Acquissima, carissima ma non purissima. Wwf:«sostanze cancerogene»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Acquissima, carissima ma non purissima. Wwf:«sostanze cancerogene»
PESCARA. C'era chi chiedeva una analisi delle acque in contraddittorio: quelle dell'Arta commissionate dall'Ato pescarese contro quelle del laboratorio romano Tecnosib, commissionati da Wwf w Rifondazione. Ma ad una settimana dalla conferenza stampa dei vertici Ato e Aca,dopo attenti studi e confronti, i tecnici dell'associazione ambientalista assicurano: «le due analisi coincidono».   TUTTE LE ANALISI COMPLETE
Se per l'azienda acquedottistica, però, quei dati, sono sinonimo di «è tutto sotto controllo» per il Wwf vogliono invece dire «presenza di sostanze pericolose per la salute umana».
Il risultato è che mentre l'ente d'ambito pensa che il Wwf metta in giro «notizie false e allarmanti», il Wwf ribadisce: «entrambi abbiamo gli stessi dati».
A confermare la pericolosità delle sostanze rinvenute dell'acqua anche il professor Fausto Croce, docente straordinario di Chimica all'Università di Chieti.
«E' stata rilevata la presenza di elementi dannosi per la salute umana, tra cui agenti tossici per il sistema nervoso centrale, fegato e reni, alcuni considerati cancerogeni per l'uomo dall'agenzia internazionale sul cancro».

«Le analisi dell'Arta», ha spiegato Dante Caserta, presidente regionale Wwf, «di fatto confermano le preoccupazioni espresse dalla nostra associazione e smentiscono di fatto i toni tranquillizzanti usati dal presidente D'Ambrosio».
Infatti, le sostanze indicate dalle analisi del Wwf e cercate anche dall'Arta compaiono. Una di queste, il Tetracloruro di Carbonio, è oltre i limiti dell'Oms. L'esacloretano, trovato nelle discariche di Bussi, è nell'acqua potabile della Val Pescara «segno inequivocabile dell'enorme impatto ambientale di queste mega discariche sull'ambiente».
D'Ambrosio, inoltre, verrebbe smentito anche sulla potabilità (garantita più volte) dei pozzi di Sant'Angelo.
L'Apat, infatti, in una nota che viene anche citata dall'Ato ha dichiarato che nel 2005 le acque dei pozzi di Sant'Angelo superavano i limiti fissati dal decreto
31 del 2001 sulla potabilità delle acque per la presenza del tetracloretilene e del tetracloruro di Carbonio.

I POZZI DI SANT'ANGELO

«La gran parte delle sostanze che superano i limiti», ha spiegato ancora Croce, «appaiono solo a partire da Totte de' Passeri, dove la concentrazione è massima, mentre sono assenti a Tocco e Popoli che non ricevono l'acqua dei pozzi di Sant'Angelo».
Tra l'altro, confrontando le analisi di campioni fatte a monte e a valle dei filtri, la concentrazione di Tetracloruro di Carbonio non cambia, anzi, aumenta leggermente. Lo stesso avviene nelle analisi dell'Arta dove l'1-1 dicloretilene passa da 0,3 microgrammi/litro a 0,6.
Adesso il Wwf chiede di avere tutta la serie storica di dati sull'acqua potabile dei pozzi di Sant'Angelo. L'acqua che arriva da lì, ha sottolineato Fabio De Massis, vice presidente del Wwf, «è solo il 5%, come mai non si dispone la chiusura dei pozzi in questione vista la situazione emersa, anche per la salvaguardia del restante 95%?».

«NON FACCIAMO ALLARMISMO»

Caserta ha anche risposto alle accuse mosse dai vertici dell'Acqua secondo i quali l'associazione ambientalista starebbe facendo allarmismo. «Non è nel nostro modo di fare», ha sottolineato Caserta.
«E' vero che le nostre analisi sono quelle di un unico giorno (30
maggio) e che quindi non sono un monitoraggio di un periodo lungo, ma le riteniamo importanti».
L'acqua era stata prelevata da fontanelle pubbliche e rubinetti di abitazioni, 8 campioni in tutto (Popoli, Tocco da Casauria, Torre de'
passeri(2), Chieti (2), Pescara(2)). I dati dell'Arta che sono stati poi confrontati con l'unico rilevamento di Tecnosib sono invece quelli dello scorso 5 luglio, effettuati ai pozzi Sant'Angelo prima e dopo i filtri a carbone attivo.

DA DOVE PROVENGONO QUESTE SOSTANZE?

Ma da dove provengono queste sostanze cancerogene? Su questo il Wwf non si sbilancia ma il professor Croce è certo: «non sono sostanze che fanno parte dell'inquinamento globale, non sono presenti in nessuna altra acqua e non provengono dalla clorurazione (aggiunta di cloro, ndr). Può provenire solo da una contaminazione locale». Che sia quindi diretto il rapporto con la discarica di Bussi? Sembra quasi matematico ma il Wwf non fa ipotesi e ricorda che c'è una indagine in corso.
E a chi chiede ai rappresentanti dell'associazione se è il caso o no di bere quello che sgorga dai rubinetti Dante Caserta aggira
l'ostacolo: «io vivo a Teramo…»


LEGGI I DATI WWF E ARTA A CONFRONTO



Alessandra Lotti 21/07/2007 13.13