritardi», ha assicurato D'Andrea.
Ma Codici farà di più entro 10 giorni ha promesso di protocollare la denuncia penale per turbativa d'asta nell'ambito dell'appalto delle aree di risulta.
«La Procura deve accertare il ruolo del geometra Giampiero Leombroni», ha aggiunto ancora D'Andrea, «ex dipendente della ditta Toto, poi portato alla Provincia di Pescara quando D'Alfonso ne era presidente fino a farlo diventare dirigente (come può un geometra fare il dirigente?), poi trasferito al Comune. La stessa persona ha poi redatto il bando incriminato prima di ritornare, come dipendente alla Provincia, ed infine nuovamente alla ditta Toto che ha poi vinto l'appalto».
Secondo D'Andrea vi sarebbero numerosi lati oscuri soprattutto perché la procedura avrebbe leso gravemente la trasparenza ed il diritto di concorrenza, di fatto estromettendo altre ditte con l'errore ormai più volte chiamato in causa della discordanza tra lettera di invito e bando di gara.
«Solo Toto ha presentato una offerta perché evidentemente sapeva e conosceva bene l'eventuale ritorno economico stimato in oltre 300 milioni di euro in 30 anni».
Oltre al grave problema sociale derivante dalla chiusura della città (con la gestione della Ztl) e ripercussioni serie sulla libera circolazione l'associazione Codici si è ripromessa di vigilare attentamente «sulle numerose illegalità e conflitti di interesse che questa amministrazione (ma anche quella precedente) ha messo in atto».
Volete dire che anche a Pescara succedono le stesse cose emerse dalla inchiesta penale circa gli accordi di programma ed i conflitti di interesse?
«Peggio, molto peggio», ha risposto D'Andrea, «a Pescara succede di più con gli accordi di programma, con i conflitti di interesse (mi risulta che un assessore al mare è balneatore e rappresentante della stessa categoria), sembra quasi che per fare carriera con questa amministrazione occorra avere avvisi di garanzia come titoli di merito. Mi risulta che diversi dirigenti indagati sono stati promossi. Sono molte le conseguenze patite dai cittadini onesti per questo modo di agire. Ci riserviamo di intervenire nello specifico subito dopo l'estate».

25/07/2007 11.40