Tentato omicidio a Vasto: una coltellata al fianco per un diverbio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. Due coltellate nel giro di un mese. Due aggressioni che potevano causare due morti. L’ultima la notte scorsa nel centro storico di Vasto. Anche in questo caso omicidio scampato solo per pura casualità.
Con l'accusa di tentato omicidio è finito in carcere questa mattina all'alba Pierluigi Savino, 31 anni, già noto a Vasto, che era balzato agli onori delle cronache lo scorso 10 giugno quando era stato denunciato dalla Polizia per una coltellata al collo sferrata ad un automobilista di Lucera (Foggia) per un diverbio legato alla viabilita'.
In quella circostanza il pugliese, raggiunto dal fendente mentre era alla guida della sua auto a Vasto Marina (Chieti), solo grazie alla prontezza dei riflessi era riuscito a schivare il colpo cavandosela con una ferita superficiale.
Savino, che era alla guida di uno scooter, era stato individuato in base alla descrizione fornita da decine di sbigottiti testimoni.
Evidentemente però non gli era bastato e la sua indole aggressiva è ritonata a possederlo nuovamente la notte scorsa quando è riuscito a ferire non mortalmente A.F. 29 anni di Vasto.
Secondo il vice questore di Vasto, Cesare Ciammaichella, l'aggressore avrebbe agito con fredda determinazione, per uccidere, posto che, tra l'altro, aveva lasciato il suo scooter ancora in moto, poco lontano dall'abitazione della mancata vittima, nel centro storico.
«Voleva, dunque, allontanarsi in fretta senza essere riconosciuto», ha raccontato questa mattina Ciammaichella, «invece lo hanno visto in tre, tra cui la moglie del ferito, al settimo mese di gravidanza, che ha tentato invano di fermarlo: per fortuna la donna e il nascituro non hanno riportato danni. A.F., invece, è stato raggiunto da una coltellata tra fegato e polmone al fianco destro».
Già nella notte la vittima e' stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico all'ospedale 'San Pio da Pietrelcina' ed e' ora in prognosi riservata.
L'attentatore è invece in carcere con l'accusa di tentato omicidio e porto abusivo d'arma da taglio.
Il fatto è avvenuto intorno alle 23 e gli inquirenti stanno cercando di capire le ragioni del diverbio.
Con molta probabilità si tratterebbe di un debito non pagato relativo a più dosi di droga cedute dall'aggressore.
17/07/2007 16.43