Il caso Bricola, il Tar blocca temporaneamente l'ordinanza del Comune

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AVEZZANO. Il Tar ha sospeso «temporaneamente» l'ordinanza sindacale impugnata in cui si ordinava l'allontanamento immediato e definitivo del cane Briciola da casa. Una buona notizia per la piccola Nicoletta e la sua famiglia. Il provvedimento del Tribunale amministrativo è solo temporaneo e ha assegna la trattazione della domanda di sospensione alla camera di consiglio dell'11 luglio 2007.
Quello potrebbe essere il giorno definitivo per il ritorno a casa di Briciola che dopo l'ultima ordinanza è stato trasferito in una pensione per cani. Anche la Lav nei giorni scorsi ha contestato l'ordinanza urgente avanzata dal Comune.
«Una ordinanza urgente è per legge una statuizione straordinaria ed eccezionale, da utilizzare per necessità urgenti, in materia di ordine e sicurezza pubblica, sanità e igiene pubblica, dunque spropositata nel caso di specie - spiega Carla Campanaro, dell'Ufficio Legale della LAV - Inoltre queste ordinanze comportano un grave danno al benessere del cane e una grave restrizione della "proprietà privata" della famiglia». La prima ordinanza fu emessa pochi mesi fa perché l'abbaiare di Briciola avrebbe disturbato la quiete di un vicino di casa, la seconda perché, secondo la Asl, non sarebbero state rispettate le norme sanitarie per la detenzione del cane nella proprietà della famiglia di Briciola, mentre i sopralluoghi svolti dalla Lav non hanno evidenziato problemi igienici.
La storia di Briciola era stata denunciata dalla sua piccola padroncina,
Nicoletta, di 14 anni che ha scritto una email nel sito della conduttrice Licia Colò, sempre attenta ai problemi degli animali. Dopo quella richiesta di aiuto il mondo di internet si è scatenato e mobilitato con l'invio di centinaia di email ai giornali locali e al Comune di Avezzano. Se adesso la famiglia è contenta per un possibile ritorno a casa dell'amico a quattro zampe c'è anche il timore, probabilmente infondato, che qualcuno possa fargli del male. «C'è ancora tanto accanimento nei confronti del nostro cane», racconta la famiglia di Nicoletta, «ma è anche vero che la Lav ci chiede sempre notizie di Briciola e ci aiuta molto, così come l'associazione Codici che ha chiesto l'accesso a tutti i documenti del Comune». Nicoletta può vedere molto poco il suo adorato animale e i genitori l'hanno mandata a casa della nonna perché non riusciva più a dormire e a staccarsi dal computer per cercare aiuto. Che i prossimi giorni ci sia la svolta definitiva?

LA STORIA DI BRICIOLA
 

05/07/2007 9.26