Incendi, a fuoco anche il parco nazionale d'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Scoppiano senza sosta, sempre più spesso causati dalla mano dell'uomo (di proposito o per incuria). L'Abruzzo va ancora a fuoco e un nuovo incendio è divampato in località Vallone Lacerno, nel comune di Campoli Appennino (Frosinone), al confine tra Abruzzo e Lazio, in pieno Parco nazionale.
Le fiamme stanno divorando un prezioso bosco di faggio, con piante anche secolari. Si trovano sul posto le guardie del Parco e gli agenti della Forestale di Sora (Frosinone). «La zona e' particolarmente impervia – ha raccontato il direttore del Pnalm, Aldo Di Benedetto - quindi le operazioni di spegnimento sono difficili. Abbiamo richiesto l'intervento di mezzi aerei per domarlo». L'allarme e' stato dato da alcuni residenti di Campoli.
«Con la forestale abbiamo rilevato che ci sono diversi punti di innesco - continua Di Benedetto - e questo farebbe ricondurre l'origine del rogo a matrice dolosa».
La zona interessata dalle fiamme si trova lungo una pendice scoscesa, difficilmente raggiungibile dai mezzi terrestri dei vigili del fuoco.

SITUAZIONE CRITICA IN PROVINCIA DI PESCARA

Proseguono gli incendi anche in provincia di Pescara. Le squadre dei vigili del fuoco e della Forestale sono impegnati su diversi fronti: a Roccamorice, Bussi, Rosciano, e nei pressi dell'asse attrezzato a Pescara.
Per quanto riguarda Roccamorice, in particolare, il rogo ha divorato circa 20 ettari di terreno, per lo più occupati da sterpaglie e in parte da bosco.
Sembra rientrata, invece, per il momento la situazione nella provincia di Chieti.

TUTTO IL CENTRO SUD NEL MIRINO DEI PIROMANI

E' composto da 8.000 uomini, 1700 mezzi antincendi e 10 elicotteri il contingente messo in campo dai vigili del fuoco per intervenire sugli incendi in corso sul territorio nazionale.
Le temperature odierne molto elevate stanno mantenendo alta l'emergenza incendi, soprattutto al Centro-Sud.
Se nella giornata di ieri la Protezione Civile e è dovuta intervenire per sedare complessivamente 70 roghi, alle ore 13 di oggi il concorso aereo ai soccorsi di terra è già stato richiesto 50 volte. I mezzi complessivamente impiegati sono 20.

Il 98% dei roghi che si sprigionano in Italia sono di origine dolosa o colposa, derivano quindi dalla mano dell'uomo, mossa o meno che sia da volontà.
Ad affermarlo è il Corpo Forestale dello Stato, impegnato in queste ore in attività di investigazione sull'origine dei roghi che si sono sprigionati in diverse aree del Paese. Ma quale l'dentikit del piromane? Per il professor Marco Cannavicci, psichiatra-criminologo del Centro Europeo di Psicologia Investigazione e Criminologia (Cepic), "è prevalentemente maschio, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, single, che vive di preferenza in campagna».
Il professor Cannavicci riporta il risultato di studi condotti dall'Fbi che, riferendo della personalità del piromane, parla di un uomo con un «basso livello intellettivo , con bassa scolarità, che abusa di alcolici e non prova rimorso». Per quel che concerne i moventi che lo spingono ad agire, il criminologo ne cita tre:
«vandalismo (di solito adolescenti che lo fanno per noia), vendetta (di classe sociale bassa ma istruito), profitto (professionisti del fuoco)».

23/07/2007 15.22