Acqua e veleni:«450 mila euro di compensi all'Aca, una montagna di dubbi a noi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ogni anno l'Aca ci costa 450 mila euro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L'indebitamento dell'Azienda consortile è raddoppiato e i servizi non sono migliorati. Sulla potabilità dell'acqua «non può esserci incertezza», tuonano i sindacati. I dati forniti ad inizio settimana da Aca e Arta, infatti non convincono. Sembrano lacunosi e imprecisi e adesso si invoca l'intervento della magistratura per fare chiarezza. L'Arco ha disposto nuovi e privati controlli e il Wwf rispedisce al mittente le critiche di «allarmismo ingiustificato». E intanto ieri mezza città si è ritrovata a secco. LE ANALISI DI WWF E RIFONDAZIONE - LE CONTROANALISI DI ACA E ARTA RUBINETTI A SECCO: SITUAZIONE MOLTO DIFFICILE NEL CHIETINO

PESCARA. Ogni anno l'Aca ci costa 450 mila euro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L'indebitamento dell'Azienda consortile è raddoppiato e i servizi non sono migliorati. Sulla potabilità dell'acqua «non può esserci incertezza», tuonano i sindacati. I dati forniti ad inizio settimana da Aca e Arta, infatti non convincono.
Sembrano lacunosi e imprecisi e adesso si invoca l'intervento della magistratura per fare chiarezza. L'Arco ha disposto nuovi e privati controlli e il Wwf rispedisce al mittente le critiche di «allarmismo ingiustificato». E intanto ieri mezza città si è ritrovata a secco.




LE ANALISI DI WWF E RIFONDAZIONE
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LE CONTROANALISI DI ACA E ARTA



RUBINETTI A SECCO: SITUAZIONE MOLTO DIFFICILE NEL CHIETINO


Momento critico per l'acqua pescarese.
Dopo le polemiche sull'inquinamento delle falde della Val Pescara, le polemiche legate alle spese pazze dell'Aca ieri e il balletto di dati (contrastanti) sulla potabilità, i cittadini si sono ritrovati anche con i rubinetti asciutti.
Un paio d'ore di panico per i residenti (ma anche per negozi e uffici) del centro cittadino, della zona dei Colli e di San Silvestro. E' emergenza acqua? Pare proprio così.
E quello che preoccupa ancora sono i dati sulla potabilità.
I chiarimenti degli ultimi giorni sono serviti ben poco e i dubbi aumentano.
I sindacati e le associazioni di categoria si agitano, chiedono chiarezza e «dati certificati».
«Non deve esserci più incertezza, per quanto riguarda le tariffe, nella gestione del servizio, ma anche per la potabilità». Cgil, Cisl e Uil chiedono un pronunciamento da parte della magistratura per fare chiarezza su questo aspetto.
«Sulla salute dei cittadini - ha detto il segretario provinciale della Cgil di Pescara, Paolo Castellucci - non può esserci confusione».
Il sindacalista ha evidenziato il problema della sicurezza dei lavoratori del settore, «su cui si investe poco, preferendo destinare risorse ad altre spese».

450 MILA EURO ALL'ANNO DI STIPENDI

Castellucci ha poi citato i compensi percepiti dagli amministratori e dal collegio sindacale dell'Azienda consortile acquedottistica (Aca) di Pescara: oltre 400mila euro l'anno dai primi, oltre 50mila euro dai secondi. Il segretario della Cgil ha fatto presente che, dal consuntivo 2005 a quello del 2006, l'indebitamento dell'Aca verso le banche «è raddoppiato», passando da circa 14 milioni di euro a 28 milioni di euro. Si tratta di una situazione che, secondo Castellucci, «preoccupa e richiede di interventi di riorganizzazione».
L'organico dell'Aca - secondo quanto riferito dai sindacati - é composto da 195 lavoratori, 119 dei quali operai, 67 impiegati, quattro quadri "e ben cinque dirigenti, a differenza di altre azienda, anche più grandi che - hanno fatto notare - hanno un numero di dirigenti inferiore»

«La lievitazione del prezzo dell'acqua», hanno spiegato ancora i sindacati, «avviene nell'ambito di un processo continuo di indebitamento dell'Aca, la cui condizione strutturale è incompatibile con la necessita' di razionalizzare e ridurre i costi di struttura, che non possono essere sostenuti solo da cittadini utenti». Gli introiti derivanti dalle tariffe servono a migliorare le reti, a rendere più efficiente il servizio, alla manutenzione continua del sistema di distribuzione, a ridurre gli sprechi «e invece qui aumentano le tariffe, c'è incertezza sulla qualità dell'acqua e sulla sicurezza sul lavoro, aumentano i debiti, mancano gli investimenti sul sistema di distribuzione e i costi di gestione sono inalterati».
E i Verdi, intanto avanzano la proposta: «a settembre scade il mandato di D'Ambrosio. Dopo, è necessario che venga istituito un nuovo Cda nel quale sia presente anche la società civile con un rappresentante».

LA GUERRA DEI DATI SULLA POTABILITA'

Il Wwf fa invece sapere che sabato prossimo si terrà una conferenza stampa per contestare i dati forniti dall'Aca. «Il presidente dell'Ato D'Ambrosio», ha spiegato Dante Caserta dell'associazione ambientalista, «ha bollato come "frutto della fantasia" i nostri dati derivanti da analisi effettuate da un laboratorio di livello nazionale che ha controfirmato tutti i referti». Il Wwf si aspettava una difesa d'ufficio migliore: «invece di spiegare nel dettaglio i dati e lo stato dell'inquinamento, accertato si è cercata la scorciatoia del discredito, verso un'associazione che sulla tutela dell'acqua ha dimostrato negli anni di esser più avanzata, purtroppo, degli stessi Enti pubblici».
Sugli aspetti tecnici il Wwf tornerà sabato prossimo con una conferenza stampa «che avremmo voluto evitare» per aspettare le risposte ufficiali degli Enti cui fiduciosamente ci siamo rivolti».
Dopo le analisi commissionate da Rc e Wwf ad un laboratorio Romano anche l'associazione dei consumatori Arco ha predisposto proprie analisi private.
«Abbiamo provveduto a predisporre ulteriori prelievi da far analizzare dal laboratorio certificato Sinal di Siracusa per verificare la presenza specifica di sostanze indesiderate tra cui tetracloruro di carbonio e di dicloroetilene» le due sostanze che nelle analisi del Wwf sono apparsi completamente sballati.
Ma l'Arco sottolinea «la piena fiducia, fino a prova contraria, nella qualità dei servizi di controllo dell'Arta e fa sapere che «su oltre cento prelievi effettuati presso i condomini di Pescara e Montesilvano dopo la periodica pulizia delle reti interne, l'acqua è risultata perfettamente idonea e nei parametri stabiliti di legge».

18/07/2007 9.05

DE IULIIS:«PECCATO MORTALE SPRECARE ACQUA E RISORSE»

«”L'Acqua è una ricchezza ineguagliabile e unica, vale un milione di pozzi di petrolio, …un milione di “scienziati” che studiano la vita… e ci tolgono della vita l'essenza dentro le falde asciutte del Gran Sasso”».
Concetti espressi in un vecchio articolo di tanti anni fa, scritti da Tusio De Iuliis, dell'associazione Aiutiamoli a vivere, e attento osservatore della realtà locale.
«In questa sporca storia dell'acqua abruzzese, non c'è solo ignoranza e impreparazione a fiumi o l'avanzato stato di decomposizione di una cultura sfacciata del più squallido nepotismo», sostiene De Iuliis, «ma tutto il cinismo e la premeditazione di gruppi e di singoli che nulla hanno mai avuto a che vedere con la “Politica” ma, che della politica si sono riprodotti e nutriti. Una montagna di danaro pubblico scemato nel nulla, diversamente più che sufficiente ad ammodernare le condutture dell'Abruzzo e non solo, tale da evitare una sola goccia di dispersione per almeno cento anni.
E invece nulla, l'acqua continua ad essere buttata, mischiata nel fango, disprezzata, ma soprattutto deviata alle ambizioni e alla ricchezza immeritata di pochi furbi».
«Costoro» continua l'esponente dell'associazione umanitaria, «dovrebbero essere portati in Africa e li farli restare a camminare ogni giorno, a piedi nudi, per venti e più chilometri con le donne e i bambini per andare a raccogliere pochi litri di acqua, dalle pozzanghere melmose della strada o dai pozzi purulenti di batteri. Troppo comodo “disperdere” nel torbido ogni risorsa senza mai sentirne vergogna, e…quando le casse sono vuote, far pagare ai cittadini lo scotto. L'ignoranza e l'ambizione usate scriteriatamente non sono un difetto, ma una colpa grave e loro, solo loro e, non i cittadini, ne dovrebbero pagare il conto e i danni. Spero solo, che la politica, quella con la “P” maiuscola e i pochi politici veri rimasti sappiano restituire ai cittadini un po' di acqua e metterla nella mani di gente esperta e competente».
18/07/2007 13.46

RUBINETTI A SECCO: SITUAZIONE MOLTO DIFFICILE NEL CHIETINO

Si fa sempre più difficile la situazione dell'approvvigionamento idrico nei 76 Comuni dove il servizio è garantito dalla Sasi. Il caldo torrido degli ultimi giorni, insieme alla diminuzione della disponibilità alle sorgenti e all'aumento dei consumi – legati soprattutto alle presenze turistiche in particolare sul litorale – sta provocando seri disagi.
La disponibilità alla sorgente dell'acquedotto del Verde è diminuita del 25 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e quella degli acquedotti del Sinello e dell'Avello sfiora il 40 per cento in meno. Dati simili a quelli dell'inizio del periodo estivo, ma che con la crescita dei consumi stanno mettendo a rischio le forniture. Nei centri serviti dall'Avello (quelli della zona di Guardiagrele) il quadro è reso ancora più difficile dalla progressiva diminuzione delle quantità d'acqua fornite dall'Aca – il gestore del Pescarese – che è alla prese con un problema analogo e sta dunque “tagliando” le subforniture agli altri territori. E lo stesso sta accadendo nei Comuni approvvigionati dal Sinello (Vasto e San Salvo in primo luogo), dove a causa della secca del fiume Trigno, sono state drasticamente ridotte le forniture integrative garantite dagli impianti del Coniv.
Quali possono essere le conseguenze nell'immediato?
L'estensione della sospensione dell'erogazione dell'acqua potabile ad altre fasce orarie oltre quelle comunicate nelle scorse settimane, che limitavano le chiusure dalle 22.30 alle 6 del mattino.
«Non è escluso quindi – spiega Cesare Garofalo, responsabile tecnico della Sasi – che ci possano essere delle interruzioni anche durante il pomeriggio, decise comunque solo nel caso la disponibilità dovesse scendere sotto i livelli minimi».
Al momento resta meno grave la situazione nei centri serviti dall'acquedotto del Verde (come Lanciano, Ortona, San Vito e Fossacesia) dove rimangono confermate le chiusure notturne che venivano eseguite anche negli scorsi anni.
«Se però il quadro climatico dovesse rimanere quello degli ultimi giorni – continua Garofalo – potremmo essere costretti a disporre chiusure straordinarie anche in questi centri».
Per scongiurare questa eventualità la Sasi rinnova l'appello ad un consumo consapevole dell'acqua, evitando usi impropri della risorsa per innaffiare piante e giardini o per il lavaggio delle automobili.
«Il nostro obiettivo – aggiunge il presidente Gaetano Pedullà – è riuscire ad evitare che in futuro possano verificarsi nuovamente problemi simili. Proprio per questo abbiamo sottoposto all'attenzione dell'Ato una serie di interventi necessari sul sistema idrico del nostro territorio. Tra tutti spicca la realizzazione del potabilizzatore del lago di Casoli, che dal 1994 è inserito nel piano regolatore generale degli acquedotti e per il quale esiste già il progetto definitivo. Crediamo che si tratti dell'unica soluzione per evitare le crisi idriche che ciclicamente si verificano in questa zona nei mesi estivi. Del resto in provincia di Teramo sono stati costruiti 2 potabilizzatori che hanno consentito di risolvere le carenze su tutto il litorale e lo stesso sta avvenendo anche in provincia di Pescara. L'unico territorio rimasto fuori dai finanziamenti è quello della provincia di Chieti, che ormai però non può più attendere».
18/07/2007 14.32