Rubinetti a secco, a Chieti è emergenza, nel Fucino «catastrofe»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Ormai è certo: a Chieti è emergenza acqua. Poca, razionata, a tratti inesistente. Da oggi diventa anche "vietata". Il sindaco Francesco Ricci ha emesso una ordinanza nella quale proibisce ai cittadini di farne un uso diverso da quello domestico. Ormai da tre giorni, dopo le 18, Montesilvano (zona via Vestina) si ritrova senz'acqua. Nel Fucino la situazione sta sfuggendo di mano e un terzo delle coltivazioni non produrranno niente.

ABRUZZO. Ormai è certo: a Chieti è emergenza acqua. Poca, razionata, a tratti inesistente. Da oggi diventa anche "vietata". Il sindaco Francesco Ricci ha emesso una ordinanza nella quale proibisce ai cittadini di farne un uso diverso da quello domestico. Ormai da tre giorni, dopo le 18, Montesilvano (zona via Vestina) si ritrova senz'acqua. Nel Fucino la situazione sta sfuggendo di mano e un terzo delle coltivazioni non produrranno niente.

Al caldo esagerato di questi giorni si aggiunge anche l'emergenza idrica. Rubinetti sempre più a secco e la certezza che saranno mesi difficili per i teatini.
«Fino al 15 settembre e sull'intero territorio comunale», ha prescritto adesso il sindaco Ricci, «c'è il divieto di prelievo di acqua per l'irrigazione di orti e prati, per il lavaggio di cortili e piazzali, di auto e per tutti quesli usi diversi da quello domestico o potabile». Giardini in pericoli quindi, così come gli orti. Ma anche preoccupazioni per le aree comuni, come piazzali o cortili, che non potranno più essere lavati, almeno non con acqua di acquedotto.
Ma non solo, per tutti i casi "consentiti" il sindaco chiede comunque «un uso razionale e corretto dell'acqua per evitare inutili sprechi» altrimenti potrebbero essere necessari blocchi controllati del servizio.
Eventuali inadempienze, verranno sanzionate con multe che andranno dai
25 euro ai 500 euro. A sorvegliare sarà la polizia municipale.
L'emergenza, secondo Ricci, sarebbe scattata a causa della «forte riduzione delle precipitazioni negli ultimi mesi» e di un «sensibile aumento della popolazione non residente nel periodo estivo».

A MONTESILVANO

Anche a Montesilvano (zona Vestina) da tre giorni la crisi sembra ingestibile. Dopo le ore 18 i cittadini si ritrovano senz'acqua. Una situazione drammatica che ormai si ripete tutti gli anni e che viene puntualmente imputata all'aumento di richiesta d'acqua a seguito dell'arrivo dei turisti.
Gravi i disagi per quanti, già nel tardo pomeriggio, si ritrovano con i rubinetti completamente asciutti.


FUCINO: «QUI ORMAI E' CATASTROFE»


Gli agricoltori si sentono abbandonati ed umiliati: a loro l'emergenza idrica sta causando enormi danni e chi dovrebbe dare risposte «è sparito».
«La siccità che sta attanagliando il Fucino da almeno due mesi, da emergenza è diventata vera e propria catastrofe sia ambientale che economica». A rivelarlo il coordinamento di Alleanza Nazionale della Marsica. «Le contromisure adottate dal Consorzio di Bonifica si sono rivelate dei semplici palliativi di fronte all'ampiezza del disastro, infatti la sospensione delle attività irrigue dal venerdì al lunedì ha avuto lo stesso effetto dell'aspirina somministrata ad un malato grave».
Da una prima stima dei danni, secondo An, dei circa 13.000 ettari del Fucino almeno 5.000 avranno una produzione minima ed una qualità dei prodotti scadente e pertanto saranno difficilmente collocabili sul mercato mentre almeno per altri 3.000 sarà impossibile portare a termine le produzioni per abbandono o per mancata semina.
«Si tratta di un danno di enormi proporzioni, dell'ordine di decine di milioni di euro, con evidenti contraccolpi anche sui livelli occupazionali che le aziende agricole determinano e sull'economia dell'intera marsica sia a livello commerciale che dei servizi».
In questa situazione di «estrema gravità» Alleanza Nazionale denuncia «una vergognosa fuga dalle proprie responsabilità della classe politica di governo regionale della nostra zona».
Gli agricoltori «sono stati abbandonati al proprio destino dall'assessore all'agricoltura Verticelli che non si è degnato neanche di fare una visita nella nostra zona e l'Arssa i cui vertici si sono completamente disinteressati al dramma degli operatori agricoli».

CELLINO ATTANASIO IN GINOCCHIO

Il Comune di Cellino Attanasio è letteralmente in ginocchio. Da sette giorni l'intero territorio è senza un goccio d'acqua perché «a detta della Ruzzo Servizi si sarebbe rotta la condotta principale e le difficoltà nel sistemarla sarebbero legate al fatto che le condutture sono obsolete e occorrerebbero linee nuove».
Il Sindaco Angelo Contrisciani lancia in queste ore un grido di allarme: «Siamo allo stremo, in paese si rischia la sommossa popolare, perchè le condizioni igienico sanitarie, già precarie a causa della prolungata mancanza d'acqua, sono ormai compromesse. A ciò si aggiunga che nella zona ci sono numerosi allevamenti di bestiame in cui gli animali rischiano di morire».
In questi giorni, per fronteggiare l'emergenza, il Sindaco ha attivato tutti i canali.
Ad esempio si sopperisce alla necessità idrica con autocisterne che la Ruzzo fornisce giornalmente su segnalazione del Sindaco stesso.
Queste autocisterne, tuttavia, arrivano solo in alcune zone del territorio e dunque non sono sufficienti. Della condizione pietosa nella quale versa il Comune di Cellino da ormai una settimana, è stata interessata anche la Prefettura di Teramo.
Non ultimo, Contrisciani ha scritto all'Ato invitando l'Ente d'Ambito a riprendere in mano e a cantierare un progetto già esistente che prevede la costruzione di una nuova condotta nel territorio di Cellino Attanasio. «E' solo una questione di buona volontà politica» afferma Contrisciani, che lancia il suo ultimatum: «se entro un paio di giorni la situazione non dovesse risolversi, una delegazione composta da abitanti di Cellino Attanasio con in testa il Sindaco, inizierà una serie di proteste davanti all'edificio della Prefettura di Teramo». «E' vergognoso- conclude Contrisciani- che nel 2007 un comune possa rimanere senza una goccia d'acqua».

VASTO-SAN SALVO

Grossi problemi anche nell'area vastese di Piana Sant'Angelo, a San Salvo.
Molte attività industriali rischiano la chiusura.
La situazione è stata esaminata da amministratori locali e delle Regioni Abruzzo e Molise in un incontro svoltosi a San Salvo.
Il problema, è stato spiegato, deriva dalla chiusura della traversa di San Giovanni Lipioni (Chieti) sul Fiume Trigno, corso d'acqua che i tecnici del Consorzio di bonifica hanno interrotto a causa della scarsa portata. Se la traversa non sarà riaperta, si prospetta il rischio della chiusura delle industrie nell'area.
Del fatto è stata informata la Prefettura di Chieti. L'impianto di depurazione delle acque del Consorzio industriale del Vastese sta lavorando a ritmi ridotti: lungo la costa l'erogazione dell'acqua trattata è pertanto ridotta. Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, farà oggi il punto della situazione, dal momento che anche la condotta
dell'acquedotto del Verde ha subito una notevole riduzione nella
portata.

21/07/2007 8.59